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--Non darmi tregua, non perdonarmi maiPestami a sangue, che ogni cosa crudele sia tu cheritorni.Non lasciarmi dormire, non darmi pace !Allora otterrò il mio regno,nascerò lentamente.Non smarrirmi come un motivetto facile, non essere carezza neguanto;Intagliami come una selce, fammi disperare.Difendi il tuo amore umano, il tuo sorriso, i tuoi capelli. Donali.Vieni a me con la tua collera secca di fosforo e squame.Grida. Vomitami sabbia in bocca, rompimi le fauci.Non mi importa ignorarti in pieno giorno,sapere che giochi faccia al sole, a viso aperto.Condividilo.Io ti chiedo la cerimonia crudele del taglio,quello che nessuno ti chiede: le spinefino all’osso. Strappami questo volto infame,obbligami a gridare finalmente il mio vero nome.(Julio Cortazar)....ci sono ferite così lunghe...che non riescono neanche a sanguinare...scientificamente le chiamano profonde...penetranti.Quelle che intendo richiedono tempo...necessitano spazio...occorrono percorsi,abbisognano di un luogo...prima che una sola goccia di sangue ne segnali la presenzao un ematoma le localizzi.Quando ti accorgi che urlano il tuo nome...ed il tuo fallimento...non hai più braccia per curarle,non hai più gambe per trasportarlenon hai più occhi per meditarlenon hai più orecchie per sostenerle.Sei la raccolta...la cavità dove quel trauma si è rifugiato,sei l'intervallo... di quel tessuto dove qualcuno ti ha lacerato,sei l'estensione di quel rimedio che le darà tutto il tuo tempo...e senti il freddo...di un anestetico...che altro non fa che aumentare il tuo tremore...e la tua impotenza.Occorre allora, come un proiettile che le ha procurate,trovare loro la via d'uscita...altre lesioni...altri saccheggi ...per quella cerimonia di liberazione che nessuno mai celebrerà per te.(Io)......