La prima volta che era apparsa sullo schermo, in sala riunioni, me ne ero innamorato.Non avevo mai visto niente di simile, mai, nemmeno nei sogni. Del resto, come avrei potuto sognare qualcosa che non avevo mai immaginato potesse esistere? I colori. Il blu e il verde. E le sinuose forme bianche ad avvolgerla. Incredibile. Emozionante. Solo perché me ne sono innamorato, credo, sono stato il prescelto tra i cinque, alla fine. Le prove da superare sono state durissime, e solo uno di noi poteva andare, lo sapevamo fin dall’inizio. Quello che più mi ha sorretto e spinto ad andare avanti è stato il desiderio . Di vederla, toccarla, annusarla. Farla mia. Da quando l’ho vista, ho iniziato anche a sognarla. Ad immaginare cosa potesse contenere. Quante storie mi sono inventato. A pensarci adesso, un’ingenuità, ma allora potevo basarmi solo su un’immagine. Tutti noi potevamo basarsi solo su un’immagine. Fissa. Quella di una sfera, immersa nel buio dello spazio, che si avvicina, fino a riempire lo schermo. Fine del film. L’immagine, analizzata in ogni suo più piccolo particolare, destò grandi speranze; sembrava contenere grandi quantità di essenze solide e liquide. E sopra tutto, sembrava compatibile con il Mondo. Il nostro Mondo deserto ormai da più di duemila anni. La porzione di cielo e la posizione erano state relativamente facili da individuare; il tempo trascorso, quello non era stato possibile stabilirlo, ma tutti noi volevamo credere che il pianeta esistesse ancora. Il progetto era stato avviato immediatamente; la realizzazione dei mezzi tecnici necessari era andata di pari passo con la ricerca e la preparazione al viaggio. Dieci anni di un enorme, spontaneo, a tratti delirante sforzo collettivo; obiettivo, riportare nel Mondo la vita. Quella vera. Sapevamo ricreare in laboratorio qualsiasi cosa, a partire da una sola molecola. Perpetuavamo così gli alimenti e ogni altro genere di cosa ci servisse. Ma la vita, quella vera, era sparita. Impossibile da ricreare. Tranne ad averne almeno una molecola. Che in tutto il Mondo non c’era. La sfera offriva lusinghiera una possibilità. Remota, pericolosa, senza alcuna garanzia di successo, ma una possibilità. Il viaggiatore
il viaggiatore - 2
La prima volta che era apparsa sullo schermo, in sala riunioni, me ne ero innamorato.Non avevo mai visto niente di simile, mai, nemmeno nei sogni. Del resto, come avrei potuto sognare qualcosa che non avevo mai immaginato potesse esistere? I colori. Il blu e il verde. E le sinuose forme bianche ad avvolgerla. Incredibile. Emozionante. Solo perché me ne sono innamorato, credo, sono stato il prescelto tra i cinque, alla fine. Le prove da superare sono state durissime, e solo uno di noi poteva andare, lo sapevamo fin dall’inizio. Quello che più mi ha sorretto e spinto ad andare avanti è stato il desiderio . Di vederla, toccarla, annusarla. Farla mia. Da quando l’ho vista, ho iniziato anche a sognarla. Ad immaginare cosa potesse contenere. Quante storie mi sono inventato. A pensarci adesso, un’ingenuità, ma allora potevo basarmi solo su un’immagine. Tutti noi potevamo basarsi solo su un’immagine. Fissa. Quella di una sfera, immersa nel buio dello spazio, che si avvicina, fino a riempire lo schermo. Fine del film. L’immagine, analizzata in ogni suo più piccolo particolare, destò grandi speranze; sembrava contenere grandi quantità di essenze solide e liquide. E sopra tutto, sembrava compatibile con il Mondo. Il nostro Mondo deserto ormai da più di duemila anni. La porzione di cielo e la posizione erano state relativamente facili da individuare; il tempo trascorso, quello non era stato possibile stabilirlo, ma tutti noi volevamo credere che il pianeta esistesse ancora. Il progetto era stato avviato immediatamente; la realizzazione dei mezzi tecnici necessari era andata di pari passo con la ricerca e la preparazione al viaggio. Dieci anni di un enorme, spontaneo, a tratti delirante sforzo collettivo; obiettivo, riportare nel Mondo la vita. Quella vera. Sapevamo ricreare in laboratorio qualsiasi cosa, a partire da una sola molecola. Perpetuavamo così gli alimenti e ogni altro genere di cosa ci servisse. Ma la vita, quella vera, era sparita. Impossibile da ricreare. Tranne ad averne almeno una molecola. Che in tutto il Mondo non c’era. La sfera offriva lusinghiera una possibilità. Remota, pericolosa, senza alcuna garanzia di successo, ma una possibilità. Il viaggiatore