LA ROSA NERA

Post N° 7


Eleonora si rese conto che per legarla venivano usate delle strisce di morbida seta nera; ne fu quasi deliziata….erano una carezza in confronto alle ruvidissime corde che erano state usate la prima volta.Venne nuovamente imbavagliata con una sciarpa di raso anch’essa nera.Quando l’Ufficiale in seconda uscì Eleonora fissò in volto Raggio di luna sperando di trovare in lei la sua libertà….ma si rese subito conto che quelle corde e quel bavaglio che le erano stati imposti erano la sua unica ancora di salvezza in quell’orribile posto.Si sdraiò su un fianco e si ripromise di attendere senza fare niente che la nave salpasse. Le lenzuola profumate, il bagno ristoratore e il pasto caldo fecero si di farla cadere in un profondo sonno.Si svegliò di soprassalto…..i polsi e le caviglie erano indolenzite….ma non le facevano male in quanto i nodi non erano stati stretti molto. La cabina era rischiarata solo dalla luce della luna che filtrava dalla vetrata che si apriva sulla poppa della nave….il beccheggio le fece capire che era ricominciata la navigazione.Con difficoltà si sedette sul letto e comincio ad inarcare i piedi per permettere la ripresa della circolazione del sangue…….Trasalì quando si accorse di aver visto muoversi un’ombra nella penombra della cabina…………..