I volti iniziano innocenti,fino a divertirsi folliper conoscere il buio e rimpiangere quand’erano liberi.Il volto del servo è pallido,ha occhi che non rispecchiano la sua anima.Promette e delude. Delude e promette.Ci sono rughe che ti solcano la faccia senza essersi mai presentate.Giorni che ti portano via senza che nessuno li possa rimettere in sesto.Nemmeno tu. Tu non sei niente. Sei un frammento, un insetto nel marasma della creazione, un’impronta spezzata dal mare profondo.La corda del mio violino s’è incurvata dentro la cassa armonica. Vedo e sento troppo.Una maestosa stagione ci ha lasciati e la rimpiango.Sono stonata e mi appago delle sfumature.Non vi è gioia, né dolore, tutto fluisce latente, immutato, potente.Io non voglio piu’ l’innocenza, nemmeno l’ignoranza.La chiave è cadere nel profondo, una falsa veglia tra le incertezze dei frammenti.
Frammenti
I volti iniziano innocenti,fino a divertirsi folliper conoscere il buio e rimpiangere quand’erano liberi.Il volto del servo è pallido,ha occhi che non rispecchiano la sua anima.Promette e delude. Delude e promette.Ci sono rughe che ti solcano la faccia senza essersi mai presentate.Giorni che ti portano via senza che nessuno li possa rimettere in sesto.Nemmeno tu. Tu non sei niente. Sei un frammento, un insetto nel marasma della creazione, un’impronta spezzata dal mare profondo.La corda del mio violino s’è incurvata dentro la cassa armonica. Vedo e sento troppo.Una maestosa stagione ci ha lasciati e la rimpiango.Sono stonata e mi appago delle sfumature.Non vi è gioia, né dolore, tutto fluisce latente, immutato, potente.Io non voglio piu’ l’innocenza, nemmeno l’ignoranza.La chiave è cadere nel profondo, una falsa veglia tra le incertezze dei frammenti.