Qualche giorno fa a sorpresa ho incontrato Squalo.Io camminavo come al solito perduto nel mio labirinto di pensieri, lui mi veniva incontro dalla parte opposta: abbiamo incrociato gli sguardi e ci siamo riconosciuti subito, nonostante i molti anni trascorsi dalla fine della scuola; “cazzo, è incredibile, Squalo!” ho gridato.La verità è che un naso come quello di Squalo non si può dimenticare: un arnese spropositato , un’appendice appuntita che gli ha valso il simpatico nomignolo e che ai tempi del liceo lo faceva disperare ma tutto sommato era giusto così perché Squalo, è sempre stato fin da ragazzo una persona spregevole.Abbiamo parlato per un po’ ma giusto pochi minuti, detto le solite trite banalità di due che non si vedono da molto tempo ma che allegramente se ne infischiano di rivedersi e poi ognuno se ne è andato per la propria strada.Tornando verso casa mi sono detto che Squalo non è poi tanto cambiato in tutti questi anni: a parte il naso che resta sempre lungo come l’ obelisco lateranense, il carattere è sempre lo stesso e cioè quello di un fascistoide figlio di papà e grande pezzo di merda, forte con i deboli e debole con i forti.Dimenticavo però un particolare importante: quando ci siamo incontrati Squalo non era da solo, una bellissima ragazza dal volto delicato incorniciato da capelli biondi e lisci era infatti con lui e lui, il gran pezzo di merda, me la ha presentata come sua moglie.In quei pochi minuti mi trapanava il cervello quella solita domanda che trapana il cervello di noi maschi quando vediamo una donna bellissima e probabilmente innamorata con un gran pezzo di merda, tra l’altro brutto o quanto meno non più bello di noi.Ma la domanda facilmente intuibile sapevo che non avrebbe avuto risposta e così gettando vaghe rabbiose maschili occhiate alla consorte dello Squalo mi sono accorto che la signora era in stato interessante: sì, proprio così, di lì a pochi mesi uno squaletto probabilmente ancora più stronzo del padre sarebbe venuto al mondo.Allontanandomi da quell’idilliaco quadretto marino, un ricordo lontanissimo di quel signore mi è tornato in mente, come se un relitto incrostato da strati e strati di alghe risalisse in modo inaspettato e portentoso sulla superficie dell’Oceano.Credo che il fatto sia avvenuto in seconda liceo ma non ricordo il nome della ragazza di cui Squalo era perdutamente e senza speranza innamorato: ricordo invece la sua disperazione per l’amore non corrisposto, i suoi vani ridicoli tentativi ed infine la sua rabbia sorda e vendicativa quando ormai si era reso conto anche lui che non c’era niente da fare.La vendetta fu consumata nel modo seguente: durante l’ora d’educazione fisica delle ragazze, noi maschi stavamo in classe; in una di quelle ore, Squalo, esasperato come non mai e maledicendo ad alta voce la ragazza refrattaria alle sue avances, cominciò a frugare nello zaino che lei aveva lasciato incustodito.Avuto tra le mani il diario, cominciò a sfogliarlo scoprendo ben presto tra quelle pagine il nome ricorrente di un altro ragazzo ed allora fu sopraffatto da una furia distruttrice: come un ossesso cominciò a strappare le pagine in minuscoli pezzetti e a gettarli per aria ma poi, scoprendo che la ragazza conservava petali di fiori tra quei fogli, smise di strappare la carta e sghignazzando e dicendo “Te li do io i fiori!” inserì la sua appendice inferiore tra quelle povere pagine con un seguito che è facile immaginare. Sono tornato a casa quasi ridendo e mia sorella mi ha guardato in modo strano come per dirmi “ Fratello che cazzo hai?”, poi però il sorriso mi è scomparso dal volto perché ho pensato che Squalo non è cambiato affatto in tutti questi anni, no non può essere cambiato, eppure quella donna lo ha sposato, eppure aspettano un figlio: ho continuato a pensare e ripensare a questo e poi ho smesso perché non riuscivo veramente più a ridere e anzi cominciavo pure a star male.
