Creato da vignetorosso il 08/04/2007

LA PROVINCIA

Blog di automedicazione e vita quotidiana

 

 

Repetita iuvant...

Post n°28 pubblicato il 12 Settembre 2007 da vignetorosso
 

Quelli che...

Quelli che come noi, sanno che la storia è sempre la stessa e hanno il vanto di avere un fratello, due.
U
no è Guccini, l'altro è Carletto.



 
 
 

Venezia...

Post n°27 pubblicato il 06 Settembre 2007 da vignetorosso
 

...Venezia è un albergo,
San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria...
(F. Guccini)

 


                               --------------------------------

Perchè a me piacciono i posti piccoli,
piccoli come me.

 
 
 

Dentro piango, ma rido di tutto e rido.

Post n°26 pubblicato il 14 Agosto 2007 da vignetorosso
 
Foto di vignetorosso

Ho cercato di uscire dalla platea, o almeno di non restare fermo a vedermi calpestare le assi.
Non mi guardo più, che bella figura faccio tra i recitanti, anche se fare il critico rimane un hobbie.
Erano comodi quei seggi, quasi che i sanniti del IV secolo avessero il mio culo, le mie reni, troppo comodi, più di qui. 

Io non so se lasciare il teatro, imboccare la via, il tempio, la scuola, ...una casa.
Io non lo so.
Io non so se cercarmi un anfiteatro, se il mio posto sarà ancora tra gli spalti, o nella rena, tra il sangue.
Io non so nulla.

So solo, che per dolore, o per angoscia, o per noia, questo posto lo sto lasciando; e non solo non so dove andrò. Io non so nemmeno se muovendomi userò le gambe, un bastone, o le braccia; e dico questo perchè non vorrei avere la paura di dover strisciare se sarà necessario.

Peppe

 
 
 

Da a me riva - Dalla mia riva

Post n°25 pubblicato il 22 Maggio 2007 da vignetorosso
 

Ciao fab,
non credo che tu manchi solo a me, anche se ci siamo conosciuti così tardi, anche se io troppo tardi ho imparato a capire cosa potevi voler dire.

Io sono uno di quelli che la vita non gli ha sorriso troppo che ha fatto i conti con troppe cose e troppe troppo presto.

Tu lo sai. Ora lo sai.

Ti parlo come fossi un Dio, quel Dio in cui è sempre più difficile credere,
anche se tu sai che in fondo ad ogni uomo...
Tu lo sai quanta disperazione, quanta solitudine, quanta emarginazione ci può essere, e stasera mi rivolgo un po' a te, mi prendo la tua benedizione che hai dato "per chi viaggia in direzione ostinata e contraria, col suo marchio speciale di speciale disperazione" e ci univi a chi "ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio" li veramente fratelli con quel figlio di dio martoriato, e mi piace ricevere la tua smisurata preghiera:
"ricorda Signore questi servi disobbedienti
 non dimenticare il loro volto
 che dopo tanto sbandare
 è appena giusto che la fortuna li aiuti".

Mi piacerebbe andare a letto coccolato dall'idea che un dio o chi per lui stanotte mi tenga la mano, mi rimbocchi le coperte, passi a chiedere come stò, non a vegliare, sono un ottimo vegliatore.

voglio scrivere qualche altra tua parola prima di prendere congedo da te e da un post che mi pare inusitato, e un po' spaventevole, tra l'insano e la paura dell'insania.
non vorrei rivolgere parole amare, ma marco un territorio della mia anima e cerco di impossessarmi di un mio dolore, e lo posso fare solo "da a me riva", dalla mia riva.

D'ä mæ riva
sulu u teu mandillu ciaèu
d'ä mæ riva

'nta mæ vitta
u teu fatturisu amàu
'nta mæ vitta

ti me perdunié u magún
ma te pensu cuntru su
e u so ben t'ammii u mä
'n pò ciû au largu du dulú


Dalla mia riva
solo il tuo fazzoletto chiaro
dalla mia riva

nella mia vita
il tuo sorriso amaro
nella mia vita

tu mi perdonerai il magone
ma ti penso contro sole
e so bene stai guardando il mare
un po' più al largo del dolore


tu mi perdonerai il magone, ma ti penso contro sole, e so bene che stai guardando il mare, un po' più a largo del dolore...


Ciao fab



 
 
 

                              VERGOGNA!!!

