11235813

Post N° 92


Movimenti armonici limitati che come note si ricompongono in maniera sempre nuova, a formare melodie e danze sconosciute, diverse a seconda delle occasioni. Tutto ha inizio con uno sguardo, basta una sola sfumatura di questo per catturare chi lo incrocia e scatenare dentro lui o lei un senso di improvvisa insoddisfazione e incompletezza, la smania vorace di unità, di assoluto, di infinito. Ed è proprio specchiandosi negli occhi dell'altro che si intravede ciò che non ha nome, il tutto e il nulla. E in modo perfettamente umano cerchiamo di emulare ciò che qualcuno definisce divino. E le nostre imperfezioni hanno un senso tutto nuovo unite a quelle dell'altro, erano solo frammenti incompleti che pian piano si ricompongono al suono di gemiti, e questi divengono null'altro che una valvola di sfogo per quel piacere ultraterreno che altrimenti i nostri corpi non reggerebbero. Amplessi, gemiti, spiriti che convergono nell'unità assoluta, unica porta che l'uomo può aprire per guardare oltre se stesso, per giungere in quel luogo dove il silenzio è musica, il contatto necessità, dove non c'è differenza tra umano e divino. Ed infine un banale orgasmo che ci riporta alla nostra natura umana, che ci ricorda della nostra imperfetta incompletezza, che ci distacca l'uno dall'altra, che ci allontana da quella perfetta visione appena scorta, come il cavallo nero distanzia l'anima platonica dall'ideale. Con sofferenza e fatica torniamo ad essere due corpi, l'uno accanto all'altro; le lancette dell'orologio ricominciano a segnare il tempo, che si era diluito fino a scomparire. Non più anime alla ricerca dell'assoluto ora siamo carne sudata e nervi convulsi, siamo soli alle prese ognuno con se stesso ma grati l'uno all'altra per aver raggiunto insieme quel luogo di sublime appagamento. Si narra che Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza, prima che questi creasse da sé la donna. Nell'unità sola dei corpi ci è ancora concesso specchiarci nella divinità di noi stessi e chiunque abbia mai provato questo non vi può rinunciare per alcuna ragione al mondo, che questa abbia il nome fedeltà, morale o che so io. L'amore è un'arte, l'amore è vita, l'amore è necessità, l'amore è assoluto, l'amore è cibo dell'anima, l'amore è il raggiungimento della felicità. L'amore è per quelli insaziabili, reietti, immersi nel peccato e compiaciuti dalla loro anima perversa, angeli che caduti e agonizzanti in questo mondo trovano la porta dell'unico vero paradiso. Mi chiedo perchè continuo a peccare, queste sono le mie ragioni...