lei non sapeva nuotare.nonostante passasse gran parte dell'estate al mare, nessuno si era mai preso la briga di insegnarle.neanche la madre e la sorella sapevano farlo, così l'acqua era rimasta a lungo un elemento estraneoimpossibile affidarle il corpo e galleggiare, provare, la madre terrorizzata vaticinante sciagureil padre si che sapeva farlo, se ne faceva vanto, ma non sapeva insegnare era cresciuta, come diceva lei con il senno di poi, senza un vero amore per il marema non era così strano nel suo paesein montagnaanche dopo, aveva continuato ad esserle estraneo. altri mari, ma né il verde né l’azzurro l’avevano sedotta tanto da spingerla a nuotare. quello che le piaceva fare era galleggiare. Lasciare andare tutto il corpo all’abbraccio dell’acqua. Fare il morto. Ascoltando i suoni distorti dall’acqua. Più forte di tutti il respiro. Ad occhi chiusi. Il tepore del sole e il fresco dell’acqua e il corpo che affonda e riemerge e affonda e riemerge in perfetta sintonia pneumatica. Con un’assoluta fede nel principio di archimede.A volte rischiando la deriva. A 35 anni decise di imparare a nuotare. Più per confermarsi che volere è potere, come diceva lei con il senno di poi, che non per amore del mare. Ne ho le prove, ha nuotato; immersa in un mare trasparente, dirige il corpo fendendo l’acqua e si vede che sente la leggerezza dell’acqua. E’ buffa con quel suo stile libero da manuale e va come una scheggia, abituata al duro esercizio in piscina. Ma continua a preferire galleggiare, trova più soddisfazione nell’andarsene a zonzo a snorkeling,che non a nuotare.Ora è tanto che non nuota più, forse non ne avrebbe più il fiato. Ma conosce come si fa. Ogni cosa al suo posto, direbbe lei con il senno di poi, continuando a galleggiare.
... e naufragar m'è dolce in questo mare ...
lei non sapeva nuotare.nonostante passasse gran parte dell'estate al mare, nessuno si era mai preso la briga di insegnarle.neanche la madre e la sorella sapevano farlo, così l'acqua era rimasta a lungo un elemento estraneoimpossibile affidarle il corpo e galleggiare, provare, la madre terrorizzata vaticinante sciagureil padre si che sapeva farlo, se ne faceva vanto, ma non sapeva insegnare era cresciuta, come diceva lei con il senno di poi, senza un vero amore per il marema non era così strano nel suo paesein montagnaanche dopo, aveva continuato ad esserle estraneo. altri mari, ma né il verde né l’azzurro l’avevano sedotta tanto da spingerla a nuotare. quello che le piaceva fare era galleggiare. Lasciare andare tutto il corpo all’abbraccio dell’acqua. Fare il morto. Ascoltando i suoni distorti dall’acqua. Più forte di tutti il respiro. Ad occhi chiusi. Il tepore del sole e il fresco dell’acqua e il corpo che affonda e riemerge e affonda e riemerge in perfetta sintonia pneumatica. Con un’assoluta fede nel principio di archimede.A volte rischiando la deriva. A 35 anni decise di imparare a nuotare. Più per confermarsi che volere è potere, come diceva lei con il senno di poi, che non per amore del mare. Ne ho le prove, ha nuotato; immersa in un mare trasparente, dirige il corpo fendendo l’acqua e si vede che sente la leggerezza dell’acqua. E’ buffa con quel suo stile libero da manuale e va come una scheggia, abituata al duro esercizio in piscina. Ma continua a preferire galleggiare, trova più soddisfazione nell’andarsene a zonzo a snorkeling,che non a nuotare.Ora è tanto che non nuota più, forse non ne avrebbe più il fiato. Ma conosce come si fa. Ogni cosa al suo posto, direbbe lei con il senno di poi, continuando a galleggiare.