Squalo
Qualche giorno fa a sorpresa ho incontrato Squalo.Io camminavo come al solito perduto nel mio labirinto di pensieri, lui mi veniva incontro dalla parte opposta: abbiamo incrociato gli sguardi e ci siamo riconosciuti subito, nonostante i molti anni trascorsi dalla fine della scuola; “cazzo, è incredibile, Squalo!” ho gridato.La verità è che un naso come quello di Squalo non si può dimenticare: un arnese spropositato , un’appendice appuntita che gli ha valso il simpatico nomignolo e che ai tempi del liceo lo faceva disperare ma tutto sommato era giusto così perché Squalo, è sempre stato fin da ragazzo una persona spregevole.Abbiamo parlato per un po’ ma giusto pochi minuti, detto le solite trite banalità di due che non si vedono da molto tempo ma che allegramente se ne infischiano di rivedersi e poi ognuno se ne è andato per la propria strada.Tornando verso casa mi sono detto che Squalo non è poi tanto cambiato in tutti questi anni: a parte il naso che resta sempre lungo come l’ obelisco lateranense, il carattere è sempre lo stesso e cioè quello di un fascistoide figlio di papà e grande pezzo di merda, forte con i deboli e debole con i forti.Dimenticavo però un particolare importante: quando ci siamo incontrati Squalo non era da solo, una bellissima ragazza dal volto delicato incorniciato da capelli biondi e lisci era infatti con lui e lui, il gran pezzo di merda, me la ha presentata come sua moglie.In quei pochi minuti mi trapanava il cervello quella solita domanda che trapana il cervello di noi maschi quando vediamo una donna bellissima e probabilmente innamorata con un gran pezzo di merda, tra l’altro brutto o quanto meno non più bello di noi.Ma la domanda facilmente intuibile sapevo che non avrebbe avuto risposta e così gettando vaghe rabbiose maschili occhiate alla consorte dello Squalo mi sono accorto che la signora era in stato interessante: sì, proprio così, di lì a pochi mesi uno squaletto probabilmente ancora più stronzo del padre sarebbe venuto al mondo.Allontanandomi da quell’idilliaco quadretto marino, un ricordo lontanissimo di quel signore mi è tornato in mente, come se un relitto incrostato da strati e strati di alghe risalisse in modo inaspettato e portentoso sulla superficie dell’Oceano.Credo che il fatto sia avvenuto in seconda liceo ma non ricordo il nome della ragazza di cui Squalo era perdutamente e senza speranza innamorato: ricordo invece la sua disperazione per l’amore non corrisposto, i suoi vani ridicoli tentativi ed infine la sua rabbia sorda e vendicativa quando ormai si era reso conto anche lui che non c’era niente da fare.La vendetta fu consumata nel modo seguente: durante l’ora d’educazione fisica delle ragazze, noi maschi stavamo in classe; in una di quelle ore, Squalo, esasperato come non mai e maledicendo ad alta voce la ragazza refrattaria alle sue avances, cominciò a frugare nello zaino che lei aveva lasciato incustodito.Avuto tra le mani il diario, cominciò a sfogliarlo scoprendo ben presto tra quelle pagine il nome ricorrente di un altro ragazzo ed allora fu sopraffatto da una furia distruttrice: come un ossesso cominciò a strappare le pagine in minuscoli pezzetti e a gettarli per aria ma poi, scoprendo che la ragazza conservava petali di fiori tra quei fogli, smise di strappare la carta e sghignazzando e dicendo “Te li do io i fiori!” inserì la sua appendice inferiore tra quelle povere pagine con un seguito che è facile immaginare. Sono tornato a casa quasi ridendo e mia sorella mi ha guardato in modo strano come per dirmi “ Fratello che cazzo hai?”, poi però il sorriso mi è scomparso dal volto perché ho pensato che Squalo non è cambiato affatto in tutti questi anni, no non può essere cambiato, eppure quella donna lo ha sposato, eppure aspettano un figlio: ho continuato a pensare e ripensare a questo e poi ho smesso perché non riuscivo veramente più a ridere e anzi cominciavo pure a star male.