La Donna Camel

Le avventure di Nonugo 3/n


Per quanto fosse senza dubbio una persona abitudinaria e metodica, di quando in quando Nonugo si concedeva uno strappo ai suoi rituali. Cambiava allora il percorso che dalle banchine lo portava al quartiere periferico della sua abitazione. Camminava tra un labirinto di giardini sconosciuti, aveva modo di guardare attraverso le siepi di ligustro le case, dipinte a colori tenui, quasi tutte a un piano, col patio ombreggiato e le persiane accostate. Oppure, invece della carne fredda sopra una fetta di pane che costituiva la sua cena solita, entrava in una taverna e mangiava un assado di manzo al peperoncino piccante, innaffiandolo con un boccale di birra fredda e schiumosa. Quelle sere rimaneva a lungo seduto al tavolo a osservare gli altri avventori, soprattutto le donne – ma solo se era un locale di basse pretese. Rispondeva ai sorrisi ma restava per conto suo e quell'allegria di breve durata si stemperava in malinconia già nel tragitto verso quella che chiamava casa per convenzione mentale. Si fermava allora a guardare nel cielo nero quelle stelle tutte sbagliate e pensava che non si sarebbe abituato mai. La Croce del sud non valeva un'unghia di Orione d’inverno dopo una giornata ventosa e casa, casa era un altro luogo, purtroppo.Non passava per la biblioteca della vedova, in quelle sere meste filava diretto nella sua stanza a rileggere le lettere dei parenti, per dare concretezza ai ricordi e per convincersi che sarebbe tornato prima o poi. Anzi presto. Presto e ricco. (Intanto il parroco tardava a rispondere. Non perdiamo la speranza, si diceva lui, ci vuole tempo per certe cose).Prendeva la bibbia in spagnolo, l'unico libro di sua proprietà che aveva portato dall'Italia e ne rileggeva dei brani, come aveva fatto sulla nave per darsi i primi rudimenti della lingua. La cacciata dal paradiso terrestre era uno dei suoi preferiti, gli rinforzava l'animo e gli riportava all'attenzione i motivi per cui era qui. Erano salmi che aveva letto molto anche in italiano e gli erano stati di grande aiuto per imparare le lingue. Usava la bibbia come una stele di rosetta, l'aveva fatto prima di andare a Lione dal cugino di suo padre, sebbene gli avesse dato una visione piuttosto arcaica del francese, che peraltro già era arcaico di suo. Questo non era importante, Nonugo non era uno che desse troppo peso ai particolari. E poi aveva notato che certe parole desuete provocavano benevolenza negli interlocutori adulti e sorrisi nelle ragazze, quindi tanto meglio.