Due anni per ritrovare una strada comune e divulgare insieme lo studio del karate in Italia è questo l'accordo che nasce con un protocollo d'intesa firmato in questi giorni tra le due federazioni che rappresentano il karate ufficiale italiano: la Fikta e la Fjilkam. Apprezzamenti sono stati espressi dal Presidente della Fijlkam campana Nicola Mirabella che dichiara:"accogliamo con entusiasmo le decisioni che hanno preso i vertici nazionali di entrambe le federazioni e lavoreremo per un unico grande karate". La Fikta intanto pubblica un secco avviso sul sito per tutte le società che vogliono iscriversi al registro Coni mostra la procedura da effettuare. Da una parte sgravi fiscali nel diventare una Asd, associazione sportiva dilettantistica, dall'altra la certezza di aumentare di numero nell'ambito del Coni e forse rivendicare i tagli previsti e già effettuati dal 2012 e poi tante parole e promesse che preannunciano un contratto prematrimoniale rispettoso e collaborativo. Eppure se ne sono dette tante per circa venti anni, ognuna delle parti ha rivendicato il karate giusto, un solco nato in Fikta che dal 1970 sotto lo sguardo attento e autorevole del fondatore, il maestro Hiroshy Shiray custodiva la disciplina marziale orientale, quando per un gruppo di scissionisti c'era bisogno di nuovi stimoli e decisero di andare via. Il 1995 segnò l'anno della separazione per chi con una "k" in coda alla filpi, venne filpjk (federazione judo, lotta e karate) e trasformò il karate in sogno olimpico. Nacquero così due modi e mondi diversi di praticare il karate di cui entrambe le federazioni hanno pagato caro il prezzo. La Fikta ha fatto i conti con una scarsa evoluzione atletica continuando a incorrere in un karate duro e spesso traumatico la Fijlkam ha scremato i contenuti tecnici, tralasciando gioco forza alcuni aspetti storici del programma, per raffinare fino all'estremo il gesto atletico. La Campania è la terra che vide nascere questa affascinante disciplina marziale grazie alla passione di alcuni giovani guerrieri che andavano alla ricerca dell'insegnamento in giro per l'Italia per poi tornare a Napoli ad istruire gli altri, un nome per tutti il velista napoletano Beppe Panada. E' proprio vero che l'unione fa la forza e che la separazione di circa 20 anni fa non ha portato altro che un indebolimento del settore: non c'è tempo da perdere scarpette da ginnastica al piede e tanta corsa per i tradizionalisti e libri alla mano per gli sportivi e il karate è ritrovato.
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Due anni per ritrovare una strada comune e divulgare insieme lo studio del karate in Italia è questo l'accordo che nasce con un protocollo d'intesa firmato in questi giorni tra le due federazioni che rappresentano il karate ufficiale italiano: la Fikta e la Fjilkam. Apprezzamenti sono stati espressi dal Presidente della Fijlkam campana Nicola Mirabella che dichiara:"accogliamo con entusiasmo le decisioni che hanno preso i vertici nazionali di entrambe le federazioni e lavoreremo per un unico grande karate". La Fikta intanto pubblica un secco avviso sul sito per tutte le società che vogliono iscriversi al registro Coni mostra la procedura da effettuare. Da una parte sgravi fiscali nel diventare una Asd, associazione sportiva dilettantistica, dall'altra la certezza di aumentare di numero nell'ambito del Coni e forse rivendicare i tagli previsti e già effettuati dal 2012 e poi tante parole e promesse che preannunciano un contratto prematrimoniale rispettoso e collaborativo. Eppure se ne sono dette tante per circa venti anni, ognuna delle parti ha rivendicato il karate giusto, un solco nato in Fikta che dal 1970 sotto lo sguardo attento e autorevole del fondatore, il maestro Hiroshy Shiray custodiva la disciplina marziale orientale, quando per un gruppo di scissionisti c'era bisogno di nuovi stimoli e decisero di andare via. Il 1995 segnò l'anno della separazione per chi con una "k" in coda alla filpi, venne filpjk (federazione judo, lotta e karate) e trasformò il karate in sogno olimpico. Nacquero così due modi e mondi diversi di praticare il karate di cui entrambe le federazioni hanno pagato caro il prezzo. La Fikta ha fatto i conti con una scarsa evoluzione atletica continuando a incorrere in un karate duro e spesso traumatico la Fijlkam ha scremato i contenuti tecnici, tralasciando gioco forza alcuni aspetti storici del programma, per raffinare fino all'estremo il gesto atletico. La Campania è la terra che vide nascere questa affascinante disciplina marziale grazie alla passione di alcuni giovani guerrieri che andavano alla ricerca dell'insegnamento in giro per l'Italia per poi tornare a Napoli ad istruire gli altri, un nome per tutti il velista napoletano Beppe Panada. E' proprio vero che l'unione fa la forza e che la separazione di circa 20 anni fa non ha portato altro che un indebolimento del settore: non c'è tempo da perdere scarpette da ginnastica al piede e tanta corsa per i tradizionalisti e libri alla mano per gli sportivi e il karate è ritrovato.