Ascoltando le notizie dal telegiornale della sera, mi sono imbattuto in una serie di episodi narrati dal videogiornalista che mi hanno riportato alla mente questa poesia di Primo Levi...DATECIDateci qualche cosa da distruggere, Una corolla, un angolo di silenzio, Un compagno di fede, un magistrato, Una cabina telefonica, Un giornalista, un rinnegato, Un tifoso dell'altra squadra, Un lampione, un tombino, una panchina. Dateci qualche cosa da sfregiare, Un intonaco, la Gioconda, Un parafango, una pietra tombale. Dateci qualche cosa da stuprare, Una ragazza timida, Un'aiuola, noi stessi. Non disprezzateci: siamo araldi e profeti. Dateci qualche cosa che bruci, offenda, tagli, sfondi, sporchi Che ci faccia sentire che esistiamo. Dateci un manganello o una Nagant, dateci una siringa o una Suzuki. Commiserateci.Calderoli, Enrico Bondi, il caso Shalabayeva. Forse ci sono molte persone, nel nostro Paese, che hanno qualcosa di diverso dal cervello nella testa, oppure un oggetto estraneo, come il caso di quel ragazzo di 24 anni di Aquisgrana che viveva da 15 anni con una matita nella testa, chiaramente 'a sua insaputa'.
MA CHE HANNO NELLA TESTA?
Ascoltando le notizie dal telegiornale della sera, mi sono imbattuto in una serie di episodi narrati dal videogiornalista che mi hanno riportato alla mente questa poesia di Primo Levi...DATECIDateci qualche cosa da distruggere, Una corolla, un angolo di silenzio, Un compagno di fede, un magistrato, Una cabina telefonica, Un giornalista, un rinnegato, Un tifoso dell'altra squadra, Un lampione, un tombino, una panchina. Dateci qualche cosa da sfregiare, Un intonaco, la Gioconda, Un parafango, una pietra tombale. Dateci qualche cosa da stuprare, Una ragazza timida, Un'aiuola, noi stessi. Non disprezzateci: siamo araldi e profeti. Dateci qualche cosa che bruci, offenda, tagli, sfondi, sporchi Che ci faccia sentire che esistiamo. Dateci un manganello o una Nagant, dateci una siringa o una Suzuki. Commiserateci.Calderoli, Enrico Bondi, il caso Shalabayeva. Forse ci sono molte persone, nel nostro Paese, che hanno qualcosa di diverso dal cervello nella testa, oppure un oggetto estraneo, come il caso di quel ragazzo di 24 anni di Aquisgrana che viveva da 15 anni con una matita nella testa, chiaramente 'a sua insaputa'.