Miloù&Jole & company

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UNA CARTOLINA DA DUCA...Bauuu a tutti a-mici nostli... Siamo moooolto emossionatepel due motivi, plimo pelchèquesto è il nostlo plimo post e poi pelchè non avlemmo voluto cominciale ploplio cosi...Siamo ancola molto scosse pel la peldita del nostlo baua-micio Duchino... pelò lui ci ha mandato una caltolina pel mostlalci il luogo dove si tlova adesso e noi volevamo mostlalvela... è davvelo un posto melavigliosissimo... gualdate un pò!?!?...
      Allola che dite...?? è bellissimissimo??? avevamo lagione???... ebbene un giolno se salemo blavi ci andlemo anche noi e potlemmo collele felici e giocale con tanti bimbi seleni, senssa che le baumaumammine si pleoccupino pel noi che qualcuno possa falci del male... ed ola tutti ssitti che adesso la nostla baumammina che sa semple tutto, pelchè lei passa tanto tempo a fale licelche, ci laccontelà una bella stolia... state a sentile pule voi...
 The Rainbow Bridge:  Questa del Ponte Dell'Arcobaleno e' un antica leggenda che si tramanda dalle tribu' degli Indiani d'America ed e' dedicata a tutte le persone che soffrono per la morte di un loro caro amico e a tutti gli animali che sulla terra hanno amato gli uomini . E' una favola bellissima e piena di tenerezza che ci fa sperare non solo che ci sia una vita al di la' di quella che stiamo vivendo ora , ma soprattutto che ci sia una vita piu' serena e felice da condividere ancora con i nostri amici . La speranza quindi di riabbracciarli un giorno per percorrere con loro il cammino verso l'eterna felicita' .  
  Davanti all'entrata del Paradiso c'e' un luogo chiamato Ponte Dell'Arcobaleno per i bellissimi colori da cui e' formato . Quando muore una bestiola che e' stata particolarmente cara e speciale a qualcuno , questa bestiola va sul Ponte Dell'Arcobaleno . Questo e' un posto meraviglioso , ci sono prati , grandi alberi e colline verdi dove l'erba e' sempre fresca e profumata per tutti i nostri amici tanto speciali e la' corrono e giocano tutti insieme .
C'e'tanto cibo ( il loro preferito ) , ruscelli con acqua fresca con la quale dissetarsi e il sole che splende ; tutto a volonta' e i nostri amici sono al caldo e stanno bene .
 Tutti i piccoli che erano molto ammalati e vecchi sono tornati ad essere in salute , giovani e al pieno delle loro forze. Quelli che erano feriti o mutilati sono tornati ad essere nuovamente integri e forti , cosi' come li ricordiamo nei nostri sogni di giorni e tempi passati .Gli animali sono felici e contenti , tranne che per una piccola cosa : ad ognuno di loro gli manca qualcuno di molto speciale , molto amato , che si sono lasciati alle spalle , indietro ,lontano, verso l'orizzonte . 
 Corrono e giocano insieme , ma verra' il giorno in cui uno di loro si fermera' improvvisamente e guardera' lontano .Tutti i suoi sensi saranno all'erta , i suoi occhi splendenti , luminosi e lucidi saranno attenti , il suo corpo palpitera' e tremera' dall'emozione , per l'eccitazione e l'impazienza. Improvvisamente si stacchera' dal gruppo , iniziera' a correre sull'erba verde , le sue zampe sembreranno volare sempre piu' veloci sul prato . 
