Il presente post è stato realizzato in collaborazione con panenero.La decisione del tribunale dell’Aja di non bandire l’NVD (meglio conosciuto come il partito dei pedofili) ha scatenato in Italia un’ondata di indignazione popolare. Assai meno scalpore ha invece suscitato l’affermazione di M. Uittenbogaard, presidente del suddetto partito, secondo il quale “in Italia ci sono più di 100.000 persone che praticano la pedofilia clandestinamente”. Secondo il tribunale dell’Aja, “l’NVD ha lo stesso diritto ad esistere di ogni altro partito politico. Non invita alla violazione della legge, ma propone di cambiarla. […] Saranno gli elettori a giudicare le ragioni di questo come degli altri partiti”.Alessandra Mussolini ha affermato che “l’Italia dovrebbe uscire dall’Unione Europea perché è indegno e inaccettabile che vi sia un partito pedofilo in uno Stato membro” [ASCA].Nel quotidiano olandese Algemeen Dagblad si legge che i Paesi Bassi hanno già politiche permissive in materia di droghe leggere, prostituzione e matrimoni omosessuali, ma è poco probabile che l’NVD guadagni molti consensi.Ora, bisognerebbe chiedersi se a quei Paesi con politiche meno permissive di quelle olandesi (come l’Italia, ad esempio) è effettivamente riuscito di debellare droga, prostituzione e pedofilia.Questa domanda dovrebbe farsela anche Gio [gio.blog.espresso.it/posso_fare_una_domanda], il quale scrive: “Ed allora mi viene in mente che diverso tempo fa, quando noi eravamo totalmente scandalizzati dall’idea di un matrimonio tra due persone dello stesso sesso, in Olanda era un’idea abbastanza accettata. Ed oggi lì c’è un partito dei pedofili e qui il nostro confine morale è l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. Eh sì, perché ormai i matrimoni gay se non dal punto di vista giuridico sono accettati dalle nostre coscienze, anzi, visto che ormai li stanno legalizzando un po’ dovunque perché non farlo anche in Italia? In fondo siamo sempre pronti a seguire il principio per cui se in un gruppo la maggioranza si butta da un ponte, tale volo pindarico diventa auspicabile, accettabile, se non addirittura necessario”. Gio afferma poi che non gli “interessa esprimere giudizi morali, per quanto non condivida tali tipi di unioni [quelle omosessuali]”. Gio, quindi, pur manifestando l’intenzione di non voler esprimere alcun giudizio morale, di fatto non se ne astiene (e come sarebbe possibile agire altrimenti, visto il tipo di argomento trattato?). Si tratta però di un giudizio falsato da una premessa fortemente intollerante nei confronti degli omosessuali. Pensare che la legalizzazione (in Olanda) dei matrimoni tra persone dello stesso sesso abbia determinato una caduta della morale comune, aprendo di fatto la strada alla nascita dell’NVD, significa addentrarsi nel regno dell’assurdo. Già la scelta stessa di accostare omosessualità e pedofilia è segno manifesto di una grande intolleranza di fondo – nei confronti degli omosessuali, ovviamente! E non serve scrivere che “i matrimoni gay se non dal punto di vista giuridico sono accettati dalle nostre coscienze”, perché, caro Gio, stando a quanto affermi, sembra che la tua per prima, di coscienza, rifiuti tale tipo di unioni. Gio imputa poi la colpa di questo andazzo all’odierno relativismo, contrapponendolo ad una non meglio precisata “verità rivelata da Dio”. E quale sarebbe, questa verità rivelata da Dio? Che i matrimoni gay non si possono fare? Allora in Italia Dio fa la voce più grossa che in qualsiasi altra democrazia occidentale. Oppure che la pedofilia è peccato? La pedofilia, semmai, è reato, e non peccato, ché il peccato ha a che fare con la legge di Dio, e non con quella degli uomini. Volendo, poi, si potrebbe evidenziare come questa supposta verità assoluta di Dio, di cui oggi tanto si parla, assomigli pericolosamente ad un diktat dittatoriale, e contenga quindi in sé i germi della distruzione di una società democratica.Il nodo fondamentale dell’intera questione, a nostro parere, non sta tanto nella nascita, in un determinato Stato dell’UE, di un partito pro-pedofilia, quanto piuttosto nell’esistenza e nella diffusione mondiale del fenomeno stesso. Alessandra Mussolini fa bene ad indignarsi per la nascita dell’NVD, quando in Italia, dove un partito di pedofili fortunatamente non c’è (e speriamo nessuno mai ne proponga