L'ACACIA...nomade

brivido...


....C'è già la primavera negli occhi...timida spunta da rami che pazienti l'aspettano...ma nella pelle...ancora l'inverno...e questa neve che minaccia, ma stenta, e resta imbrigliata in stille di pioggia che lavano via  tinte d'autunno.L'estate qualcuno la porta nel cuore...sempre e dovunque...anche sotto anonime pensiline da supermercato...Era là sotto stamane...cercava riparo in pochi millimetri di terra straniera confuso al freddo tepore di una neve che lui non capisce ed in quel bianco che aleggia su ogni cosa che incontri quando la neve minaccia ma fatica a posarsi. Confondo così i suoi occhi, arginati da pelle che portano l'Africa in ogni goccia di sè, al neutrale scorrere di un sabato da fine maschera...al gelo di anonimi carrelli da spesa che lo proteggono e contengono il suo brivido...ancora più forte...e l'Africa ancora più lontana. Il suo sguardo...come la sua voce...oggi non piativa che vuoto e calore e forse un pezzo di casa...sua. Un paio di jeans...una felpa...un cappuccio...ed un giubbino che, come la neve, stenta...a chiudersi.Chissà se quella sciarpa...la mia...una tra tante...così poco importante da essere dimenticata nel bagagliaio della mia auto...vedrà l'Africa come  me...i cieli...le terre...i colori...quelli che  ho visto stamane...quando quegli occhi stupiti hanno accolto quel poco calore che avevo da dargli...quando, indifeso, si è fatto avvolgere da quel piccolo pezzo di stoffa che le sue mani non riuscivano a districare... e,  piano,  ha protetto tutta l'Africa che porta dentro di sè.  Quel brivido freddo è sparito...dietro ad un sorriso che sapeva di chi non conosce la neve... ed è arrivato a me che non conosco il brivido di una terra straniera...