Una mano nodosa e forte, temprata dall'esercizio, mi afferra lo sterno e lo comprime, mi solletica la nausea con unghie affilate e disgustose di sebo. Mi mozza il respiro strozzandolo dentro e ogni pensiero non decolla, no, anche lui è abbrancato dalla morsa malefica e nota che caccia le dita pallide e magre dentro gli occhi del pianto dei voli di Pindaro ed in tutte le idee.I bulbi celesti strappati dai fiori leggeri della mia mente penzolano tra l'indice ed il pollice orrorifici e le orbite vuote e insanguinate dei pensieri li rendono folli e ciechi e gli unici mezzi di fuga e d'alienazione del mio cervello ormai mutilati sbattono come pipistrelli sulle pareti interne della testa, senza trovare una feritoia per volare via, lontano, nel buio, dove nessuno fuorché essi stessi possa vederli e stabilirne il percorso.Poi la mano diventa sadica: li ghermisce e li tortura, li dilania, li frantuma e li comprime lacerandoli e li lascia infine in agonia e sopraffatti, gettati nell'angolo più doloroso...Lacrime. Soltanto attraverso disperate gocce d'anima può stillare il sangue ormai quasi rappreso.Infine gemiti e singhiozzi espellono l'aria stantia, stagnante e satura di sensazioni spossate e tristissime.
Post N° 78
Una mano nodosa e forte, temprata dall'esercizio, mi afferra lo sterno e lo comprime, mi solletica la nausea con unghie affilate e disgustose di sebo. Mi mozza il respiro strozzandolo dentro e ogni pensiero non decolla, no, anche lui è abbrancato dalla morsa malefica e nota che caccia le dita pallide e magre dentro gli occhi del pianto dei voli di Pindaro ed in tutte le idee.I bulbi celesti strappati dai fiori leggeri della mia mente penzolano tra l'indice ed il pollice orrorifici e le orbite vuote e insanguinate dei pensieri li rendono folli e ciechi e gli unici mezzi di fuga e d'alienazione del mio cervello ormai mutilati sbattono come pipistrelli sulle pareti interne della testa, senza trovare una feritoia per volare via, lontano, nel buio, dove nessuno fuorché essi stessi possa vederli e stabilirne il percorso.Poi la mano diventa sadica: li ghermisce e li tortura, li dilania, li frantuma e li comprime lacerandoli e li lascia infine in agonia e sopraffatti, gettati nell'angolo più doloroso...Lacrime. Soltanto attraverso disperate gocce d'anima può stillare il sangue ormai quasi rappreso.Infine gemiti e singhiozzi espellono l'aria stantia, stagnante e satura di sensazioni spossate e tristissime.