la fondazione), gli abusi di minori sono altrettanto diffusi quanto negli altri Paesi occidentali? Se un qualsivoglia Paese della UE fosse libero di uscire dall’alleanza solo perché indignato dal comportamento politico di un altro Stato membro, siamo sicuri che l’Italia, nel suo piccolo, non ne “spingerebbe fuori” almeno uno?Non stiamo quindi a fare dell’inutile retorica, se veramente ci preme sconfiggere la pedofilia: lasciamo perdere i proclami dei politici e pretendiamo delle leggi severe in materia, leggi in grado di punire la pedofilia ovunque essa si manifesti. Per discutere seriamente dell’argomento è innanzitutto necessario sgomberare il campo da ogni ipocrisia: non stiamo a criticare un’Olanda poco repressiva se poi la pedofilia rappresenta un grosso problema anche qui da noi. In merito alla sentenza del tribunale dell’Aja, noi riteniamo che si tratti di una decisione coraggiosamente e insieme pericolosamente democratica.Stando ai dati ufficiali, l’80% degli Olandesi sarebbe nettamente contrario alla presenza in Parlamento dell’NVD. Per conquistare un seggio, il suddetto partito, che conta sull’appoggio di 1000 iscritti, dovrebbe raccogliere 60.000 voti. Le farneticanti proposte del “partito dei pedofili” (abbassamento dell’età dei rapporti sessuali legalizzati a 12 anni, possibilità di utilizzare minorenni in film pornografici, e altre “amenità” simili) sembrano quindi fortunatamente destinate a rimanere sulla carta, in quanto l’NVD risulterebbe privo di quell’appoggio popolare necessario per far approvare (o modificare) le leggi. Se gli Olandesi si riveleranno tanto virtuosi quanto noi italiani siamo facili a scandalizzarci per le cose altrui, allora l’NVD prenderà una batosta elettorale talmente grande da vedersi costretto a scomparire per sempre dalla faccia della terra. E’ la pedofilia il nemico da combattere – ricordiamolo – e non un tribunale legittimo.In merito a quanto scritto da Stefano Milani [www.rivistaonline.com/Rivista/Articoli PrimoPiano] (“Ma proibire di dire queste sciocchezze, non renderebbe l’Europa un Paese più civile?”, affermazione riferita alla proposta di van der Berg, fondatore dell’NVD, di depennare dalla lista dei reati il possesso di materiale pedo-pornografico), noi pensiamo che non sia tanto importante vietare che determinate cose vengano dette o pensate, quanto piuttosto proibire che vengano fatte, ché vietare di dirle, certe cose, sarebbe un po’ come nascondere il problema, anziché risolverlo. Ed è proprio per questo motivo che ci sentiamo di affermare che l’Europa non sarebbe certo più civile se l’NVD non fosse mai nato, in quanto si tratterebbe di un “essere civile” puramente di facciata. L’Europa si potrebbe a ragione ritenere più civile solo nel caso in cui riuscisse effettivamente a debellarla, la piaga della pedofilia.In risposta poi a quanto scritto in proposito da Daniela Tuscano [http://Danielatuscano.wordpress.com] (“A questo punto nulla vieterebbe, sempre in nome della “libertà” (arbitrio) di riunirsi, espressione di una società democratica (anarchica), la costituzione legale di un Partito dei Razzisti, che ovviamente non si chiamerebbe così, ma, attingendo alla ricchezza del vocabolario, potrebbe presentarsi come “Partito delle identità, delle minoranze etniche e della cultura locale”. Non ci suonano cari e seduttivi, questi termini? Non riscuoterebbero un sicuro successo? E non si venga a dire che tale “partito” non potrebbe mai nascere perché in contrasto con la democrazia stessa: nella democrazia ridotta ad anarchia è al contrario lecito tutto, persino l’autodistruzione”), ci limitiamo ad osservare che, anche se un Partito dei Razzisti non c’è mai stato, esistono, e sono sempre esistiti, degli schieramenti politici che sul razzismo della gente ci campano, eccome. Il fenomeno del razzismo, specie in Italia, è in costante crescita, e questo nonostante non esista alcun Partito dei Razzisti (quantomeno nominalmente). Vogliamo scommettere che per tutti coloro che vengono quotidianamente fatti oggetto di discriminazioni (extracomunitari e non), il fatto che un Partito dei Razzisti non esista non è poi una così gran fonte di consolazione? Quanto all’inquietante proposta avanzata dal partito dei pedofili di abbassare il limite di età per girare film pornografici a 16 anni, proviamo a chiederci se