Ti ha visto e riconosciuto.E quando finalmente vi raggiungerete , incontrerete e sarete insieme vi stringerete in un abbraccio gioioso , unico, per non separarvi mai piu. Baci felici pioveranno sul tuo viso , le tue mani accarezzeranno nuovamente la testolina amata e potrai finalmente fissare ancora i suoi fiduciosi occhietti , stati lontani per tanto tempo dalla tua vita ma MAI lontani e assenti dal tuo cuore . Allora attraverserete insieme il Ponte Del'Arcobaleno .... Autore Ignoto
ED ORA QUELLO CHE NARRA LA STORIA- IL PONTE ARCOBALENO
Ásgarðr e il ponte arcobaleno l'ásbrú, il ponte arcobaleno, a fornire un passaggio dalla terra al cielo. Questo ponte ha un nome: Bilröst, la «via dai molti colori», o Bifröst, la «via tremula», e furono gli dèi stessi a costruirlo, con arte e profonda sapienza. Passaggio arduo e difficile, il ponte arcobaleno è accessibile soltanto a coloro che sanno come accedervi.   Bifröst ha tre colori, manifestazione perfetta di sacralità, e il rosso è fuoco che arde.   L'altra estremità del ponte, sul quale sono incise rune, giunge ai piedi della rocca di Himinbjörg, là dove si spalancano i cancelli di Ásgarðr. In quel luogo Heimdallr, la sentinella degli dèi, veglia giorno e notte, attento che i giganti non abbiano accesso al ponte arcobaleno e non tentino di scalare il cielo.  Anche se fragile all'apparenza, il ponte Bifröst è solido e fatto con arte e durerà fin quanto durerà il mondo. Crollerà tuttavia quando arriveranno i figli di Múspell dal sud: ma di questo non c'è da stupirsi, perché allora nessuna cosa nell'universo sarà risparmiata.GLI DÈI CAVALCANO SUL PONTE (E ÞÓRR PROCEDE A PIEDI)
li dèi cavalcano tutti i giorni lungo il ponte Bifröst, quando si recano al þing presso la fonte di Urðarbrunnr. È in quel luogo silenzioso, all'ombra del grande frassino Yggdrasill, che essi tengono le loro assemblee. Solo a Þórr è impedito il transito sul ponte, perché tutto Bifröst andrebbe in fiamme sotto le ruote del suo carro; perciò egli è costretto a procedere a piedi, guadando una serie di fiumi: il Körmt, l'Örmt e i due Kerlaugar. L'ARCOBALENO, VIA DI COMUNICAZIONE TRA IL CIELO E LA TERRA 
L'ingresso del ponte Bifröst L'idea di una via che connetta la terra al cielo, ovvero il mondo grossolano della manifestazione materiale e il mondo sottile della manifestazione spirituale, sembra un pensiero mitico molto antico, che ritroviamo, in varie forme, in molte culture differenti. L'idea che in una remota antichità gli dèi interagissero con gli uomini sembra assai comune: i Greci ritenevano che i loro eroi dell'età del bronzo fossero figli di dèi e donne mortali, segno che nel tempo mitico l'interscambio tra cielo e terra era cosa abituale. Nella Bibbia si narra che, nei tempi precedenti il diluvio, i «figli di dio» scendessero sulla terra per unirsi alle «figlie degli uomini» (Genesi [VI: 1-4]). Si ritiene tuttavia che tale interscambio fosse più agevole in una precedente età del mondo. Dall'idea che in un lontano passato sia esistito un legame di comunicazione tra il cielo e la terra, deriva per conseguenza l'idea che tale legame sia stato in seguito spezzato. Nella mitologia cinese il legame tra il cielo e la terra venne interrotto da uno dei primissimi sovrani, Zhuan Xiu, che in tal modo instaurò una sorta di ordine cosmico nel quale gli spiriti non potevano più scendere dal cielo a visitare la terra e gli uomini non potevano più salire in cielo per confondersi con gli dèi. Lo stesso mito ricompare in Tibet, dove il legame tra il cielo e la terra è rappresentato da una corda (o scala) dmu, lungo la quale si effettuava un continuo interscambio tra i due livelli dell'esistenza. I primi sovrani del Tibet li si diceva scesi dal cielo lungo la corda dmu: quando essi morivano, i loro corpi ritornavano in cielo trasformati in arcobaleni. L'ottavo sovrano del Tibet, Gri-gum btsan-po, tagliò la corda dmu e interruppe ogni contatto tra il cielo e la terra; egli fu il primo sovrano che alla sua morte lasciò sulla terra un cadavere. 
