OBSERVATORY

Latte


Oggi ho fatto alcuni giri, alcuni incontri, alcune polpette, alcune compere. Insomma alcune cose. In maniera assolutamente non premeditata mi sono ritrovata a Villa Fornaci, ridente frazione di cui parlai in uno dei miei primissimi post. Trovandomi in quei paraggi ho pensato di fermarmi nella latteria che mi aveva colpito per i suoi esterni variopinti. Sono rimasta un po' delusa quando ho scoperto che non si tratta di una vera e propria latteria, ma bensì un distributore automatico di latte fresco. Con tanto di distributore di bottiglie di plastica da utilizzare all'occorrenza. Visto che ormai ero lì ho pensato di portami a casa almeno un litro di latte fresco. Non ne consumo molto e di solito compro mezzi litri a lunga conservazione. Mi si pone però un problema pratico. Non ho un euro spiccio e la macchina non dà resto. Ho due monete da 2 Euro. Cerco quindi qualche negozio per cambiarli o, ancora meglio, un bar per bere un caffé e cambiare così i soldi. Intorno alla latteria non c'è però un tubo di negozio aperto. E qualsiasi cosa che abbia vagamente l'aria di negozio, ha anche l'aria sospettosamente chiusa. Mi incammino lungo la statale, trafficatissima, su cui Villa Fornaci si distende. Passo davanti ad un elettrauto, ad una casa malandata e disabitata, ad un giornalaio con distributore esterno di dvd, ad un bar/ristorante apparentemente chiuso, ad un negozietto che vende abbigliamento da "sciura", ad una ditta che ristruttura bagni, ad una pizzeria chiusa, ad un'agenzia immobiliare (di cui prendo il giornaletto gratuito). Tutto chiuso. Mi incammino allora in direzione "centro", ma mi rendo presto conto che il "centro" non è tanto vicino da raggiungere a piedi. Quindi torno sui miei passi e percorro la statale nel senso opposto. Passo di fianco ad un paio di cantieri e finalmente dopo un paio di centinaia di metri scorgo un cartello T di tabacchi. Un tabaccaio! Chiuso. Però se volessi delle sigarette c'è il distributore. Villa Fornaci è una piccola frazione: tutta statale, distributori automatici e Naviglio Martesana. Passato il tabaccaio, ecco un inquietante ristorante/locanda. Abbandonato. Tutto polveroso. Proprio come nei film western dove si vedono le città fantasma. E dopo la locanda fantasma, finalmente un bar. Aperto. Caffé. Monetine per il latte. Torno al distributore tutta contenta. Con 20 centesimi compro la bottiglia di plastica (da riutilizzare ovviamente) e poi inserisco l'euro per il tanto agognato litrozzo di latte. All'interno del minuscolo negozio/distributore ci sono precise indicazioni su come procedere e vi sono appesi a mo' di quadretto i documenti che attestano la qualità del latte. Il latte è davvero fresco. Nel senso che te lo servono a 4°C, la temperatura ideale per la sua conservazione. Non resisto e ne bevo qualche sorso appena salita in macchina, non prima di aver immortalato l'ingresso variopinto.