Finestra vista lago

Continuano gli INCENTIVI STATALI ALLA CRIMINALITA'


I vari governi con Presidente Berlusconi hanno nel corso del tempo reso la vita molto più facile alla delinquenza, dopo l'ultima campagna elettorale basata in gran parte sulla sicurezza il Governo si appresta a varere l'ultimo grande aiuto alla criminalità:PRIVARE GLI INVESTIGATORI DELL'USO DELLE INTERCETTAZIONI.Così mentre le precedenti misure a favore del crimine erano inerenti alla fase di giudizio: abbreviazione dei tempi di prescrizione, norma che prevede il non utilizzo di precedenti sentenze per giudicare inquisiti per lo stesso reato (caso Mills), eliminazione del falso in bilancio.Ora si passa ad un piano più ampio, togliere agli inquirenti lo strumento di indagine, tanto che perfino l' A.N.M. sempre molto cauta nelle sue critiche al Governo prende una posizione netta.
Tratto da antimafiaduemila.comLa riforma delle intercettazioni unita a quella del processo segnano nei fatti "la morte della giustizia penale in Italia".       A insorgere contro le nuove norme é l'Associazione nazionale magistrati, che parla di scelte legislative "che rappresentano un oggettivo favore ai peggiori delinquenti".In particolare, le norme sulle intercettazioni "impediranno alle forze di polizia e alla magistratura inquirente di individuare i responsabili di gravissimi reati". In sostanza è come se"Governo e Parlamento chiedono alle forze dell' ordine e alla magistratura inquirente di tutelare la sicurezza dei cittadini uscendo per strada disarmati e con un braccio legato dietro la schiena". Sarebbe allora "più serio e coerente - sostiene la giunta dell'Anm - assumersi la responsabilità politica di abrogare l'istituto delle intercettazioni piuttosto che trasformarle in uno strumento non più utilizzabile"