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L'acqua è di tutti, se non ce la lasciano prendiamocela


Dopo i diversi interventi arrivano due nuovi endorsement e qualche perplessità, che arricchiscono il dibattito.Il primo è il parere della co-presidente del partito Verde Europeo, Monica Frassoni che via Facebook mi scrive
Poi c'è il post di Jacopo Fo che scrive: "L'idea e' geniale e i numeri ci sono tutti", pubblicato anceh su Il Fatto Quotidiano di oggi.
Meno entusiasti alcuni membri dei Verdi Lombardi. Un esponente di spicco scrive una lunga critica all'idea la cui parte centrale riguarda la quantità di capitale necessaria alla sua realizzazione:Il capitale sociale consolidato del sistema Amiacque comprensivo del valore della patrimoniale non è di 23.667.606 €, ma di oltre 327.600.000 di euro. Solo il Cap Holding ha un capitale sociale al 31.12.2007, interamente versato, di 234.135.220 azioni del valore nominale di 1 euro per complessivi 234.135.220 euro. Bisogna inoltre ricordare che Amiacque non gestisce il comune di Milano e quindi se dovessimo inserire anche la città di Milano il capitale sociale sarebbe di circa 500.000.000 euro. Non bastano quindi 100.000 personeInfine chi nei Verdi lombardi sta seguendo molto da vicino le vicende legate all'ingresso dei privati nel sevizio idrico scrive:non basta avere il capitale, il socio privato deve essere selezionato mediante gara pubblica a livello europeo. Anche se si riuscisse a mettere in piedi una società sarebbe difficile vincere contro le multinazionali dell'acqua.Per il momento mi interessa raccogliere il maggior numero di contributi possibili per potermi chiarire le idee e testare la solidità della proposta.