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Le tre (false) foto più importanti del decennio


Gli anni zero che si chiuderanno tra qualche giorno sono stati segnati senza dubbio dalla rivoluzione nel mondo dell comunicazione con la diffusione (almeno nel mondo occidentale) di internet in forma capillare. Io ho creato il mio indirizzo mail in occasione del viaggio Erasmus del 2001, prima si viaggiava a 56k e con l'incubo della bolletta telefonica.Ma questi anni sono stati segnati anche da un uso spregiudicato delle immagini per veicolare messaggi nascosti e per far passare contenuti a volte molto dubbi. Non è certo una novità degli ultimi tempi, ma la velocità e la possibilità per chiunque di farsi diffusore di informazioni (catene via mail, blog, social network) ha aumentato di molto il potere anche delle false comunicazioni.Provo qui a fare un podio delle tre false immagini con cui qualcuno ha tentato di raccontarci la sua versione dell'attualità. Le foto vere (forse troppo americanocentriche) le potete trovare su questo splendido blog del Boston Globe, che ho scoperto attraverso un altro blog, quello di Gabriele Battaglia, appunto.Al terzo posto troviamo quella che il Corriere della Sera ha definito per qualche ora come "la foto simbolo della protesta in Iran" addirittura che "ricorda lo studente di piazza Tienanmen davanti al carro armato"
Siamo nel pieno delle manifestazioni in seguito alla reelezione di Ahmadinejad alla presidenza dell'Iran. Sono giorni che le opposizioni scendono in piazza chiedendo che non vengano riconosciuti i risultati ufficiali accusando il presidente di brogli. La stampa occidentale che nulla avrà da dire quando le stesse cose succederanno in Honduras o in altre parti del mondo, ha un disperato bisogno di un simbolo. Ai giornalisti nostrani non sembra vero poter lanciare a tutta pagina questa immagine, forte, chiara, immediatamente leggibile. Peccato che fosse falsa. Si tratta infatti di un fotomontaggio come un utente di Twitter ha dimostrato pubblicando l'originale.
Al secondo posto troviamo un'immagine girata soprattutto su blog e via catena, a dimostrazione che neanche il web 2.0 sia attendibile al 100%. Qui si tocca un altro dei luoghi caldi del pianeta. Siamo in Tibet, nell'anno delle olimpiadi cinesi, l'attenzione sui diritti umani è alta, almeno temporaneamente. Repubblica descrive la situazione con queste parole: "Per la prima volta a distanza di dieci anni dalle repressioni cinesi dell'88 e '89, l'esercito in amaranto dei grandi monasteri di Lhasa è sceso in strada in occasione del 49esimo anniversario della fallita rivolta contro l'occupazione delle truppe di Pechino.". Le manifestazioni degenerano però in atti di violenza sia da parte cinese che tibetana, per la prima volta si vedo immagini in cui i monaci buddisti si comportano alla stregua dei black block a Genova. E' allora che inizia a girare questa foto
Il testo che spiega come i soldati cinesi si siano travestiti da monaci buddisti tibetani e abbiano devastato Lhasa per far sembrare i tibetani violenti e giustificare così la repressione del regime cinese. La verità è che l'immagine proviene da un set cinematografico nel quale dei soldati si sono vestiti da monaci per fare da comparse, cosa che avviene abbastanza spesso. Il sito www.savetibet.org ha dichiarato di disporre di altre foto analoghe risalenti al 2001. Sembra che l'opera di mistificazione sia partita da un tale Gordon Thomas che ha legami con il Ku Klux Klan. Nonostante questi dati, se cercate su google falsi monaci violenti, questa foto uscirà spesso.Il primo posto tocca però ad un'immagine made in USA anche se scattata in Iraq, proprio l'immagine che il Boston Globe mette in cima alla lista delle foto del decennio. Si tratta dell'abbattimento della statua di Saddam a Baghdad.
La mistificazione delle immagini sull'Iraq non è una novità per gli usa, se si pensa al famoso cormorano coperto dal petrolio del Kuwait che in realtà non è mai esistito, ma qui siamo ad un lavoro più complesso. Siamo alla seconda guerra di Bush contro Al Qaeda, in Afghanistan sta andando maluccio, non si trova Bin Laden e anche il consenso smisurato verso il presidente comandante in capo non è più dei migliori. Bisogna rispolverare la propria immagine di difensori della democrazia ben voluti dai popoli liberati (a distanza di anni sappiamo come sta andando...). Serviva una piazza gremita di gente festeggiante al liberatore americano. E la foto lo mostra peccato che il 9 aprile 2003 non c'era un solo iracheno "libero" a festeggiare la caduta della statua di Saddam. C'erano si alcune comparse (si vedono sullo sfondo anche nella foto), alcune delle quali arrivate pochi giorni prima dagli USA su aerei militari. A dimostrazione c'è un video, ma soprattutto questa foto (rimossa, ho messo il video, 11-5-2011) della piazza vista da lontano.Nella piazza, nella foto Reuters, ci saranno al massimo 200 persone. I Marines hanno sigillato la piazza, sorvegliandola con alcuni carri armati. Un veicolo meccanizzato statunitense viene utilizzato per staccare la statua di Saddam dal piedistallo. L'intero evento viene spacciato per l'equivalente della caduta del muro di Berlino... ma la differenza c'è. Eccome.Buon anni '10 a tutti.