Report dal pianeta terra: “Salute a voi, fratelli del pianeta che oggi mi trovo, inaspettatamente, a rimpiangere. Quando sono partito ero consapevole che il percorso sarebbe stato lungo e difficile, ma non pensavo di arrivare a sentire davvero la mancanza del nostro mondo. Come sempre più spesso mi capita, ormai. Ho voglia della sua luce, della sua pace. Anche se un solo metro di questo pianeta terra è infinitamente più vivo e più bello del nostro mondo deserto, vorrei riposare. Davvero.Sono ormai sette anni, due mesi e undici giorni del tempo terrestre che vivo su questo pianeta; è stato necessario integrarsi, interagire, entrare in rapporto, assimilare. Forse ho assimilato troppo. O forse è la strana gravità che c’è qui. Fatto sta che più il tempo passa più anch’io mi sento pesante. Nonostante il tempo impiegato nella scrupolosa preparazione fisica e psicologica all’incontro (impatto) con il pianeta e i suoi abitanti, nonostante continui ad esercitare la tecnica e la volontà, confesso che mi è sempre più difficile non soggiacere ai loro stessi istinti, o meglio, lasciarmi invadere dalle emozioni.In questi anni ho incontrato molte persone. Alcune per scelta, altre no. Ho visto cose che avrei preferito non vedere e altre che averle viste mi consola del resto. La bellezza di questo pianeta, la perfezione del suo meccanismo. La sua progressiva distruzione.Quando sono partito per questa missione, non avrei mai pensato di volerlo chiedere, un giorno, ma oggi lo faccio: vi chiedo, vi prego, di farmi tornare. Non aggiungo altro”.Rileggo, sospiro e penso che ce la posso fare, ancora un po’, il mio lavoro è quasi alla fine, assurdo interrompere.Straccio il report e scrivo: Report dal pianeta terraSalute a voi, il mio lavoro procede in maniera regolare, entro sei mesi terrestri avrò finalmente in laboratorio il primo materiale vegetale modificato per resistere nel nostro mondo. Io sto bene, anche se le cose che succedono qui sono talmente assurde da rendere a volte il sogno un incubo. Il viaggiatore (prosegue)
IL VIAGGIATORE
Report dal pianeta terra: “Salute a voi, fratelli del pianeta che oggi mi trovo, inaspettatamente, a rimpiangere. Quando sono partito ero consapevole che il percorso sarebbe stato lungo e difficile, ma non pensavo di arrivare a sentire davvero la mancanza del nostro mondo. Come sempre più spesso mi capita, ormai. Ho voglia della sua luce, della sua pace. Anche se un solo metro di questo pianeta terra è infinitamente più vivo e più bello del nostro mondo deserto, vorrei riposare. Davvero.Sono ormai sette anni, due mesi e undici giorni del tempo terrestre che vivo su questo pianeta; è stato necessario integrarsi, interagire, entrare in rapporto, assimilare. Forse ho assimilato troppo. O forse è la strana gravità che c’è qui. Fatto sta che più il tempo passa più anch’io mi sento pesante. Nonostante il tempo impiegato nella scrupolosa preparazione fisica e psicologica all’incontro (impatto) con il pianeta e i suoi abitanti, nonostante continui ad esercitare la tecnica e la volontà, confesso che mi è sempre più difficile non soggiacere ai loro stessi istinti, o meglio, lasciarmi invadere dalle emozioni.In questi anni ho incontrato molte persone. Alcune per scelta, altre no. Ho visto cose che avrei preferito non vedere e altre che averle viste mi consola del resto. La bellezza di questo pianeta, la perfezione del suo meccanismo. La sua progressiva distruzione.Quando sono partito per questa missione, non avrei mai pensato di volerlo chiedere, un giorno, ma oggi lo faccio: vi chiedo, vi prego, di farmi tornare. Non aggiungo altro”.Rileggo, sospiro e penso che ce la posso fare, ancora un po’, il mio lavoro è quasi alla fine, assurdo interrompere.Straccio il report e scrivo: Report dal pianeta terraSalute a voi, il mio lavoro procede in maniera regolare, entro sei mesi terrestri avrò finalmente in laboratorio il primo materiale vegetale modificato per resistere nel nostro mondo. Io sto bene, anche se le cose che succedono qui sono talmente assurde da rendere a volte il sogno un incubo. Il viaggiatore (prosegue)