Il treno è pieno eppure appare ordinato. Da quando ci sono questi treni con la prenotazione obbligatoria è più difficile trovarsi nella calca umana. Non lo dico con rimpianto, ma queste carrozze open space non mi piacciono. I sedili marroni sono comodi. I tavolini meno. I compagni di viaggio: una deliziosa giovane coppia che legge riviste di gossip; una ragazza che legge l'Europeo, ma che ci lascia a Bologna dove sale un'altra ragazza, assente, non parla e dorme. Come me in fondo. Mi siedo e ascolto la musica mentre guardo fuori e vedo il tempo migliorare man mano che risaliamo. Sonnecchio. Sonnecchiano anche gli altri. Di fianco invece si fa conversazione. Ma ascolto la musica e posso solo intravedere il labiale. Non mi dispiace la chiacchera da treno. Soprattutto se il viaggio è lungo. Quando si chiacchera il tempo passa più in fretta e, se si è fortunati, può anche mettere di buon umore. Come quella volta che si è partiti con gli occhi arrossati da un amore non corrisposto. Questo però è un viaggio breve e me ne sto volentieri per i fatti miei, e mi lascio cullare dai pensieri che ancora sono lievi e dalla musica che preferisco.In arrivo alla stazione Centrale molti si alzano prima, molto prima dell'arrivo, e si accalcano verso le uscite. Non so perché. Forse hanno una coincidenza da prendere. Siamo in pefetto orario. Scendiamo con calma e ognuno prende la sua strada. La mia calma svanisce e voglio lasciare velocemente la stazione. Un luogo di disagio. Velocemente cammino verso la metro e svanisco.
Tornando in treno
Il treno è pieno eppure appare ordinato. Da quando ci sono questi treni con la prenotazione obbligatoria è più difficile trovarsi nella calca umana. Non lo dico con rimpianto, ma queste carrozze open space non mi piacciono. I sedili marroni sono comodi. I tavolini meno. I compagni di viaggio: una deliziosa giovane coppia che legge riviste di gossip; una ragazza che legge l'Europeo, ma che ci lascia a Bologna dove sale un'altra ragazza, assente, non parla e dorme. Come me in fondo. Mi siedo e ascolto la musica mentre guardo fuori e vedo il tempo migliorare man mano che risaliamo. Sonnecchio. Sonnecchiano anche gli altri. Di fianco invece si fa conversazione. Ma ascolto la musica e posso solo intravedere il labiale. Non mi dispiace la chiacchera da treno. Soprattutto se il viaggio è lungo. Quando si chiacchera il tempo passa più in fretta e, se si è fortunati, può anche mettere di buon umore. Come quella volta che si è partiti con gli occhi arrossati da un amore non corrisposto. Questo però è un viaggio breve e me ne sto volentieri per i fatti miei, e mi lascio cullare dai pensieri che ancora sono lievi e dalla musica che preferisco.In arrivo alla stazione Centrale molti si alzano prima, molto prima dell'arrivo, e si accalcano verso le uscite. Non so perché. Forse hanno una coincidenza da prendere. Siamo in pefetto orario. Scendiamo con calma e ognuno prende la sua strada. La mia calma svanisce e voglio lasciare velocemente la stazione. Un luogo di disagio. Velocemente cammino verso la metro e svanisco.