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FISICA E POESIA

Salve a tutti. Come più volte ho scritto, io amo le poesie brevi. Un po' perchè di solito la gente al quinto rigo non segue più, nemmeno se sta leggendo il sommo poeta, e poi perchè amo di più quel senso fotografico e non descrittivo di una poesia. Quando ho letto i versi di questa poetessa polacca, nobel per la letteratura nel 1996, dal nome impronunciabile la mia mente è corsa subito ai ricordi di fisica ed al principio di indeterminazione di Heisenberg. La meccanica quantistica non è proprio semplice da spiegare però, in parole povere, ad una particella non è possibile assegnare, e quindi anche conoscere, nello stesso momento un definito valore della posizione e della velocità o quantità di moto a causa dell'impossibilità di conoscere i dettagli di un sistema senza perturbarlo. Chi avrebbe mai detto che fisica e poesia potessero avere punti in comune. 

Le tre parole più strane

Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.

Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.

Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.

 Wislawa Szymborska

Non possiamo osservare il mondo che ci circonda senza alterarlo. Non possiamo interagire con gli altri senza che qualcosa cambi. Cerchiamo di farlo con meno danni possibili, magari cambiando in meglio sia i rapporti umani che con la natura... 

BUONA SETTIMANA A TUTTI.

 

 
 
 
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Un blog di: Redendacc
Data di creazione: 16/02/2011
 
 

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