Labyrinthe

ARACNE


Fra i diversi nomi dei miei nik,che ho in giro per la rete, uno più di tutti,mi è caro: ARACNE.Non che io ami i ragni, anzi oserei dire di averne una verae propria fobia, ma da brava Ariete, tanto quanto una cosami terrorizza, tanto devo combatterla in qualche maniera,quindi qual' è la cosa migliore se non cominciare ad accostarmene assumendone il nome e cercando di approfondire l'argomento?Il mito greco racconta che Aracne era una giovane fanciulladella Lidia, figlia di un tintore. Secondo la leggenda che visi ricollega, Aracne era famosa per i suoi talenti di tessitricee ricamatrice. I suoi lavori erano così belli, che tutte leninfe dei dintorni venivano ad ammirarli.Si diceva che fosse stata iniziata dalla stessa Atena, che oltre ad essere una temibile dea guerriera, era anche la patrona delle filatrici e delle ricamatrici. Tuttavia Aracneapparentemente non interpretava le sue doti in questomodo. A chi voleva capire, ella diceva di avere un dono edi non dover nulla ad Atena. Per provare la sua buona fede,ebbe l'idea di sfidare la dea, che le apparve allora sotto le spoglie di una buona vecchia e le consigliò di dimostrarepiù umiltà e di non vantarsi di tali doni e talenti di frontead Atena, nota per il suo carattere tanto suscettibile.Aracne, ignara di quanto accadeva, si mise a lanciare insulti nei riguardi della dea.Irata, Atena si mostrò quindi sotto le sue vere spoglie etessè di fronte d Aracne un superbo arazzo che rappresentvai 12 dei dell' Olimpo, sottolineando la loro supremazia sututti i mortali che avevano voluto sfidarli. Ma Aracne non si lasciò impressionare e, a sua volta, tessè un arazzo non meno superbo, che rappresentava gli amori adulteri dei12 dei dell' Olimpo, volendo così evidenziare e mettere inmostra le loro debolezze. Furiosa, Atena distrusse l'opera diAracne che, per disperazione, si impiccò. Ma proprio primache "passasse a miglio vita", Atena le impedì di moriretrasformandola in un ragno e condannandola a tessere lasua tela per l'eternità.
Molto spesso però nella leggenda di Aracne si vede una rappresentazione dell'ambizione che acceca o dellamegalomania. Inoltre, numerose osservazioni scientifiche di questo animale tendono a provare che,se ai nostri occhi le abitudini amorose del ragno sono a volte di dubbio gusto -la femmina di alcune specie hala tendenza a divorare il maschio dopo l'accoppiamento- le sue.qualità materne non lasciano dubbi e la tessitura della tela è una vera e propria meraviglia della natura.Da dove proviene allora quel terrore istintivo, quellarepulsione ancestrale e l'incontrollabile disgusto chela maggior parte delle donne, in particolare, provaquando vede un ragno?E' forse perchè la sua tela ricorda  i pensieri che anche loro tessono, giorno dopo giorno, e che sannorendere reali, e il sangue freddo che sanno dimostrarein circosanze in cui spesso gli uomini perdono la bussolae cedono al panico o alla violenza?
Nessuno lo sa. Ma una cosa è sicuramente certa: se sianalizzano le diverse credenze relative al ragno ci sirende conto che non è stato sempre così, in quantomolti di loro sono di buon auspicio e, nel passato,hanno giocato spesso un ruolo protettore e beneficonell'animo dei nostri antenati. Una delle credenze piùnote vuole che non si debba mai cacciare un ragnoche entra in casa: tale animaletto porta, infatti, buonasorte e scacciarlo o, peggio ancora, ucciderlo equivarrebbe a rifiutare la fortuna. Più il ragno ègrande, maggiore sarà l'effetto benefico.