L' IGNORANTE

a fatica


                     A fatica,,, a du staTroppi lavoratori e poco lavoro,questo è il dato inconfutabile,la questione è deleteria, riuscirà l'intervento dell'uomo a riequilibrare il rapporto, bla..bla..bla..bla..bla.bla,facciamo cosi e facciamo cola.....dalle nostre parti quando qualcuno non ha che fare o non sa che cosa deve fare è uso dirgli vai a raccogliere pietre,cosi almeno fai qualcosa...SPRED basso con debito pubblico che cresce di ben 38 miliardi di euro...Imprese che chiudono perche non hanno commesse...gasolio che supera i 2 euro al litro,ecc.ecc. E nessuno si chiede il vero motivo del perche nonostante produciamo bene i nostri prodotti nonostante facciamo bene il nostro lavoro non riusciamo ad avere un mercato che ci remuneri.Semplice! risponde la politica siamo in crisi,ma è veramente colpa della crisi,o dello SPRED, Veramente le imprese sono in difficoltà per il fatto che non hanno liquidità? non e che per caso sono in difficoltà per il fatto che non c'è mercato?e se non c'è mercato veramente le banca sono disposte a finanziarle?A differenza dell'affarista, l'imprenditore s'ha che senza commesse non ci può essere crescita, e allora non è forse il caso di incominciare a stabilire regole anti speculative nella circolazione delle merci, per difendere lavoro e lavoratore, se si vuole veramente rifondare il lavoro?Se la politica continua a credere di poter risolvere la questione con interventi solo all'interno del nostro paese penso che sia molto difficile che da questa crisi ne usciamo, ameno che non sparisce per cause naturali una buona parte della nostra popolazione.Se il contesto in cui viviamo è globale vuol dire che non basta agire solo all'interno del proprio paese, ma bisogna agire anche globalmente,altrimenti non a senso stare dentro la cosi detta globalizzazione.Come pensiamo di rifondare il lavoro,se a due passi da noi con differenti regole, il lavoro costa di meno,come possiamo pensare di crescere se si produce nei paesi poveri sfruttando a quattro soldi la manodopera di altri paesi,per poi esportare nei paesi ricchi,possiamo noi produrre per esportare nei paesi poveri?....L'autostrada del commercio e divenuta unidirezionale, da una parte c'è un paese ricco che compra e dall'altra parte c'è un paese povero che produce questa non può essere più una globalizzazione sostenibile, non esistono più confini per le merci ma nello stesso tempo esistono confini per le regole che producono le merci, e le nostre regole finiscono la dove iniziano i confini degli altri paese.A me sembra che ci ostiniamo a voler vendere frigoriferi nel polo nord e stufe nell'equatore,É quindi: avanti popolo che ancora una volta arrivano le infrastrutture,e il debito crecserà e il  popolo lavorerà,tanto a produrre c'è già qualcuno che lo fa.Francesco Barbati