Il sito di
Cisalpino.com è ancora così
Ma non è proprio così, o meglio lo era. Quello che cambierà non sarà il prezzo (forse) ma la gestione. La dissoluzione di Cisalpino, la joint venture 50/50 promossa da Trenitalia e ferrovie svizzere, è stata liquidata con poche righe sulle pagine dei giornali locali. L'analisi della
storia di Cisalpino rivela come una buona idea (ottima, tenendo conto della liberalizzazione in corso nel settore) finalizzata alla fornitura di servizi ad alto livello per il trasporto sulle medie distanze, possa finire miseramente a causa di una serie di errori macroscopici manageriali e gestionali. La chiusura di Cisalpino è una grossa occasione perduta per tutto il Nord, per forzare Trenitalia a elevare il proprio livello di servizi, integrare Malpensa con la Svizzera, aumentare il flusso di turisti stranieri verso le località lombarde, piemontesi e liguri e il porto di Genova. I primi segni sono la
cancellazione di 10 treni per Milano.Mentre Cisalpino sparisce, le Ferrovie Nord vanno felicemente verso ovest, stringendo un accordo con i tedeschi per il trasporto merci, ma mancando una clamorosa possibilità di integrazione sul trasporto passeggeri.TreniItalia fa un'alleanza con i francesi di SNCF che punta su un valico e su una linea ancora da costruire (To-Lione), rispetto ai due trafori già esistenti in Svizzera (Gottardo e Sempione) e al progetto dell'AlpTransit (nuovo Gottardo e nuovo Lötschberg) in corso di realizzazione.E in tutto questo gli assenti sono la politica lombarda e la
salute dei cittadini.