tutte le prostitute che battono gli italici marciapiedi sono effettivamente maggiorenni. Come giudicare, poi, quei normalissimi padri e madri di famiglia (e non sono pochi) che danno figli e figlie, a volte nemmeno adolescenti, in pasto al mondo dello spettacolo e della moda, facendo finta di non sapere quali strani giri vi si nascondano dietro? I numerosissimi scandali quotidiani che investono il mondo della politica, della finanza e degli affari, poi, sembrano non sfiorarci neppure. Così come non ci scandalizzano le migliaia di morti bianche che si registrano ogni anno in Italia. Strano popolo, quello italiano: noi siamo bravi a scandalizzarci solo quando scoppia un qualche bubbone al di fuori del nostro Paese: perdoniamo tutto (o quasi) a noi stessi e non concediamo nulla agli altri, onorando così quel solido campanilismo che da sempre ci contraddistingue. Se proprio ci teniamo, alla morale, preoccupiamoci almeno di adottare dei principi universali, e non utilitaristici.Riguardo alla questione dell’NVD, ciò che noi tutti dovremmo chiederci è perché è nato, e non perché il tribunale dell’Aja non lo ha bandito. E la risposta – che ci piaccia o no – è la seguente: il partito dei pedofili è nato perché, nonostante i molti sforzi fatti per combattere la pedofilia, essa ha ormai raggiunto (almeno in Europa) proporzioni a dir poco inquietanti. Non bisogna combattere tanto l’NVD quanto la pedofilia in sé, ovvero, il “fenomeno” che ha portato alla sua fondazione; chiedere a gran voce l’abolizione del suddetto partito non servirà ad eliminare il problema della pedofilia, in quanto non rimuoverà le cause che sono all’origine della pedofilia stessa. Ma si sa, è molto più facile fermarsi alla facciata delle cose, dichiararsi sdegnati davanti alle telecamere, mostrarsi scandalizzati per un paio di minuti e poi ritornare alla solita vita di sempre, come se niente fosse accaduto. Per finire, un grazie di cuore a tutte le associazioni e a tutti i singoli che da anni, con tenacia e serietà, lottano contro la pedofilia.preso da http://blog.libero.it/socioeduchiamoci/6851321.htmlNON SMETTEREMO MAI DI COMBATTERE!ale
Il "partito dei pedofili" in Olanda: reazioni e commenti
Il presente post è stato realizzato in collaborazione con panenero.La decisione del tribunale dell’Aja di non bandire l’NVD (meglio conosciuto come il partito dei pedofili) ha scatenato in Italia un’ondata di indignazione popolare. Assai meno scalpore ha invece suscitato l’affermazione di M. Uittenbogaard, presidente del suddetto partito, secondo il quale “in Italia ci sono più di 100.000 persone che praticano la pedofilia clandestinamente”. Secondo il tribunale dell’Aja, “l’NVD ha lo stesso diritto ad esistere di ogni altro partito politico. Non invita alla violazione della legge, ma propone di cambiarla. […] Saranno gli elettori a giudicare le ragioni di questo come degli altri partiti”.Alessandra Mussolini ha affermato che “l’Italia dovrebbe uscire dall’Unione Europea perché è indegno e inaccettabile che vi sia un partito pedofilo in uno Stato membro” [ASCA].Nel quotidiano olandese Algemeen Dagblad si legge che i Paesi Bassi hanno già politiche permissive in materia di droghe leggere, prostituzione e matrimoni omosessuali, ma è poco probabile che l’NVD guadagni molti consensi.Ora, bisognerebbe chiedersi se a quei Paesi con politiche meno permissive di quelle olandesi (come l’Italia, ad esempio) è effettivamente riuscito di debellare droga, prostituzione e pedofilia.Questa domanda dovrebbe farsela anche Gio [gio.blog.espresso.it/posso_fare_una_domanda], il quale scrive: “Ed allora mi viene in mente che diverso tempo fa, quando noi eravamo totalmente scandalizzati dall’idea di un matrimonio tra due persone dello stesso sesso, in Olanda era un’idea abbastanza accettata. Ed oggi lì c’è un partito dei pedofili e qui il nostro confine morale è l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. Eh sì, perché ormai i matrimoni gay se non dal punto di vista giuridico sono accettati dalle nostre coscienze, anzi, visto che ormai li stanno legalizzando un po’ dovunque perché non farlo anche in Italia? In fondo siamo sempre pronti a seguire il principio per cui se in un gruppo la maggioranza si butta da un ponte, tale volo pindarico diventa auspicabile, accettabile, se non addirittura necessario”. Gio