Post n°24 pubblicato il 17 Maggio 2007 da vignetorosso

VERGOGNA!

in due parole:
vergogna, razinger o come diavolo si chiama, sia da vescovo che da papa si adoperava per proteggere e coprire i preti pedofili, e ZITTIRE LE VITTIME!!!

VERGOGNATI MALEDETTO XVI!!! 

nel mio spazio virtuale non c'è spazio che per il disprezzo (e la voglia di vederti in manette) per te e la tua maledetta razza.
bastardi discendenti di bonifacio VIII e torquemada!
se esiste, non ho dubbio su chi sia il demonio!
se esiste un Dio, ti sputerà in faccia.

e mo bannatemi pure il blog!

fonte: www.beppegrillo.it et al.



E' passata qualche ora, ho buttato via la rabbia del momento e aggiungo una piccola postilla:
vorrei citare una fonte un pochino più attendibile di me nel maledire il papa:
"Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me,
meglio sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino
e fosse gettato in fondo al mare."
                            
                                       Gesù di Nazaret (Matteo 18:6)

Spero che quanto prima tu incontri il dio che credi di servire e che lui mantenga la sua promessa!

 
 
 

Qualunquismo...

Post n°23 pubblicato il 14 Maggio 2007 da vignetorosso
 

Un ebreo ed un cinese sono seduti al bar e bevono.
Dopo una paio di giri l'ebrei dice: "Non mi piacciono i cinesi...".
E il cinese: "E pelche'?".
E l'ebreo: "Avete bombardato Pearl Arbor".
Allora il cinese: "Lei sbagliale, non sono stati Cinesi, ma Giapponesi...".
L'ebreo: "Cinesi, Giapponesi, Tailandesi, per me sono la stessa cosa...".

E riprendono a bere.

Dopo un po' il cinese dice: "Non piace eblei...".
Ebreo: "E perche'?".
Il cinese: "Pelche' affondato Titanic...".
L'ebreo: "Ma come?".
E il cinese: "Si', Icebelg, Goldbelg, Losenbelg... tutti lo stesso...".

 
 
 

Emergenza rifiuti.Emergenza democrazia

Post n°22 pubblicato il 12 Maggio 2007 da vignetorosso
 

Emergenza a Serre.


contro una sentenza di tribunale, e avvalendosi di un decreto legge si cerca di costruire una discarica in un'oasi del wwf.

le ruspe dell'esercito e le cariche della polizia nella cava di sezze, con feriti e contusi.

tutti i chiarimenti nel blog dell'amico Joiyce, sale del mondo...
leggete gli ultimi due post.

diffondete e informate!

 
 
 

Senza parole...

Post n°21 pubblicato il 11 Maggio 2007 da vignetorosso
 
Foto di vignetorosso

Volevo pubblicare una frase, e basta.
Poi mi sono ricordato che qui ti offrono spazio web gratis ma che ti censurano anche.
Non lo voglio, ergo mi attengo alle regole e polical-correttamente faccio un buon cappello:
lo sanno ormai anche le pietre, ma il vaticano, la monarchia che testimonia con i mezzi più brutali o vigliacchi o demagogici a seconda dei casi o delle epoche uno tra i messaggi più morali della storia, ebbene il vaticano, ha accusato di terrorismo un comico, cosa che non era riuscita ancora manco a berlusconi(cavaliere, ce ne vuole per diventare gli unti del signore!!!).
mi chiedo cosa pensarebbero di questa frase i vari jan huss, giordano bruno, le popolazioni indigene del sudamerica e non solo, i pagani (dopo che il cristianesimo divenne religione di stato furono perseguitati e massacrati), ma anche ogni singolo libero essere pensante.

Con le budella dell'ultimo papa, impiccheremo l'ultimo re!
(Motto degli anarchici toscani) 
 

Adesso voglio anch'io l'accusa di terrorismo!
P.S.: una nota per chi ha cuore e cervello per leggere:secondo voi a chi rivolgeva le sue ultime parole il figlio di Dio inchiodato ad una croce quando raccogliendo l'ultimo fiato di vita disse:"Padre, perdona loro, perchè non sanno quel che fanno!".

 
 
 

'O cafon e 'o pacchian!!!

