OBSERVATORY

Una sera


Guidando sulla statale che mi riporta a casa dalla città non avevo mai visto così tante prostitute. Forse è il clima un po' più mite che le porta. Come le rondini, anch'esse tornano, e fanno la nostra primavera. Guidavo e ascoltavo Concato alla radio e pensavo che dovrei comprare qualche suo CD perché mi piace e mi è sempre piaciuto e ormai le cassette non so dove suonarle da quando lo stereo mi ha abbandonata. Tornavo dal cinema. Con Camilla e Stefano abbiamo passeggiato sino alla fermata della metro, non quella più vicina, tanto per fare due passi. Certamente non in una bella via, ma comunque animata. E c'era una prostituta coi tacchi a spillo, quasi elegante. E vicino un signore che portava il cane a pisciare. Il tutto davanti ad una pizzeria dove alcuni giovani erano fermi a chiaccherare.Come dicevo, venivamo dal cinema. Siamo andati a vedere "300" che è stato molto meglio di quanto mi aspettassi e sinceramente non vi ho trovato tutti quei simbolismi e ammiccamenti all'attualità di cui avevo tanto sentito parlare. Ma forse ero troppo distratta dai pettorali spartani per accorgermene. La sala era mezza vuota e il pubblico era piuttosto eterogeneo. Vi erano anche dei bimbi, ai quali personalmente avrei evitato un film con scene così violente.Sono arrivata al cinema coi mezzi pubblici, lasciando come al solito la macchina parcheggiata vicino alla fermata della metro più comoda per me e dove ancora si trova parcheggio senza troppi problemi. Mi piace viaggiare in metro e osservare la gente. Forse mi piace perché non devo farlo tutti i giorni. E quando mi capita mi guardo intorno con interesse. Oggi per esempio, quando sono salita sul vagone semi-vuoto, mi sono sentita una minoranza etnica. C'erano rappresentati di quasi tutti i continenti. Mancava solo l'Oceania, credo. E i simileuropei erano solo 5/6. E lo dico con orgoglio. Ah la Milano cosmopolita! (mi scappa quasi da ridere... anzi rido, ma per altri motivi).