afferma poi che non gli “interessa esprimere giudizi morali, per quanto non condivida tali tipi di unioni [quelle omosessuali]”. Gio, quindi, pur manifestando l’intenzione di non voler esprimere alcun giudizio morale, di fatto non se ne astiene (e come sarebbe possibile agire altrimenti, visto il tipo di argomento trattato?). Si tratta però di un giudizio falsato da una premessa fortemente intollerante nei confronti degli omosessuali. Pensare che la legalizzazione (in Olanda) dei matrimoni tra persone dello stesso sesso abbia determinato una caduta della morale comune, aprendo di fatto la strada alla nascita dell’NVD, significa addentrarsi nel regno dell’assurdo. Già la scelta stessa di accostare omosessualità e pedofilia è segno manifesto di una grande intolleranza di fondo – nei confronti degli omosessuali, ovviamente! E non serve scrivere che “i matrimoni gay se non dal punto di vista giuridico sono accettati dalle nostre coscienze”, perché, caro Gio, stando a quanto affermi, sembra che la tua per prima, di coscienza, rifiuti tale tipo di unioni. Gio imputa poi la colpa di questo andazzo all’odierno relativismo, contrapponendolo ad una non meglio precisata “verità rivelata da Dio”. E quale sarebbe, questa verità rivelata da Dio? Che i matrimoni gay non si possono fare? Allora in Italia Dio fa la voce più grossa che in qualsiasi altra democrazia occidentale. Oppure che la pedofilia è peccato? La pedofilia, semmai, è reato, e non peccato, ché il peccato ha a che fare con la legge di Dio, e non con quella degli uomini. Volendo, poi, si potrebbe evidenziare come questa supposta verità assoluta di Dio, di cui oggi tanto si parla, assomigli pericolosamente ad un diktat dittatoriale, e contenga quindi in sé i germi della distruzione di una società democratica.Il nodo fondamentale dell’intera questione, a nostro parere, non sta tanto nella nascita, in un determinato Stato dell’UE, di un partito pro-pedofilia, quanto piuttosto nell’esistenza e nella diffusione mondiale del fenomeno stesso. Alessandra Mussolini fa bene ad indignarsi per la nascita dell’NVD, quando in Italia, dove un partito di pedofili fortunatamente non c’è (e speriamo nessuno mai ne proponga la fondazione), gli abusi di minori sono altrettanto diffusi quanto negli altri Paesi occidentali? Se un qualsivoglia Paese della UE fosse libero di uscire dall’alleanza solo perché indignato dal comportamento politico di un altro Stato membro, siamo sicuri che l’Italia, nel suo piccolo, non ne “spingerebbe fuori” almeno uno?Non stiamo quindi a fare dell’inutile retorica, se veramente ci preme sconfiggere la pedofilia: lasciamo perdere i proclami dei politici e pretendiamo delle leggi severe in materia, leggi in grado di punire la pedofilia ovunque essa si manifesti. Per discutere seriamente dell’argomento è innanzitutto necessario sgomberare il campo da ogni ipocrisia: non stiamo a criticare un’Olanda poco repressiva se poi la pedofilia rappresenta un grosso problema anche qui da noi. In merito alla sentenza del tribunale dell’Aja, noi riteniamo che si tratti di una decisione coraggiosamente e insieme pericolosamente democratica.Stando ai dati ufficiali, l’80% degli Olandesi sarebbe nettamente contrario alla presenza in Parlamento dell’NVD. Per conquistare un seggio, il suddetto partito, che conta sull’appoggio di 1000 iscritti, dovrebbe raccogliere 60.000 voti. Le farneticanti proposte del “partito dei pedofili” (abbassamento dell’età dei rapporti sessuali legalizzati a 12 anni, possibilità di utilizzare minorenni in film pornografici, e altre “amenità” simili) sembrano quindi fortunatamente destinate a rimanere sulla carta, in quanto l’NVD risulterebbe privo di quell’appoggio popolare necessario per far approvare (o modificare) le leggi. Se gli Olandesi si riveleranno tanto virtuosi quanto noi italiani siamo facili a scandalizzarci per le cose altrui, allora l’NVD prenderà una batosta elettorale talmente grande da vedersi costretto a scomparire per sempre dalla faccia della terra. E’ la pedofilia il nemico da combattere – ricordiamolo – e non un tribunale legittimo.In merito a quanto scritto da Stefano Milani [www.rivistaonline.com/Rivista/Articoli PrimoPiano] (“Ma proibire di dire queste sciocchezze, non renderebbe l’Europa un Paese più civile?”, affermazione riferita alla proposta di van der