Labyrinthe

...alla ricerca delle mie vite passate...


Prima di continuare il mio racconto e anche per poterlo sveltire, darò un nome al mio interlocutore di sedute, anche perchè, le sue domande diventavano sempre più pressanti, man mano che io ricordavo... Basterà anche soloun'iniziale, e quindi lo chiamerò R.Mentre percorro la strada che mi porta verso quel "porticciolo", laggiù in fondo, il mio passo si fa sempre più veloce, sento la voce di R  "perchè vai così veloce", mi chiede, "c'è un uomo che mi aspetta a casa" rispondo iosenza esitazioni."lo conosci?" incalza ancora R "certo che lo conosco" èla mia subitanea risposta....Intanto arrivo presso i pescatori, li vedo nel loro lavoro,poi svolto a sinistra e comincio ad arrampicarmi per la sdrada in salita che mi porta alla mia casa, ormai la mia è quasi una corsa, ho fretta, ho come la sensazione che mi manchi il tempo per poter fare qualcosa, che ancora non so.Finalmente, un giardino, il mio giardino, una fontana, la oltrepasso, vedo la scalinata dove si apre un patio...ci arrivomi inoltro e sono in un ambiente abbastanza grande :colonne intorno, al centro un pluvio (credo si chiami così,quella specie di vasca che si trovava nelle abitazioniromane), c'  è un altra scalinata là in fondo...Ancora sento la voce di R "dove stai andando adesso?", io non ho incertezze "nella mia camera da letto, lui è lìmi sta aspettando".Nel frattempo però qualcosa è cambiato in me, c'è irritazione,mille domande mi si affacciano alla mente e finalmente, sono lì, e lo vedo, seduto sul davanzale di una finestra...La sua gamba sinistra ben appoggiata al pavimento, l'altrapiegata e lievemente sollevata, seduto così mi dà il profilo...Mi colpiscono dei particolari, tende che si gonfiano al vento,un'anfora alla mia destra, uno specchio (si può dire ossidato,quando lo specchio ha tutte quelle macchie come se fossevecchissimo?), dietro a lui oltre la finestra il mare e una navealla rada....E' un attimo e lui si gira, mi ha sentita, mi sorride, due occhiscanzonati, un pò di barba, è un militare lo so...un militare romano...adesso so anche perchè ero e sono così "arrabbiata"con lui, quella nave lo sta aspettando e lui se ne andrà,in me adesso un senso di angoscia...vorrei fargli tantedomande, ma tutto resta lì, congelato in un sorriso...R continua a fare domande, a volte rispondo, a volte no,mi limito a continuare il mio raccontoR "perchè sei arrabbiata" chiede "perchè se ne va, in fondoio conto ben poco" rispondoR "perchè sei angosciata?" chiede ancora "perchè io so che non tornerà"  è come se ne avessi la certezza.R mi chiede una data, che io sull'onda del ricordo dico e luila scrive nella sua cartellina con tutte le altre mie follie...Il solito battito di mani mi riporta alla realtà, mi riporta allamia vita attuale...o forse mi sveglia da un sogno....chissà...Quella sera, quando R volle sapere se avessi avuto l'impressione di aver vissuto veramente tutto ciò che avevoraccontato, gli risposi di si ma aggiunsi anche questa frase(che lo disorientò un pò, perchè lui crede a queste cose,ioinvece non ne sono certa)...vedi R, e con un gesto gli indicaitutti i libri raccolti nei miei mobili, in fondo non ho fattoaltro che raccontarti un pò delle mie letture, quello che il mio cervello (ben poco) ha elaborato....Discutemmo molto, anche se poi alla fine ognuno restòpadrone delle proprie idee, emozioni o meglio sensazoni.Ma su una cosa non discutemmo, sulla nostra amicizia nata così, in questa maniera un pò strana.Abbiamo poche occassioni di vederci, ma quando succedeci è rimasto il piacere dello scambio di opinioni...