LA LIVELLA

LA RAI DOVREBBE CENSURARE L'ISOLA DEI FAMOSI E INVECE CENSURA L'INFORMAZIONE


ROMA - Il consiglio d'amministrazione della Rai non sblocca i talk show politici. L'organo di governo della tv pubblica ha approvato a maggioranza (cinque voti favorevoli e quattro contrari) una delibera che conferma quella del 1° marzo, che sospendeva la messa in onda di Annozero, Porta a porta, Ballarò e Ultima parola. La decisione è stata presa al termine della riunione convocata per esaminare la sentenza del Tar che, venerdì scorso, ha accolto il ricorso di Sky e La7 contro il regolamento dell'Autorità di garanzia nel periodo della campagna elettorale.LA PROPAGANDA elettorale in tv deve rispettare, perciò, la regola fondamentale della parità di trattamento fra tutti i partiti. L'approfondimento giornalistico, invece, è tenuto a seguire nella propria autonomia professionale i canoni del pluralismo, della completezza e dell'equilibrio. Più che una bocciatura del regolamento varato dall'Autorità di garanzia sulle Comunicazioni, in realtà il no del Tar del Lazio alla sospensione dei talk-show durante la campagna elettorale è una bocciatura del regolamento-capestro approvato dalla maggioranza di centrodestra nella Commissione di Vigilanzaprimi dati auditel mostrano uno scenario desolante per le reti pubblicheSpunta l'ipotesi di Costanzo al posto di Vespa. L'Udc: 4 milioni di danniRai, senza talk show crollano gli ascolti         E i consumatori ricorrono al TarROMA - I primi dati Auditel sono un bollettino di guerra per la Rai amputata dei suoi talk show migliori: telefilm e documentari piazzati al posto di Bruno Vespa e Giovanni Floris deprimono gli ascolti, il "bavaglio" di queste elezioni produrrà un danno economico all'azienda. Roberto Rao, capogruppo dell'Udc in Vigilanza Rai, stima la perdita (in base agli introiti pubblicitari) in quattro milioni di euro. Si evidenzia che il telefilm di RaiUno (che sostituiva Porta a porta) non ha raggiunto il 10% di share. RaiTre, senza Ballarò è precipitata all'8% di share. http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=26832 "Se il servizio pubblico abdica ai propri doveri di fornire pluralità di contenuti informativi in vista delle elezioni amministrative dei prossimi 28 e 29 marzo 2010 gli utenti non riconosceranno più la funzione di servizio pubblico alla RAI. Funzione per la quale gli utenti pagano il canone","E'  falso e pretestuoso, e potrà essere smentito in sede giudiziale, che la delibera del CDA RAI sia in diretta attuazione del Regolamento della commissione parlamentare di vigilanza così come affermato dal Direttore Generale Masi in una intervista (perché il regolamento della commissione di vigilanza non prevedeva la cancellazione dei programmi). E' singolare che tra le tante trasmissioni di approfondimento si sia stilato (senza alcuna motivazione) un elenco arbitrario di quelle da censurare, comprendente di fatto le più seguite. E’ "paradossale" che con l'argomento di garantire la qualità e l'imparzialità si sia determinata una contrazione dell'offerta di informazione: telefilm come squadra 49, film come Ricette d'amore, documentari storici o speciali dell'isola dei famosi al posto dei programmi cancellati.LA RAI CI TRATTA DA CRETINI...SMETTIAMO DI GUARDARE I PROGRAMMI STUPIDI CHE CI PROPINA...