Post n°20 pubblicato il 09 Maggio 2007 da vignetorosso
 

Nasce un nuovo post, ancora una volta su una tematica che mi ha trovato coinvolto sullo splendido blog dell’amico nonsolonero(consiglio a tutti di visitarlo).
Motivo del contendere quella figura insulsa e rozza del “cafone”, nonché, anzi soprattutto, l’etimo del termine di cui prima, sul quale generazioni di linguisti si sono affannati.
Io sono un vorace seguace dell’avvocato renato de falco, il miglior linguista napoletano vivente, il migliore a mio avviso anche in assoluto, ed è anche dai suoi scritti che prendo spunto, e non solo, per questo post. consiglio a tutti la lettura dell’ ”alfabeto napoletano”, un compendio senza compendio(!).
Una nota prima di cominciare: la metodologia che ho intenzione di usare per spiegare cosa è un cafone da fastidio a me per primo, essendo comparativa per antitesi(o quasi); un metodo caro a tanti sabotatori di cervelli, prima di tutto romana chiesa che spiega il bene in funzione del male, e/o viceversa, pessimo artificio. Qualcuno che mi è caro diceva che non bisogna ignorare la chiesa, ma combatterla. Nulla fu mai più saggio.

Ma mi perdo come al solito…allora…

Cos’è un “cafone” e in cosa differisce da un “pacchiano”.
Errore marchiano anzitutto considerarli sinonimi.
E direi, a mio avviso di evitare tutte quelle discendenze del termine cafone (ma anche pacchiano), dal fatto che questi utilizzassero una fune;
“ca fune”… perchè i cafoni usassero la fune per tener su i pantaloni, che la tenessero tutti legati in vita per non perdersi reciprocamente nella vastità cittadina, fino al fatto che la usassero per scendere dalle colline dell’entroterra verso la città(antesignani della funicolare!), li dove il pacchiano aveva vita facile perché provenendo dalla pianura(pomigliano, marigliano, etc.) raggiungeva più agevolmente la città venendo “pa chiana”.
Tutte queste “etimologie” puzzano troppo e per due ragioni: primo perché pongono in continua antitesi citta-entroterra, a mo di presa di distanza da parte dei cittadini; in secondo luogo perché somigliano troppo a quelle assurde derivazioni linguistiche, quegli etimi capovolti cari agli scolastici medievali secondo cui il cane è tale perché non canta(canis a non canendo) e il bosco perché non riluce(lucus a non lucendo).

Il cafone, nel senso comune, è l’individuo rozzo, volgare, dall’eloquio sgraziato e dai toni alti, zotico e volgare, che lo rende detestabile e antipatico.

Il pacchiano invece, che condivide col primo(ma che in maggior misura esprime) l’origine agreste e provinciale, è il contadino per eccellenza, paesanotto, quello cà scarpa gross e a cerevella fina, che può sbagliare un abbinamento d’abiti o di colori in un’occasione mondana, facendo na clamorosa pacchianata, mai una cafonata, e più che all’antipatia e all’insofferenza del cafone , spinge alla benevola simpatia, al sorriso, perché la rusticità e la goffaggine sono in lui connaturate (senza esigenza di mostrarsi per ciò che non è o vuole apparire-vedi cafone) e per ciò stesse scusate.

E cosa dire poi se il pacchiano “diventa” donna: la pacchiana, questa prosperosa e rubiconda contadinotta che ognuno vorrebbe avere al fianco almeno nu quart d’ora?...
na cafona non la vorrebbe nessuno, giusto?
C’è un modo di dire ancora vivo tra la gente dei miei posti, che facendo la barba, pardon radendosi,  in modo perfetto, pelo e contropelo, lasciando una pelle liscissima e gradevole dice “maggia fatt na barb a zizz e pacchiana!”. Laddove, concedetemelo, siamo di fronte a qualcosa di morbido, dolce, appetibile, carezzevole, abbondante, e l’immaginazione vola ad areole rosee e grandi, a capezzoli ben accennati, e che più che al sesso spinge all’abbandono, tra il materno e il sensuale, qualcosa che  freud non esiterebbe a definire edipico e che io definisco epico!!!

Ehm… mi ricompongo:
Se l’etimo di pacchiano è chiarissimo, da paganus, ergo abitante del pagus, del villaggio, della campagna, quello di cafone rimane incerto: dal greco “afon” (senza voce) di incomprensibile parlata, all’osco “kafar” (zappatore), di nuovo al greco "cofos" (ottuso, sciocco) e via discorrendo…
Accetto a piene mani l’ipotesi De Falco: da greco cacofonos, con aferesi della sillaba iniziale, indicante persona che si esprime sgraziatamente , dall’eloquio di brutta cadenza, e dai suoni spesso sgradevoli.
In conclusione il cafone è uno che parla sgraziatamente e che vuole mascherare quasi la sua origine villica ed è racchiuso appieno in quel motto popolare, quel wellerismo che cita:
"dicette 'o cafone: "si nun me avanta eo, m'avanto meo".


