Ho sognato d’aver rapinato una banca, non ricordo come, non ricordo dove.Nell’ebbrezza della cosa già fatta ho sognato la corsa folle in macchina verso sera con gli alberi dei viali che sfrecciavano via ai lati ed io nel mezzo, il denaro in banconote di grosso taglio sul sedile posteriore ed i finestrini aperti ed io bello come Renè Vallanzasca in una foto degli anni ’70.Così pensavo, mamma & papà come posso dirvelo ora che sono passato dall’altra parte deludendo i vostri sogni borghesi, come posso dirvelo, vi spezzerei il cuore e intanto guardavo il sedile posteriore e tutto quel denaro e poi le luci della città che doveva essere Milano, non poteva non essere Milano di nebbia e fumo perché ero bello come Renè Vallanzasca in una foto degli anni ’70.Così ridevo mentre i finestrini erano aperti e il vento rinfrescava me e lei seduta al mio fianco per tutto il tempo e poi pensavo a cosa avremmo potuto fare io e lei con tutto quel denaro, andare dove? mentre continuavo a guardare il sedile posteriore e gli alberi sfrecciavano via ai lati e lei mi sembrava la più bella che avessi mai visto con quei suoi occhi che avevano ingoiato lo spavento dell’universo mentre scivolavamo via ed io ero spavaldo come Renè Vallanzasca in quella foto degli anni ’70.Poi ecco quando ho cercato la sua mano da stringere e lo sguardo di quegli occhi di cobalto, ho scoperto che a fianco a me non c’era più nessuno, solo la mia vecchia giacca di velluto e la pistola e mentre le luci della città si allontanavano, restava una notte di alberi e campagna lombarda mentre la sirena della polizia già annunciava la fine ed io pensavo che un giorno o l’altro pure l’avrei ritrovata, al diavolo la polizia le donne e tutto il denaro del mondo, così pensavo e ridevo strafottente come Renè Vallanzasca in quella foto degli anni ’70.
Just like R.V. blues...
Ho sognato d’aver rapinato una banca, non ricordo come, non ricordo dove.Nell’ebbrezza della cosa già fatta ho sognato la corsa folle in macchina verso sera con gli alberi dei viali che sfrecciavano via ai lati ed io nel mezzo, il denaro in banconote di grosso taglio sul sedile posteriore ed i finestrini aperti ed io bello come Renè Vallanzasca in una foto degli anni ’70.Così pensavo, mamma & papà come posso dirvelo ora che sono passato dall’altra parte deludendo i vostri sogni borghesi, come posso dirvelo, vi spezzerei il cuore e intanto guardavo il sedile posteriore e tutto quel denaro e poi le luci della città che doveva essere Milano, non poteva non essere Milano di nebbia e fumo perché ero bello come Renè Vallanzasca in una foto degli anni ’70.Così ridevo mentre i finestrini erano aperti e il vento rinfrescava me e lei seduta al mio fianco per tutto il tempo e poi pensavo a cosa avremmo potuto fare io e lei con tutto quel denaro, andare dove? mentre continuavo a guardare il sedile posteriore e gli alberi sfrecciavano via ai lati e lei mi sembrava la più bella che avessi mai visto con quei suoi occhi che avevano ingoiato lo spavento dell’universo mentre scivolavamo via ed io ero spavaldo come Renè Vallanzasca in quella foto degli anni ’70.Poi ecco quando ho cercato la sua mano da stringere e lo sguardo di quegli occhi di cobalto, ho scoperto che a fianco a me non c’era più nessuno, solo la mia vecchia giacca di velluto e la pistola e mentre le luci della città si allontanavano, restava una notte di alberi e campagna lombarda mentre la sirena della polizia già annunciava la fine ed io pensavo che un giorno o l’altro pure l’avrei ritrovata, al diavolo la polizia le donne e tutto il denaro del mondo, così pensavo e ridevo strafottente come Renè Vallanzasca in quella foto degli anni ’70.