L'ACACIA...nomade

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."Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene." Paolo Borsellino disse questo, e proprio parlare di mafia è quello che si propone di fare ad ogni incontro l’associazione nazionale “Notti contro le mafie – parole ai giovani”, che coinvolge tantissime città italiane e dall’ottobre 2010 è presente anche qui a ............ L’idea parte da due amici  e si estende poi ad altri ragazzi che l’accoglieranno con entusiasmo e parteciperanno con serietà ed impegno a tutte le iniziative, delle cui l’ultima ha avuto luogo proprio mercoledì 18 alle ore 21 in Piazza ............. ........ ha ospitato per una sera Gianni Somigli, giornalista fiorentino e autore del libro “E’ già sera”, il quale sullo sfondo di un amore giovanile parla di criminalità organizzata e vittime di stragi. La serata, presentata da ........., si è svolta con l’alternarsi di cinque brani letti da noi ragazzi e vari pezzi musicali composti da quattro promettenti musicisti ........: la violinista ................, il bassista ............, il sassofonista ............. e il pianista ..................., accompagnati da uno sconosciuto percussionista che si è proposto di aiutarli una mezz’ora prima che iniziasse il tutto. Terminate le letture, rispondendo ad alcune domande poste dalla presentatrice, Gianni Somigli ha parlato di libertà, di giustizia, di battaglie che vale la pena combattere, e lo ha fatto con due occhi che brillavano e un sorriso pieno di speranza. A .............  non si spara, a ..............  non si fanno esplodere bombe, a ..................  non vengono mozzate teste di cani che vengono poi lasciate fuori dalle porte di casa, a .....................  non si muore per mafia. Ma cos’è la mafia? Cosa si può definire “mafioso”? Alfonso, padre di ......... , una volta ci disse a noi ragazzi che la mafia è un fenomeno difficilissimo da racchiudere in quattro parole, e ci disse che prima di combattere quella che c’è fuori da noi, si deve combattere la mafia che ci portiamo dentro. Bisogna essere onesti, dobbiamo andare a letto la sera, poggiare la testa sul cuscino, e sapere di non aver commesso nulla che ci impedisce di dormire, bisogna essere puliti dentro, prima di pulire lo sporco che c’è fuori. E allora ovunque si può parlare di mafia, ovunque si deve parlare di mafia, perché ovunque c’è lo sporco da eliminare. Dobbiamo nutrirci di sogni, forse di utopie, non smettere di combattere per conquistare qualcosa che a volte ci sembra lontanissimo, quasi un miraggio: la nostra libertà, la libertà di tutti noi, la libertà di coloro che non potranno più combattere per essa, perché sono stati uccisi senza motivo, perché togliere la vita è sempre senza motivo. “La lotta alla mafia non può fermarsi a una sola stanza, la lotta alla mafia deve coinvolgere l’intero palazzo. All’opera del muratore deve affiancarsi quella dell’ingegnere. Se pulisci una stanza non puoi ignorare che altre stanze possono essere sporche, che magari l’ascensore non funziona, che non ci sono le scale... Io vado a Roma per contribuire a costruire il palazzo.” Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Nadia e Caterina Nencioni, bambine che non diventeranno mai donne, e tutti coloro che a causa della mafia non potranno più sognare, non potranno più sperare, correre, fare una carezza, piangere, ci hanno lasciato un palazzo da costruire.(A.P.  ...16 anni domani....).ee ....e noi....dobbiamo volere più ragazzi così...(Io)