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Post N° 61


Da questo Tempiodi sotto vedo la città offerta inerte al mare.Gigantesco mostro addormentatomi confronto con me stesso e allora le parole come cavallette risvegliate dal solesaltano dalla mia bocca a milioni per defluire in filosofica intenzione.Divergo dal mio procedere e allora le nere bisce dell’intelletto s’aggrovigliano ai miei piedi in fantastici amplessi danzanti tra le punte d’una corona intuitiva sono vero?...iosi può essere veri anche senza volerlo – veramente ?ti amo e perciò ti mangioio...minuscolo esistentecon la frusta e lo sgabello puntati contro la creatura di silenzio che si erge da questo povero cuore pulsante d’angoscia compressa..mi sibila in faccia:"ignora la rosa! Dai un nome ad ognuno dei suoi petali ma ignorala come non t’appartenesse " s’erge e sibila: " ignora il rampicante soffocatore che ti avvolge il collo di baci come compiendo un suicidio ""ignora il tetro postino del desiderio di essere se stessi ""ignora il vivere dei treni, ignora che manca l’acqua, ignora il tempo e le rotaie "poi muore nella polvereorgogliosa anima vendicatricee due inservienti,nella polverela trascinano via con le fauci ancora spalancateti amo – geniale bestia di spaventose duplicitàe perciò ti mangio..