Leggo tanti romanzi e racconti, l’unica cosa che da un po’ di tempo mi riesca abbastanza bene, certo potrei impegnarmi ancora di più, ma tutto sommato va bene così.Leggo Conrad e Flaubert, Cechov e Maupassant, Borges e Garcia Marquez, Faulkner e Melville e tanti altri ma certamente non mi interessa apparire un uomo colto (una cosa banale e ridicola illudersi di essere colti o peggio di volerlo sembrare, della cultura non mi importa un accidente) né tanto meno spero che quegli autori mi insegnino a vivere, gli scrittori certamente non sono guru.Quel che cerco, quel che trovo negli autori che leggo è la rappresentazione della mia stessa vita, qualcosa di arduo che per miracolo scaturisce da quelle pagine spesso scritte da morti, proprio la rappresentazione della mia vita, ma naturalmente con una forza estetica che io presuntuoso blogger della domenica (e pure degli altri giorni della settimana) non posso sperare minimamente di possedere.Così, nei momenti cupi del crazy sorrow, i morti di cui sopra mi regalano la mia catarsi a buon mercato: ho le mie pagine segrete di Conrad che mi fanno rabbrividire, le mie righe di Melville che non potrei leggere a nessuno pena le lacrime, alcune pagine di Faulkner che mi fanno capire quanto terribile e indispensabile possa essere la Bellezza.I miei autori non mentono e così, lontano dalla menzogna e dall’impostura del cosiddetto mondo reale , sprofondo nella verità del loro mondo immaginario: nessuna cura mi viene propinata per la mia malattia, ma quanto è indispensabile la diagnosi!
A proposito dei libri che leggo
Leggo tanti romanzi e racconti, l’unica cosa che da un po’ di tempo mi riesca abbastanza bene, certo potrei impegnarmi ancora di più, ma tutto sommato va bene così.Leggo Conrad e Flaubert, Cechov e Maupassant, Borges e Garcia Marquez, Faulkner e Melville e tanti altri ma certamente non mi interessa apparire un uomo colto (una cosa banale e ridicola illudersi di essere colti o peggio di volerlo sembrare, della cultura non mi importa un accidente) né tanto meno spero che quegli autori mi insegnino a vivere, gli scrittori certamente non sono guru.Quel che cerco, quel che trovo negli autori che leggo è la rappresentazione della mia stessa vita, qualcosa di arduo che per miracolo scaturisce da quelle pagine spesso scritte da morti, proprio la rappresentazione della mia vita, ma naturalmente con una forza estetica che io presuntuoso blogger della domenica (e pure degli altri giorni della settimana) non posso sperare minimamente di possedere.Così, nei momenti cupi del crazy sorrow, i morti di cui sopra mi regalano la mia catarsi a buon mercato: ho le mie pagine segrete di Conrad che mi fanno rabbrividire, le mie righe di Melville che non potrei leggere a nessuno pena le lacrime, alcune pagine di Faulkner che mi fanno capire quanto terribile e indispensabile possa essere la Bellezza.I miei autori non mentono e così, lontano dalla menzogna e dall’impostura del cosiddetto mondo reale , sprofondo nella verità del loro mondo immaginario: nessuna cura mi viene propinata per la mia malattia, ma quanto è indispensabile la diagnosi!