 
 
 

Siamo fatti così, siamo proprio fatti così!

Post n°19 pubblicato il 05 Maggio 2007 da vignetorosso
 

Questo post nasce in risposta al post dell'amico nonsolonero, che delinea in maniera divertente le caratteristiche peculiari di noi napoletani.
consiglio di leggerlo prima di cominciare la lettura.
Metto solo un attimo le mani avanti prima di cominciare: è facile in cose del genere cadere in stereotipi o dirla così e colà: io cerco di divertirmi, chi legge legga quindi, cum grano salis, e non si offenda, perchè chi si offende è fetente.;-)

Da sempre sostengo che non esista un basic-napoletano(me lo si conceda scritto così): il quartiere di appartenenza fa tanto e con esso la condizione socio economica; diciamo innanzitutto che per essere un vero napoletano non puoi avere i soldi.
Ovvio, cade tutto il discorso dell'arte d'arrangiarsi, delle peripezie della follia etcetcetc.

Diciamo subito che il napoletano medio è uomo del sud appieno. non se ne frega della società, svuotagli un camion di spazzatura sotto casa, non se ne fregherà minimamente, (per chi volesse fare la prova, dico subito, non c'è bisogno: il consorzio asìa provvede già benissimo) mettigli un granello di polvere in casa e succede la terza guerra mondiale. il napoletano è iperpulito di natura: le nostre mamme, sfido chiunque a contraddirmi stanno sempre a pulire sul pulito, come diciamo noi.

Ma mi sto perdendo, devo parlare delle divisioni per quartiere: napoli è cresciuta spropositatamente, invadendo quanto poteva della provincia: sembra impossibile ma fuorigrotta è stata costruita nel ventennio fascista(a proposito, ma si è capito sotto viale augusto "che ce stà?")! ergo l'invasione di pianura, prima, di quarto poi, e a seguire afragola, casoria, san sebastiano, cercola, volla, monteruscello, mugnano, qualiano, acerra, secondigliano, frattaminor-maggiore, giugliano, villaricca, casavatore...insomma di tutto di più.
i ricchi invece se ne sono andati della meravigliosa pozzuoli, oppure a porticiercolanotorredelgreco, dove, come dice una persona che conosco, per fare la spesa scendono in ordine alfabetico.

Bene, napoli citta: comincio con escludere gli eccessi di iponapoletanismo tendente al milanese andante e ipernapoletanismo tendente alla casba di algeri:
mi atterrò ad un semplice criterio, dall'alto altimetrico, al cuore della città.
-arenella: tu prova a domandare a uno dell'arenella o di cappella cangiano di dov'è; risposta: io?(e chi sennò), IO sono del vomero. benissimo, allora leggi voce vomero, anche se poi mi spiegate cortesemente perchè quelli di san martino non dicono che sono del vomero!!!
-vomero: casa bella, auto di lusso, colf polacca 45enne, professionisti entrambi,quello che mi colpisce del vomero sono le donne: cristo re!, sono tutte uguali, vestono tutte allo stesso modo, hanno tutte lo stesso taglio di capelli, parlano come un nastro registrato, e sembrano tutte strafighe uscite da un catalogo. ben le rappresenta l'immagine di una di esse diffusa su emule in pose non proprio ortodosse; vista quella viste tutte(in privato se volete dico di più)...;-)
-chiaia: solo più chiattilli e industrialotti, per il resto è copia conforme al precedente.
-posillipo: chiaia al quadrato, anche al cubo a volte.
queste  categorie succitate godono di: convizione sacrosanta di essere gli unici esseri meritevoli di vita, conseguente idea che l'altro non esiste e si possa ignorare,superauto immensa e inparcheggiabile full-optional, nella quale entrebbero 12 persone e un cavallo e che serve in genere a portarne solo due (oltre al mignottone al volante) a scuola: gianfilippo e gianmarco; casa al mare, solitamente in calabria ma non a scalea, casa in montagna, generalmente a roccaraso. amante: la noia dei ricchi, si sa. solitamente urlano durante il rapporto sessuale.

