Labyrinthe

...alla ricerca delle mie vite passate...


Le sedute previste furono dieci, della durata di un paio di orecaduna, anche se poi non fu mai così, perchè finita la sedutavera e propria ci fermavamo a commentarla, a dir la verità, lui non prese mai una posizione e non espresse mai un giudizio (fa parte della loro etica).La tecnica usata per questa "terapia" viene chiamata"auditing" che in teoria serve per seguire chi ha disturbimentali (all'incirca la stessa tecnica che normalmente vieneusata da uno psicanalista), ed anche per chi soffre dimalattie psicosomatiche...io non ho mai sofferto di questeultime..ma di sicuro, disturbi mentali ....tanti...quindi erosicuramente pronta all'esperimento.Mi viene spiegato molto chiaramente che la "regressione"(il ritorno in altre vite vissute), potrebbe anche non avvenire,tutto dipende dal soggetto in esame (che sarei io, mi sento una cavia da esperimento...ma non importa).Questa tecnica non prevede l'ipnosi, che altrimente,dovrebbe essere seguita, durante tutte le sedute, da unmedico, ma prevede il raggiungimento del massimo rilassamento possibile (la qual cosa molto difficile per me,ma ho cercato di usare tutta la mia buona volontà, affinchètutto potesse svolgersi al meglio).Un battito di mani, dà inizio alla seduta e a questa specie di  "trance" in cui si cade, poi cominciano le domande cantilenanti, con un tono di voce pressochè sempre uguale(oserei dire monotono), lo stesso battito di mani terminerà la seduta.Le sedute mi portavano ricordi a cui non pensavo più da anni,oserei dire che per me non esistevano proprio più. La cosapiù strana è che li vivevo con una nitidità impressionante,con un'insieme di particolari che aveva dell'incredibile, financo (non fatevi condizionare, io ho anche moltaimmaginazione) a sentire i profumi. Erano ricordi, che quasisempre mi riportavano a me ragazzina, quindi almeno 40 anni fa.A volte ricordando, mi bloccavo su qualche immagine e nonriuscivo più a proseguire, allora mi arrivava la sua vocepetulante : "perchè ti sei fermata? prosegui..cosa te lo impedisce?"  immersa nei miei fotogrammi rispondevo"non so, ma non riesco ad andare avanti" e sempre mi arrivava il suo ordine "torna indietro, riprendi il ricordo",e andavamo avanti così, fin quando con mio stupore,il "film" scorreva.Le sedute proseguivano, i ricordi affluivano, piacevoli o meno,tutto era molto interessante, curioso, strano...ma quelloper cui io avevo cominciato tutto questo...non arrivava...