s-vagando

18febbraio2010


Esattamente un anno fa, ma a quest’ora ancora non lo sapevo, la vita mi ha presentato un conto.A sera, in ospedale, dandomi la sua prudente diagnosi il medico di turno non riuscì ad evitare che vedessi la pena nei suoi occhi (ma forse era solo disagio)e mi lasciò con una sensazione di catastrofe in arrivo. Quella notte sognai sbriciolarsi pietre anziché denti,  segno che avrei avuto un po’ di tempo, e questo mi consolò. Pochi giorni dopo, giallo come un limone, in attesa di un esame dal titolo talmente complicato che l’ho dimenticato, che male sentirti dire che aspetti di fare un piccolo intervento, che prima si moriva ma adesso si può risolvere ….  Si muore anche adesso babbo, tant’è che in tre mesi e dieci giorni ha portato via anche te. Te che appena un anno e una settimana fa eri nei campi che tanto amavi, a pulire, spianare, portare via sassi. Con una forza ancora da giovane. Era il giorno del tuo compleanno quando ti abbiamo accompagnato al cimitero. Ne avresti compiuti 77.Dicevi sempre che potendo scegliere avresti voluto morire con un colpo secco, e la gente della tua famiglia era spesso morta così. Non ho rimorsi per il mio egoismo se dico che nonostante tutto ringrazio la vita per il tempo consapevole che mi ha dato. Che ci ha dato. Ne avrei voluto di più, ma è stato sufficiente per lasciarti andare senza aggiungere al dolore il rimpianto e il rimorso. Abbiamo comunque lottato. E sei morto nel tuo letto.