Finestra vista lago

CERTEZZA DELLA PENA? L'EUROPA BACCHETTA L'ITALIA


L'organismo anticorruzione del Consiglio d'Europa, fa notare come in Italia i tempi brevi della prescrizione per i reati di corruzione, facciano si che le inchieste in materia non arrivino quasi mai a conclusione. Mi sembra giusto ricordare che i tempi sono stati abbreviato dal Governo Berlusconi nel 2005, nell'ambito di un disegno più ampio che prevedeva e prevede una serie di norme atte a salvare Silvio dalle sue pendenze giudiziarie, eccone una lista tratta da Wikipedia.la depenalizzazione del falso in bilancio la legge sulle rogatoriel'introduzione del divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il Presidente del Consiglio in carica (Lodo Schifani) la "legge Cirami" sul legittimo sospettola riduzione della prescrizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi) l'estensione del condono edilizio alle zone protette(comprensiva la villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi) il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi) la modifica del Piano di assetto idrogeologico (PAI) dell'Autorità di bacino del fiume Po che permette la permanenza de "la Cascinazza" (estensione di oltre 500.000 metri quadrati) di proprietà della IEI di Paolo Berlusconil'introduzione dell'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimentola legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazionila norma transitoria della Legge 90/2004 che consentì a Gabriele Albertini, sindaco di Milano non più rieleggibile, di essere candidato alle elezioni europee senza dover dare le dimissioni da sindaco.
Tratto da Il Fatto QuotidianoPrescrizioni e immunità: l’Europa contro l’Italia L’organismo anticorruzione: allarme per i troppi casi su politici, dirigenti e uomini business  di Leo Sisti      Due bacchettate, pesanti, pesantissime. Le manda “il Greco”, l'organismo anticorruzione del Consiglio d'Europa, a cui l'Italia aderisce solo dal 2007, al governo Berlusconi in materia giudiziaria. Nel mirino il regime delle prescrizioni, perché è troppo labile e consente agli imputati di farla franca quando i procedimenti sono troppo lunghi, e il ”lodo Alfano”, perché “amplia il regime delle immunità”. Certo, gli estensori del dossier di 66 pagine, datato 2 luglio 2009, definito GET (Gruppo di valutazione) non potevano ancora sapere che la Corte Costituzionale   avrebbe cancellato in ottobre il lodo che proteggeva il premier, cioé Silvio Berlusconi, dai processi insieme ad altre tre cariche istituzionali. Però la bacchettata fa male.  È curioso il destino della relazione del Greco sull'Italia, rimasta “confidenziale” per vari mesi, perlomeno fino al 12 ottobre quando “Il Fatto Quotidiano” ha controllato sul sito, per diventare “pubblico” almeno otto giorni dopo, il 20. La differenza non è da poco: infatti la confidenzialità del rapporto cessa solo quando le autorità del paese interessato danno il loro ok, insomma ne autorizzano la pubblicazione, un compendio di verità imbarazzanti per Palazzo   Chigi e il suo inquilino.   della prescrizione: “Il gruppo di valutazione è profondamente preoccupato nell'apprendere dai suoi interlocutori (tra gli altri, magistrati, poliziotti, carabinieri, rappresentati di ministeri e del governo, ndr) che una inquietante proporzione delle inchieste sulla corruzione non arrivi a conclusione a causa della prescrizione”.      Leggiamola allora questa antologia di rimproveri che fanno dell'Italia, l'ultimo arrivato, su 46 membri che fanno parte del Greco, a togliere il timbro “confidential”. Il preludio è un assaggino niente male: “La corruzione è un fenomeno generalizzato che tocca la societò italiana nel suo insieme...L'Italia ha conosciuto un numero elevato di casi di corruzione che ha coinvolto personaggi poltici di primo piano, alti dirigenti e uomini del business”. L'affondo arriva quando si parla   Sul “lodo Alfano”, mai citato, ma nascosto dietro la legge che lo ha approvato, la 124 del 2008, i cinque “rapporteurs” di Greco, scrivono di “nutrire serie preoccupazioni sull'estensione del regime delle immunità, perché la sospensione delle indagini criminali (riguardanti le quattro personalità istituzionali, ndr) costituisce un'immunità procedurale per le persone che esercitano gli uffici in questione, e, sebbene provvisoria, deroga al principio di eguaglianza davanti alla legge”. Insomma, quasi un'anticipazione di quanto affermerà la Consulta.    La conclusione si traduce in formali “raccomandazioni”, a cui devono seguire comportamenti atti a rimuovere le cause che le hanno provocate entro il genaio 2011, pena dure sanzioni. Eccole. Prima raccomandazione: “Studiare i casi di corruzione interessati alla prescrizione per determinarne ampiezza e cause; adottare un piano speciale per risolvere i problemi indicati da questi studi”.    Seconda raccomandazione (sul “lodo Alfano”): “Integrare la legge 124/2008 con delle norme per assicurare che la sospensione non sia di ostacolo alle inchieste sulla corruzione”. Ma questa “aggiunta” non servirà. La Corte Costituzionale ha già provveduto per conto suo.