Le Mille Bolle Blu

Contributo scritto: Lorenzo Madaro


“L’acqua nell’arte contemporanea salentina”. di Lorenzo Madaro In questo articolo vogliamo analizzare le opere di quattro artisti contemporanei salentini riconducibili al tema dell’acqua, opere in cui l’acqua è utilizzata per scopi diversi e, naturalmente, con soluzioni formali diverse. Gli artisti presi in considerazione sono Vittorio Balsebre, Sandro Greco, Corrado Lorenzo e Antonio Massari.Vittorio Balsebre (Candelo, 1916), sin dagli anni cinquanta ha utilizzato l’acqua come legante tra forma e colore. Era solito inumidire i fogli su cui poi interveniva, con il pennello imbevuto di tempere e inchiostri con i suoi segni, che creavano tutto un gioco di percorsi colorati infiniti. L’opera proposta in questa sede è un “Libro d’Artista” degli anni settanta, un catalogo promozionale delle “Terme di Castellamare di Stabia”, manipolato e demistificato dall’artista con pennarelli a spirito, acquerelli e penna biro. L’acqua, protagonista di alcune pagine del catalogo, è solo un pretesto per creare una danza di  segni, scritture e colori. Fra le varie pagine, le più interessanti sono la due e la tre, dove i cinque bicchieri stampati vengono manipolati dall’artista con delle lettere dell’alfabeto che compongono la parola “acqua”, appunto. Gli stessi bicchieri sono colorati a mano con dei giochi che simulano le trasparenze del vetro, una ricerca del “dato reale”, rarissima all’interno della produzione di Balsebre. Nella parte superiore delle due pagine, il testo che descrive le caratteristiche delle acque di Castellamare, contiene per ben venti volte la parola “acqua”, che viene puntualmente segnalata dall’artista con frecce e cerchi che isolano la parola rispetto al resto del testo. Anche questo fa parte di quell’amore per ciò che è ludico, che ritroviamo anche nell’ultima pagina del libro, dove viene fissato un prezzo dell’opera: 900.000.000.000.000.000.000.000.000 di lire!  Altro modo di manifestare attenzione all’acqua creando un’opera d’arte è la “Reliquia di acqua non inquinata” del ’71 del duo artistico Sandro Greco (S. Pietro Vernotico, 1928) e Corrado Lorenzo (Arnesano, 1926); appartenente a tutta una serie di interventi legati ad un certo impegno ecologico dei due (furono infatti distribuite ai partecipanti di un manifestazione di “Italia Nostra” a Taranto nel ’71). In quest’opera l’acqua non è un pretesto per creare un’opera d’arte da contemplare, bensí un mezzo per riflettere su una tematica, che sin da allora, per i più sensibili, era di scottante attualità: l’inquinamento. Arriviamo poi a Massari (Lecce, 1932), il quale nel 1957 compie un viaggio di formazione a Roma, dove diviene consapevole che la cultura figurativa che si porta dietro è decisamente fuori tempo. Riflette e tenta di darsi una risposta a due quesiti: «essere coerente con la propria cultura artistica e incoerente con la contemporaneità? O essere coerente con la propria contemporaneità e incoerente con la propria cultura figurativa?». Massari sceglie una terza via, non opta ne per la figurazione né per l’astrazione, soluzione formale a lui ostile; inizia a riflettere su ciò che oggi risponde al nome di “Carte Assorbenti”, un ciclo di opere che lo ha visto impegnato per trentacinque anni. Dopo alcuni anni di tentativi, osservazioni e di riflessioni attorno ad una solo suggestione, l’effetto delle gocce di benzina sull’acqua, nascono nel ‘63, le prime “Carte assorbenti”. Le centinaia di prove tecniche portano l’artista a sperimentare l’effetto dell’inchiostro sui fogli di carta immersi nell’acqua della vasca da bagno. Secondo il “Meccanico delle acque”, cosí come lo ha definito Pierre Restany, sono state realizzate circa cinquanta tipologie differenti di “Carte assorbenti”, tra queste le “Macchie”, i “Frammenti” e le “Onde”. A differenza delle opere di Balsebre, Greco e Lorenzo, sopra citate, nelle “Carte assorbenti” è il caso ad intervenire e a determinare in maniera assoluta l’esito formale di ogni singola opera e per dirla alla Massari: «le carte assorbenti non sono opere mie, io sono solo il garzone del caso assoluto». Restano ancora da analizzare i significati attribuiti all’acqua  da Franco Gelli e Francesco Saverio Dodaro, il quale concepisce come fondamentale il concetto di acqua come liquido amniotico all’interno del Gruppo d’arte genetica, da lui fondato a Lecce nel ’76, ma ci  saranno altre occasioni per confrontarsi con questi altri protagonisti delle ricerche artistiche salentine del secondo 900… .