...qualche domenica fa...deciso che volevamo (io equalche altro amico) andare a trovare la figlia diamici che, aveva optato per fare la stagione aMorgex in un albergo-ristorante, abbiamo intrapreso il viaggio....Piccola passeggiata prima del pranzo e qualchefoto (è proprio una malattia, come i "giapu", immortalare ogni cosa), ma a volte merita...
...in fondo portarsi a casa questa marea di colori, ècosì piacevole....
...ancora qualche foto e poi pranzo, ma che pranzo!!!Abboffata, non poteva essere altrimenti, amo ipiaceri della tavola, quando meritano...poi la domanda, ma prima di ritornare a passeggiare un posto persmaltire c'è??? Ma sicuramente, c'è un bel giardino conalberi da frutto e pini e sedie a sdraio...perfetto, quelloche fa per noi...tutti fuori...Piccola pennichella, sdraiati, "stravaccati" all'ombra diun pero, profumo di resina di pino, il sole che accarezzapassando incosciente tra le foglie, un venticello tiepido...dormi-veglia, una musica che proviene dall'interno...unparadiso...Il chiacchierare dei miei amici, mi arriva da distante,non presto attenzione, poi, all'improvviso, uno di loro: "che fai dormi?" "a dir la verità non so, sonoin relax più completo, che vuoi", rispondo un pò annoiata."ma senti, noi che siamo esoterici" e ride "perchè non andiamo a vedere la mostra di una mia amica, cheespone quadri della Santeria afro-cubana?"Così all'improvviso sono completamente sveglia edinteressata, è una cosa da fare assolutamente...Nessuno di noi conosce qualcosa della Santeria, amaggior ragione è qualcosa da fare.
...ci alziamo tutti e andiamo a smaltire passeggiando,nel contempo decidiamo i dettagli per andare a vederel'esposizione delle tele
...scopriremo poi che era una Collettiva d'Arte Contemporanea, intitolata Oltre il Bluespongono solo donne, opere strordinarie edinusuali, oltre le nostre aspettative...ma la sala che mi attrae di più, è, neanche a dirlo,quella sulla Santeria e l'artista merita.
MARIA GIULIA ALEMANNO in seguito avrò il piacere di conoscerla personalmente,scambiandoci infomazione, lei piacevolissima edestrosa.A piè di una sua pubblicazione si trova scritto:"Ricorda, l'ispirazione non conosce confini." mi ha detto un giorno a Cuba un'anziana signora dagli occhi piùprofondi dell'oceano.Per questo ho trasformato i lunghi capelli di una donna nelmare dove naviga il veliero dei nostri pensieri, unsussegguirsi verdeazzurro di onde che incorniciano ilprofilo di una sirena, di una polena, forse Yemayà, laGrande Madre, regina dell'acqua salata, nel cui ventreruota l'universo.Yemayà, avventurosa e libera, lascia i caldi fondalidei Caraibi e, tra le acque basse delle mie risaie, incontra le donne che abitano i luoghi della mia fantasiae della mia infanzia, i miei mari a quadretti, le mie colline ondulate.Cuba e il Piemonte, L'Avana e Crescentino.Magicamente, Yemayà da noi scopre la tavolozza delle"Quattro Stagioni": i verdi teneri della primavera, leestati gialle e pesanti di grano, i rossi dell'autunnoed il bianco della neve in risaia, mai neppure sognata.E' sullo sfondo della Rocca di Verrua Savoia, che laGrande Madre abbraccia le donne della mia terra e,serena, sorride. Maria Giulia Alemanno