Il legame tra il cielo e la terra assume nelle varie culture aspetti differenti. Abbiamo visto che nel mito tibetano è esemplificato da una corda. È la scala di Giacobbe nel racconto biblico (e diventerà l'albero sefirotico nelle speculazioni della Qabbalah). In altre civiltà può essere rappresentato con una montagna, un albero, una torre o un arcobaleno. La rappresentazione come arcobaleno sembra essere molto antica, a giudicare dalla sua diffusione in tutto il mondo. Pure sgombrando il campo da tutte le mitizzazioni dell'arcobaleno, che non sempre corrispondono al motivo di una connessione tra il cielo e la terra, rimangono tuttavia degli esempi come il ponte Činvat nel mito iranico, o addirittura l'Ame-no-hashi-date, il «ponte fluttuante del cielo» del mito nipponico, sul quale Izanami e Izanagi scesero dal cielo per creare le isole del Giappone. Anche dove l'arcobaleno non rappresenta una vera e propria strada, permane tuttavia l'idea del simbolo di un tramite tra gli dèi e gli uomini, come accade nel mito biblico dove l'arcobaleno è la «firma» del patto che Dio strinse con Noè, o come nel mito greco, dove è Îris, la dea dell'arcobaleno, che funge quale messaggera degli dèi presso i mortali. Il mito scandinavo recupera questo motivo dell'arcobaleno facendone un vero e proprio ponte [brú], anzi, un «ponte divino» [ásbrú], gettato a connettere il cielo e la terra. Il suo nome è, come abbiamo detto, Bilröst o Bifröst. È anche presente il motivo della rottura del ponte, anche se questa non è localizzata in un'epoca remota, bensì nel futuro escatologico, quando i figli di Múspell verranno, guadando i fiumi tempestosi, a combattere contro gli dèi; quel giorno il mondo intero arderà nel fuoco e il ponte Bifröst andrà in pezzi. Perché questo strano spostamento nel futuro? Il mito della rottura del collegamento tra il cielo e la terra, come abbiamo visto dai precedenti esempi, sembra connesso al motivo dei cicli cosmici: in molti sistemi mitologici questa rottura, in un lontano passato, avrebbe segnato la fine dell'epoca mitica in cui gli uomini e gli dèi interagivano fianco a fianco e l'inizio del tempo attuale in cui tale comunicazione non è più agevole. In altre parole, quando vi era un collegamento tra il cielo e la terra, gli uomini avevano più facile accesso alla sapienza delle cose divine e profonde: tale sapienza oggi è perduta. Nel mito del progredire delle età cosmiche, quale troviamo dall'India alla Scandinavia, il passaggio dall'età dell'oro all'età dell'argento, dall'età del bronzo all'età del ferro, è vista anche come una perdita progressiva della conoscenza, da parte dell'uomo, dei sacri misteri. Assistiamo dunque a un progressivo allontanamento del cielo dalla terra, dello spirituale dal materiale, a cui corrisponde una lenta e costante involuzione e desacralizzazione dell'uomo. Il mito nordico tratta la caduta dell'umanità dei medesimi termini (si veda Profezia della Veggente [45]): qui tuttavia la rottura del ponte Bifröst diventa l'ultimo atto del dramma cosmico: con l'arrivo dei figli di Múspell, alla fine del tempo, l'ultimo filo che collega la terra col cielo viene divelto: è il definitivo crollo morale del mondo. A quel punto non può che esservi il ragnarök a cui seguirà l'incendio universale.
ALLOLA LAGAZZI CHE NE DITE? VI E' PIACIUTA LA STOLIA E LA LEGGENDA?? A NOI TANTISSIMISSIMO E SPELIAMO CHE SIA PIACIUTA ANCHE A VOI....TANTI BAUSORRISIMIAU A VOI TUTTI E TANTI BACETTI SUI MUSETTI... ALLA PLOSSIMA STOLIAAAAA......!!!!by MILOU' & JOLE 
"Tu credi?"  "Si, io credo."
"Allora vieni con me!" P.S. Chi dei nostli amici volesse plelevale la caltolina di Duchino può fallo tlanquillamente pelchè è indilizzata a tutti voi che lo avete amato! Bauuuuuu!