Berg, fondatore dell’NVD, di depennare dalla lista dei reati il possesso di materiale pedo-pornografico), noi pensiamo che non sia tanto importante vietare che determinate cose vengano dette o pensate, quanto piuttosto proibire che vengano fatte, ché vietare di dirle, certe cose, sarebbe un po’ come nascondere il problema, anziché risolverlo. Ed è proprio per questo motivo che ci sentiamo di affermare che l’Europa non sarebbe certo più civile se l’NVD non fosse mai nato, in quanto si tratterebbe di un “essere civile” puramente di facciata. L’Europa si potrebbe a ragione ritenere più civile solo nel caso in cui riuscisse effettivamente a debellarla, la piaga della pedofilia.In risposta poi a quanto scritto in proposito da Daniela Tuscano [http://Danielatuscano.wordpress.com] (“A questo punto nulla vieterebbe, sempre in nome della “libertà” (arbitrio) di riunirsi, espressione di una società democratica (anarchica), la costituzione legale di un Partito dei Razzisti, che ovviamente non si chiamerebbe così, ma, attingendo alla ricchezza del vocabolario, potrebbe presentarsi come “Partito delle identità, delle minoranze etniche e della cultura locale”. Non ci suonano cari e seduttivi, questi termini? Non riscuoterebbero un sicuro successo? E non si venga a dire che tale “partito” non potrebbe mai nascere perché in contrasto con la democrazia stessa: nella democrazia ridotta ad anarchia è al contrario lecito tutto, persino l’autodistruzione”), ci limitiamo ad osservare che, anche se un Partito dei Razzisti non c’è mai stato, esistono, e sono sempre esistiti, degli schieramenti politici che sul razzismo della gente ci campano, eccome. Il fenomeno del razzismo, specie in Italia, è in costante crescita, e questo nonostante non esista alcun Partito dei Razzisti (quantomeno nominalmente). Vogliamo scommettere che per tutti coloro che vengono quotidianamente fatti oggetto di discriminazioni (extracomunitari e non), il fatto che un Partito dei Razzisti non esista non è poi una così gran fonte di consolazione? Quanto all’inquietante proposta avanzata dal partito dei pedofili di abbassare il limite di età per girare film pornografici a 16 anni, proviamo a chiederci se tutte le prostitute che battono gli italici marciapiedi sono effettivamente maggiorenni. Come giudicare, poi, quei normalissimi padri e madri di famiglia (e non sono pochi) che danno figli e figlie, a volte nemmeno adolescenti, in pasto al mondo dello spettacolo e della moda, facendo finta di non sapere quali strani giri vi si nascondano dietro? I numerosissimi scandali quotidiani che investono il mondo della politica, della finanza e degli affari, poi, sembrano non sfiorarci neppure. Così come non ci scandalizzano le migliaia di morti bianche che si registrano ogni anno in Italia. Strano popolo, quello italiano: noi siamo bravi a scandalizzarci solo quando scoppia un qualche bubbone al di fuori del nostro Paese: perdoniamo tutto (o quasi) a noi stessi e non concediamo nulla agli altri, onorando così quel solido campanilismo che da sempre ci contraddistingue. Se proprio ci teniamo, alla morale, preoccupiamoci almeno di adottare dei principi universali, e non utilitaristici.Riguardo alla questione dell’NVD, ciò che noi tutti dovremmo chiederci è perché è nato, e non perché il tribunale dell’Aja non lo ha bandito. E la risposta – che ci piaccia o no – è la seguente: il partito dei pedofili è nato perché, nonostante i molti sforzi fatti per combattere la pedofilia, essa ha ormai raggiunto (almeno in Europa) proporzioni a dir poco inquietanti. Non bisogna combattere tanto l’NVD quanto la pedofilia in sé, ovvero, il “fenomeno” che ha portato alla sua fondazione; chiedere a gran voce l’abolizione del suddetto partito non servirà ad eliminare il problema della pedofilia, in quanto non rimuoverà le cause che sono all’origine della pedofilia stessa. Ma si sa, è molto più facile fermarsi alla facciata delle cose, dichiararsi sdegnati davanti alle telecamere, mostrarsi scandalizzati per un paio di minuti e poi ritornare alla solita vita di sempre, come se niente fosse accaduto. Per finire, un grazie di cuore a tutte le associazioni e a tutti i singoli che da anni, con tenacia e serietà, lottano contro la pedofilia.preso da http://blog.libero.it/socioeduchiamoci/6851321.htmlNON SMETTEREMO MAI DI COMBATTERE!ale