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Un blog creato da BLACKDIAMOND63 il 09/10/2010

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Uranio, la relazione del deputato Pili: “Gravi interferenze del ministro Pinotti. E Mattarella tentò di mistificare la realtà”

Ci sono le “prove regina” che invece la relazione approvata dalla maggioranza dei commissari “non mette a fuoco”. Quelle “definizioni documentali che inchiodano i vertici” alle proprie responsabilità, compresi l’attuale ministro della Difesa Roberta Pinotti e Sergio Mattarella, titolare del dicastero dal 1999 al 2001.  “Omissioni di Stato per nascondere la verità: il ministero della Difesa ha coperto per anni omicidi plurimi e disastri ambientali”, dice Mauro Pili. In quelle carte ci sono anche 168 nomi delle “vittime della devastazione del poligono di Quirra, dove sono state usate migliaia di tonnellate di esplosivi con ogni genere di sostanze cancerogene e radioattive”. A ventiquattr’ore dalla divulgazione del documento finale prodotto dalla Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, il deputato sardo del Gruppo Misto – che non l’ha votata – rilancia con la propria relazione alternativa. Le oltre 900 pagine di documenti, foto, testimonianze, analisi, interrogatori sono ancora più dure nei confronti del ministero e delle Forze armate di quanto non lo sia già stato il presidente Gian Piero Scanu, al quale lo Stato Maggiore della Difesa ha risposto parlando di “accuse inaccettabili”. E anche Pinotti è tornata sull’argomento dicendo che è “sbagliato criminalizzare” le Forze armate perché “hanno in massima attenzione la salute dei militari” e apparati militari “di altre parti del mondo prendono ad esempio le nostre buone pratiche“, ribadendo che “in Italia non è mai stato utilizzato e acquistato un munizionamento con l’uranio impoverito”.

“L’Italia sapeva dal 1995” – Ma il punto affrontato dalle relazioni non è questo, quanto la presunta mancata prevenzione in scenari di guerra. Il parlamentare mette insieme documenti riservati, svela come un video delle Forze armate statunitensi ricevuto anche dall’Italia nel 1995 avvertisse sull’uso di uranio impoverito già in Bosnia. Mentre la testimonianza del generale Fernando Termentini, operativo in vari scenari esteri tra i quali la Bosnia e colpito dal male, chiarisce come nel corso degli interventi “non avevamo nessuna conoscenza, nessuno ci aveva informato, non avevamo nessun tipo di attrezzatura adeguata per fronteggiare il pericolo delle nanoparticelle e dell’uranio”. Ripercorre così “fatti di una gravità inaudita” che “costituiscono la prova evidente di un atteggiamento diffuso e di vertice teso a nascondere, manipolare e omettere la drammatica situazione che vede migliaia di militari malati e tanti civili vittime di questo sistema”. Che arriva a suo avviso fino a Roberta Pinotti.

“Gravi interferenze del ministro Pinotti” – L’accusa di Pili è duplice. Da un lato, ricorda, la ministra aveva dichiarato che la Difesa non si sarebbe costituita nel terzo grado di giudizio sul caso del militare Salvatore Vacca, deceduto dopo aver combattuto in Bosnia, e invece “lo ha fatto venti giorni dopo”. Ma soprattutto nella relazione si riporta il caso della recente intervista al Tg2 del generale Carmelo Covato. Pinotti, secondo Pili, “in totale dispregio della Commissione d’inchiesta e del suo lavoro disponeva, come emerso dall’esame testimoniale, attraverso il suo responsabile della comunicazione, una fraudolenta intervista su una rete pubblica nazionale con la quale faceva dichiarare (…) l’inesistenza del legame tra insorgenza della malattia e i teatri di guerra”. Un colloquio che – per ammissione dello stesso generale – è avvenuto negli uffici ministeriali. “Una grave interferenza con un evidente possibile abuso di potere” finalizzato, secondo Pili, “al negare responsabilità e precostituire tesi processualiprotese a minare gli stessi atti giudiziari”. Il presunto comportamento della Pinotti “merita di essere vagliato dal Tribunale dei ministri“, si legge nel documento. Anche perché è stato accertato, ribatte Pili che su questo concorda con la relazione approvata da 10 colleghi della Commissione d’inchiesta, “il nesso causale tra morti e luoghi dove hanno operato. Ci sono 70 sentenze che lo dicono”. Per questo tra le 6 proposte della sua relazione c’è il riconoscimento del nesso causale automatico. “Un atto morale e di responsabilità dello Stato”, lo chiama, come già avvenuto negli Stati Uniti con i militari colpiti dalla sclerosi multipla, mentre “da noi continua il calvario delle famiglie, costrette ad affrontare i processi”. 

 
 

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IN QUESTO BLOG HO VOLUTO RIPORTARE TUTTE QUELLE NOTIZIE CHE PASSANO INOSSERVATE O A CUI NON VIENE DATO IL RILIEVO CHE MERITANO.

SONO ESTREMAMENTE CONVINTO CHE IN ITALIA L'INFORMAZIONE, L'UNICA LIBERTA' CHE ANCORA ABBIAMO STIA PASSANDO SOTTO LO STRETTO CONTROLLO DELLA CLASSE DIRIGENTE CHE AL POTERE RITENGO CHE IL WEB SIA UN POTENTE AIUTO ALLO SVILUPPO DELLA DEMOCRAZIA, COSI' COME E' STATO CHIARAMENTE DIMOSTRATO DAI FATTI RELATIVI ALL'EGITTO, ALLA TUNISIA, LIBIA, MAROCCO, SIRIA.

MA COME SONO CONVINTO PER LE RADIO PRIVATE CHE TRASMETTERE CANZONETTE SIA IL MODO PIU' IDIOTA DI UTILIZZO DEL MEZZO RADIOFONICO, SONO ALTRESI' CONVINTO CHE UTILIZZARE UN BLOG PER RIPORTARE LE SOLITE POESIE DI KHALIL GIBRAN, LE SOLITE FOTO DI GABBIANI SUL MARE I SOLITI DISEGNI CON QUINTALI DI GLITTER, VI PUO' FAR GUADAGNARE QUALCHE SOLDO CON I BANNER MA CHE NON SIA DI NESSUN AIUTO ALLA COLLETTIVITA'.

SPERO SOLO CHE QUANTO RIPORTATO SU QUESTO BLOG POSSA ESSERE DI AIUTO A CHI VUOL APRIRE GLI OCCHI.

 

 

 

 

 

 

 


 

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