passiamo ora all'ipernapoletanismo:i quartieri non li cito, ma penso siano facili da immaginare: quello che mi colpisce di questi quartieri sono le donne: tutte uguali, sguaite, mezze nude nelle discoteche, sempre pronte a far menare le mani ai loro uomini per dimostrare che lo sappiano gestire(la mascherano con la gelosia), stivali allucinanti, ma davvero, da lsd, trucco fatto con stucchi provenienti dai restauri della reggia di caserta. la suindicata categoria gode di: convinzione che si possa calpestare l'altro per affermare se stesso, mini auto, ma mega accessoriata di ogni marmitta possibile e accessori per inquinare meglio, che normalmente potrebbe trasportare forse tre persone e un cane, ma all'occorrenza anche dodici e un cavallo; casa al mare, solitamente in calabria, ma solo a scalea. settimana bianca a roccaraso, in quindici in due vani(così come a scalea- "tant ammà sula rurmì ntà cas!"). amante: la rivincita dei poveri; si sa. solitamente urlano durante il rapporto sessuale.

il vero napoletano abita dall'asse ferrovia-capodichino fino all'asse capodimonte-materdei-santalucia, e, isolato nella città che gli appartiene, a fuorigrotta.

E' a questo napoletano che si rivolge la mia attenzione, e a nessun altro, e non e vero ciò che di qualunquistico dicono i proverbi, ovvero "ca nisciun è fess", in quanto i fessi ci sono pure a napoli, e conosco napoletani anche antipatici, e quant'altro.quello che unisce qualsiasi napoletano, di qualsiasi ceto, cultura, formazione, religione sono le seguenti  cose:
1-il napoletano la domenica "saddà abbuffà". si nun magn comm a nu puorc non si sente a suo agio; le partite alla radio o su sky si vedono col ventre teso come un otre.
capodanno è l'apoteosi: "a gent va a ballà co capiton che le esce a rint e recchie..."
2-il napoletano vero usa la macchina anche per andare a fare la pipì: se deve recarsi a piazza dante partendo da piazza carità, una comoda passeggiata di 5/7 minuti il napoletano vero scende in garage alle 8 di mattina. alle 8.30 riesce a districare la macchina e ad uscire, sopporta il traffico di p.zza borsa(p.zza libero bovio), si fa il rettifilo(c.so vittorio emanule) a rischio multa nella corsia centrale, svolta in via duomo e supera un filobus tra i motorini e le auto che gli sfilano intorno... non prende via anticaglia, ma preferisce arrivare a furia(via foria) che più che una strada è un parcheggio che si muove lentamente, svolta l'angolo del museo bestemmiando e scende via roma(in quel tratto, via pessina) per arrivare sudato, distrutto, irritato e sfinito a parcheggiare nei pressi di piazza dante(solitamente a montesanto o verso piazza carità, dove egli abita).
ore11.30.
3-il vero napoletano è sicuro di una cosa più della fedeltà della propria moglie: lui e solo lui sa qual'è il miglior bar-pizzeria-pasticceria che fa il miglior caffè-pizza-sfogliatella di napoli.
4- il vero napoletano "si fa i debbiti" ma va in VACANZA, anzi, "si va a fare la VILLEGGIATURA!!!"(e qui vorrei l'ovazione plebiscitaria).
Ai bei tempi con un milione e mezzo stava dai quindici giorni a un mese ad
ischia.
Per i napoletani è come loudes, meglio, ci si va indovinate con cosa?...ovviamente ca machin... e poi ci sono pure le terme.
5-il vero napoletano a capodanno spar e bott!!!
il primo che dice che non è vero gli sparo un rentino in bocca, un tricchitracche nelle recchie e una cipolla sotto casa. e poi lo arrostirco pian piano su un vulcano.
6- e con questo concludo, po venì a fin rò munn, ma il vero napoletano a pasquetta a casa non resta!!!
qui ci sono due filoni, ma netti e serrati: i vattienti o battenti o fujenti, vanno a madonna dell'arco(sant'anastasia), per professare la loro fede alla madonna dell'arco, devota, venerata, amata fino al delirio dai napoletani.
i non fedeli hanno un rituale che si ripete intatto come una liturgia: turtaniello o casatiello che dir si voglia sotto braccio, il santuario laico dei pasquettisti è il molo beverello!!!
un traghetto li accompagnerà a capri e li trascorreranno quella che per loro è una giornata di svago e per i capresi, l'anteprima della valle di Giosafat!!!
Dio mi perdoni, anche voi se potete!!!

 
 
 

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