una sconosciuta mi ha abbracciato e ringraziatoho ricambiato con gioia l’abbracciosenza chiedere perchèlasciando l’anima danzarela felicità della leggerezzasi coglie senza domande In netta controtendenza con la pesantezza del periodo storico, o forse proprio per questo, mi trovo a riflettere sul concetto di leggerezza, ed ecco il perché del prologo. Ma vado con ordine. Senza disciplina, però JIntanto mi viene in mente che con il termine “persona leggera” si esprime solitamente un giudizio negativo, a mio parere confondendo la superficialità con la leggerezza. Non è la stessa cosa.La leggerezza è solo il contrario della pesantezza. Però anche la pesantezza (tranne che si tratti di lingotti d’oro) fa venire in mente piuttosto obesi e pranzi micidiali che non immagini piacevoli.Mettiamola così, è come se dovendo partire per un viaggio, fatta la valigia ci accorgiamo che è troppo pesante per noi. Ci viene naturale, penso, togliere cose. Nella vita invece tendiamo ad appesantirci di zavorra, a mano a mano che cresciamo, spesso senza accorgercene. La cosi detta educazione aiuta in genere il processo; poi ognuno di noi riesce benissimo a crearsi le proprie personali catene JSi può affrontare la vita con leggerezza? Certo, se non altro perché la leggerezza richiede equilibrio. Ma come si diventa leggeri?a) Artificialmenteb) ConsapevolmenteTralasciando la risposta a) (effetto veloce ma momentaneo e sconsigliato per legge) disquisisco sulla b)E per non rischiare di essere troppo eterea penso alla leggerezza in rapporto al corpo.Ognuno di noi ha il suo peculiare contatto con il proprio corpo. Ed un immagine mentale di se stesso. Da inserire in quella generale del mondo intorno, con più o meno soddisfazione.Ognuno di noi ha una sua personale peculiare bellezza. Per il semplice fatto di esistere, in analogia alle piante, agli animali e persino agli insetti fastidiosi Se diamo per scontato il fatto di vivere questa bellezza non la vediamo più. O almeno non ci sembra così importante. Ci copriamo di polvere, ragnatele, incrostazioni e perdiamo la nostra luce. E la leggerezza. Per essere leggeri è necessario anzi tutto abbandonare il giudizio. Un esempio frivolo; mettiamo che incontrando una persona ci viene da criticare com’è vestita.Significa che noi stessi siamo condizionati, in questo caso nel vestire, dal pensiero di quello che potrebbero dire gli altri di noi. Se no non potremmo vedere il ridicolo nell’altro. Siamo appesantiti dal giudizio.E poi imparare a non prendersi troppo sul serio, il mondo non gira intorno a noi, benché siano anni che ce lo sentiamo ripetere in pubblicità. Ma è solo marketing. Serve a farci dimenticare la realtà.La realtà è che noi siamo esseri a termine, oltre tutto con scadenza incerta. (segue)
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una sconosciuta mi ha abbracciato e ringraziatoho ricambiato con gioia l’abbracciosenza chiedere perchèlasciando l’anima danzarela felicità della leggerezzasi coglie senza domande In netta controtendenza con la pesantezza del periodo storico, o forse proprio per questo, mi trovo a riflettere sul concetto di leggerezza, ed ecco il perché del prologo. Ma vado con ordine. Senza disciplina, però JIntanto mi viene in mente che con il termine “persona leggera” si esprime solitamente un giudizio negativo, a mio parere confondendo la superficialità con la leggerezza. Non è la stessa cosa.La leggerezza è solo il contrario della pesantezza. Però anche la pesantezza (tranne che si tratti di lingotti d’oro) fa venire in mente piuttosto obesi e pranzi micidiali che non immagini piacevoli.Mettiamola così, è come se dovendo partire per un viaggio, fatta la valigia ci accorgiamo che è troppo pesante per noi. Ci viene naturale, penso, togliere cose. Nella vita invece tendiamo ad appesantirci di zavorra, a mano a mano che cresciamo, spesso senza accorgercene. La cosi detta educazione aiuta in genere il processo; poi ognuno di noi riesce benissimo a crearsi le proprie personali catene JSi può affrontare la vita con leggerezza? Certo, se non altro perché la leggerezza richiede equilibrio. Ma come si diventa leggeri?a) Artificialmenteb) ConsapevolmenteTralasciando la risposta a) (effetto veloce ma momentaneo e sconsigliato per legge) disquisisco sulla b)E per non rischiare di essere troppo eterea penso alla leggerezza in rapporto al corpo.Ognuno di noi ha il suo peculiare contatto con il proprio corpo. Ed un immagine mentale di se stesso. Da inserire in quella generale del mondo intorno, con più o meno soddisfazione.Ognuno di noi ha una sua personale peculiare bellezza. Per il semplice fatto di esistere, in analogia alle piante, agli animali e persino agli insetti fastidiosi Se diamo per scontato il fatto di vivere questa bellezza non la vediamo più. O almeno non ci sembra così importante. Ci copriamo di polvere, ragnatele, incrostazioni e perdiamo la nostra luce. E la leggerezza. Per essere leggeri è necessario anzi tutto abbandonare il giudizio. Un esempio frivolo; mettiamo che incontrando una persona ci viene da criticare com’è vestita.Significa che noi stessi siamo condizionati, in questo caso nel vestire, dal pensiero di quello che potrebbero dire gli altri di noi. Se no non potremmo vedere il ridicolo nell’altro. Siamo appesantiti dal giudizio.E poi imparare a non prendersi troppo sul serio, il mondo non gira intorno a noi, benché siano anni che ce lo sentiamo ripetere in pubblicità. Ma è solo marketing. Serve a farci dimenticare la realtà.La realtà è che noi siamo esseri a termine, oltre tutto con scadenza incerta. (segue)