Eleonora deve ringraziare il fatto di essere magra, che le ha permesso di riparasi in una nicchia. Valentina per fortuna ha perso il pullman che doveva portarla a L'Aquila. Alessandra invece non realizzerà mai più il suo sogno «L’importante è che siamo vivi», dice in lacrime Irina, una badante ucraina che lavora all’Aquila. La notte di lunedì lei e il compagno Sandro dormivano nella loro casa, situata al quinto piano di un palazzo non lontano dal centro storico. «Mai vissuto un inferno così a 44 anni», dice la donna, che in quei 40 secondi di puro terrore ha perso tutto. Sono rimasti nel letto abbracciati a pregare, mentre tutto intorno tremavano, cadevano le lampade e il televisore. Poi sono scappati. Anche le sue sorelle Olga e Anna, badanti nei pressi dell’Aquila, si sono salvate. Ora Irina, insieme a Sandro, vive insieme a una di loro in macchina. Ora il suo unico desiderio è di tornare in Ucraina nella sua città, Sambir, dove ha lasciato i suoi figli. In una macchina vicino alla sua vive una famiglia moldava, una giovane coppia con due figlie gemelle, che da poco avevano raggiunto mamma e papà in Italia. Una delle due è morta.Dopo 42 ore sotto le macerie la giovane Eleonora Calesini, della provincia di Rimini, si è salvata perché magra. È riuscita miracolosamente a incastrarsi in una nicchia di muro. Ma sotto i detriti e le travi del suo condominio, che si è letteralmente sgretolato, la sua amica Enza non ce l'ha fatta. E nemmeno Giulia, 23 anni. Lo stesso tragico destino di Alessandra Cora, una ragazzina che sognava di fare la cantante. Insieme alla sua famiglia, di origini capresi, si era trasferita in Abruzzo qualche anno fa.Valentina, una studentessa ascolana, si è salvata perché domenica sera ha perso il pullman che doveva portarla a L’Aquila, dove aveva affittato un appartamento a due passi dalla Casa dello Studente, che ospitava tanti dei suoi amici. La stessa struttura dove hanno perso la vita Francesco e Angela, i fidanzati trovati dai soccoritori abbracciati. Anche Cinzia, studentessa ascolana in scienze motorie, domenica aveva deciso di non partire. L’appartamento che condivideva con una sua amica in via XX Settembre è praticamente distrutto. La loro compaesana Emanuela, studentessa alla facoltà di Medicina, si era spaventata per le continue scosse dei giorni precedenti, e aveva deciso di tornare a casa la scorsa settimana. Anche Alice Dal Brollo aveva paura, la sera prima di morire aveva mandato al fidanzato un sms: «Treme tutto. Vado a letto ma non riuscirò a dormire. Terrò le scaroe vicino al letto... per essere pronta a scappare».I loro coetanei Marco, Francesco, Alessio, Lorenzo, Gianbeniamino, tutti 20enni di Onna, hanno salvato tante vite. Mentre il paese crollava sotto i loro occhi hanno salvato la vita a parenti e vicini di casa. Per loro saranno per sempre gli angeli del terremoto. Alessandra, un estetista 31enne sempre di Onna, si è salvata insieme alle sue bambine e al marito perché dormiva al primo piano della loro casa. Ora è ospite dai suoceri a Roma. Un’altra famiglia si è salvata solo perché la mamma aveva costretto tutti a dormire in cortile. Sara invece non ce l’ha fatta. È morta dopo aver chiamato la sorella col cellulare: «Sto morendo, sorellina mia. Sento che sto morendo...». Quel filo di voce ha permesso di indirizzare i soccorsi, ma non c'era più nulla da fare. (Libero News)da http://magazine.libero.it/speciali/terremoto-in-abruzzo-sp345/pg17.phtml
E' il destino che decide
Eleonora deve ringraziare il fatto di essere magra, che le ha permesso di riparasi in una nicchia. Valentina per fortuna ha perso il pullman che doveva portarla a L'Aquila. Alessandra invece non realizzerà mai più il suo sogno «L’importante è che siamo vivi», dice in lacrime Irina, una badante ucraina che lavora all’Aquila. La notte di lunedì lei e il compagno Sandro dormivano nella loro casa, situata al quinto piano di un palazzo non lontano dal centro storico. «Mai vissuto un inferno così a 44 anni», dice la donna, che in quei 40 secondi di puro terrore ha perso tutto. Sono rimasti nel letto abbracciati a pregare, mentre tutto intorno tremavano, cadevano le lampade e il televisore. Poi sono scappati. Anche le sue sorelle Olga e Anna, badanti nei pressi dell’Aquila, si sono salvate. Ora Irina, insieme a Sandro, vive insieme a una di loro in macchina. Ora il suo unico desiderio è di tornare in Ucraina nella sua città, Sambir, dove ha lasciato i suoi figli. In una macchina vicino alla sua vive una famiglia moldava, una giovane coppia con due figlie gemelle, che da poco avevano raggiunto mamma e papà in Italia. Una delle due è morta.Dopo 42 ore sotto le macerie la giovane Eleonora Calesini, della provincia di Rimini, si è salvata perché magra. È riuscita miracolosamente a incastrarsi in una nicchia di muro. Ma sotto i detriti e le travi del suo condominio, che si è letteralmente sgretolato, la sua amica Enza non ce l'ha fatta. E nemmeno Giulia, 23 anni. Lo stesso tragico destino di Alessandra Cora, una ragazzina che sognava di fare la cantante. Insieme alla sua famiglia, di origini capresi, si era trasferita in Abruzzo qualche anno fa.Valentina, una studentessa ascolana, si è salvata perché domenica sera ha perso il pullman che doveva portarla a L’Aquila, dove aveva affittato un appartamento a due passi dalla Casa dello Studente, che ospitava tanti dei suoi amici. La stessa struttura dove hanno perso la vita Francesco e Angela, i fidanzati trovati dai soccoritori abbracciati. Anche Cinzia, studentessa ascolana in scienze motorie, domenica aveva deciso di non partire. L’appartamento che condivideva con una sua amica in via XX Settembre è praticamente distrutto. La loro compaesana Emanuela, studentessa alla facoltà di Medicina, si era spaventata per le continue scosse dei giorni precedenti, e aveva deciso di tornare a casa la scorsa settimana. Anche Alice Dal Brollo aveva paura, la sera prima di morire aveva mandato al fidanzato un sms: «Treme tutto. Vado a letto ma non riuscirò a dormire. Terrò le scaroe vicino al letto... per essere pronta a scappare».I loro coetanei Marco, Francesco, Alessio, Lorenzo, Gianbeniamino, tutti 20enni di Onna, hanno salvato tante vite. Mentre il paese crollava sotto i loro occhi hanno salvato la vita a parenti e vicini di casa. Per loro saranno per sempre gli angeli del terremoto. Alessandra, un estetista 31enne sempre di Onna, si è salvata insieme alle sue bambine e al marito perché dormiva al primo piano della loro casa. Ora è ospite dai suoceri a Roma. Un’altra famiglia si è salvata solo perché la mamma aveva costretto tutti a dormire in cortile. Sara invece non ce l’ha fatta. È morta dopo aver chiamato la sorella col cellulare: «Sto morendo, sorellina mia. Sento che sto morendo...». Quel filo di voce ha permesso di indirizzare i soccorsi, ma non c'era più nulla da fare. (Libero News)da http://magazine.libero.it/speciali/terremoto-in-abruzzo-sp345/pg17.phtml