Ancora, ai piedi delle montagne e nelle pietre di selce scorrono molto più abbondanti e nello stesso tempo più fresche e più salubri. Dalle fonti di pianura, invece, sgorgano acque salmastre, pesanti, tiepide, di sapore sgradevole, tranne quelle che, provenendo dai monti e scorrendo sotterraneamente, zampillano nel mezzo delle pianure e là, riparate dall’ombra degli alberi, offrono il gusto piacevole delle sorgenti montane…” (Plinio, Nat. Histor., 31, 48)
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Ancora, ai piedi delle montagne e nelle pietre di selce scorrono molto più abbondanti e nello stesso tempo più fresche e più salubri. Dalle fonti di pianura, invece, sgorgano acque salmastre, pesanti, tiepide, di sapore sgradevole, tranne quelle che, provenendo dai monti e scorrendo sotterraneamente, zampillano nel mezzo delle pianure e là, riparate dall’ombra degli alberi, offrono il gusto piacevole delle sorgenti montane…” (Plinio, Nat. Histor., 31, 48)