Quando la tv era in bianco e neroQuando c’erano i balleriniQuando c’erano i cantantiQuando c’erano i presentatoriQuando si parlava italiano correttoQuando in tv ci andava chi meritavaQuando la pubblicità era una parte della tvQuando c’erano autori e registiQuando si doveva rimediare alle difficoltà tecniche con la fantasia e la bravura degli artistiQuando si pagava il canone e non era un delittoQuando a “Sanremo” ci andavano i cantantiQuando lo “Zecchino D’Oro” non era “unza-unza”Quando c’era MarieleQuando c’era MinaQuando la Rai esportava programmi e tecnologiaQuando cultura era sinonimo di RaiQuando se osavi andare in tv senza saper cantare, ballare o recitare ti tiravano i pomodoriQuando non si importavano i programmi idioti dall’AmericaQuando non c’erano veline e letterineQuando la donna appariva per la bravura e non per la taglia di senoQuando in tv non si potevano dire le parolacceQuando la tv era finzione e nessuno la confondeva con la realtàQuando Rete4 era della MondadoriQuando Italia1 era del gruppo RusconiQuando non esisteva ancora MediasetSono passati 27 anniAnni di degrado televisivo, quindi culturale, quindi sociale, quindi politico, quindi economico.Il Disegno è ormai compiuto. Tutto torna. Tutto ha un senso. Nulla è lasciato al caso. Tutto è collegato.Parola chiave: 1984.Il sipario delle coscienze si è chiuso, come a Milleluci: arrivederci alla prossima puntata, se ci sarà.