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Post N° 30

Post n°30 pubblicato il 26 Ottobre 2008 da la_rosa_nera1

Era libera finalmente, ma quando
si avvicinò alla finestra si accorse con terrore che la finestra era chiusa con
delle inferriate che non aveva notato; si rivolse allora alla porta che aprì
lentamente. La casa era buia ma la luce che filtrava dall’esterno le permise di
orientarsi abbastanza bene per poter trovare la porta d’uscita.



Non sentì la presenza dell’uomo
che si era mosso silenziosamente nell’oscurità e che l’afferrò da dietro
mettendole una mano sulla bocca.



Simona fu aggredita dal terrore e
cercò di urlare e divincolarsi, ma l’uomo era troppo forte e per quanti sforzi
facesse dovette soccombere; improvvisamente si accese una luce e comparve il
capo della banda che fissandola con sguardo truce pronunciò una frase accompagnata
da un gesto della testa.



Subito venne riportata nella
stanza, ma questa volta invece di legarla con una corda, le legarono le mani
dietro la schiena con un paio di manette, venne imbavagliata, e le caviglie le
vennero legate con la stessa stoffa con cui erano state legate in precedenza;
adesso si trovava in una posizione peggiore della precedente “dalla padella
nella brace, come mi libererò dalle manette?”pensò.



Passò così la notte ed il giorno successivo
sempre sotto controllo di uno degli uomini che ogni ora andava a controllare se
i polsi e le caviglie fossero ben legati e a darle un sorso d’acqua o farle
mangiare qualche cosa senza mai liberarla del tutto



La ragazza perse ogni speranza di
essere liberata quando fu riportata nello stesso capannone dove era stata
rapita; venne tenuta sullo stesso lercio materasso sul soppalco “sempre peggio”
pensò; le manette cominciavano a farle male ai polsi così come i lacci alle
caviglie, ma aveva cominciato ad abituarsi al bavaglio che a forza di essere
tolto e rimesso si era molto assottigliato permettendole di serrare le labbra;
la lunga prigionia le aveva fornito una certa “esperienza” sulla posizione meno
stressante da mantenere, e cioè a pancia sotto. Tale posizione le permetteva di
muovere leggermente i polsi legati e di sollevare le gambe anch’esse legate per
non fare intorpidire troppo i muscoli ormai indolenziti.

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Data di creazione: 07/03/2008
 

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