.......l' etimologia del tradimento sembra essere :Tradisco deriva dal latino trado. Trado è termine composto di due morfemi, trans e do (=dare). Il prefisso trans implica un passaggio e, infatti, i significati originari di trado hanno tutti a che vedere con un dare qualcosa che passa da una mano all'altra. Trado può così significare l'atto di consegnare in mano a qualcuno (in custodia, protezione, castigo), l'atto di affidare per il comando, o l'insegnamento, il dare in moglie, il vendere, ovvero il tramandare. Nella forma riflessiva se tradere il verbo sta a significare "l'abbandonarsi a una persona, il dedicarsi a una attività".E' interessante notare come come il "nome agentis" traditor possa significare sia "traditore" sia "colui che insegna". Questa doppiezza è interessante per questa raccolta di riflessioni perchè come avremo modo di vedere in seguito, il tradimento può avere appunto lo scopo di insegnare maggiormente, ma non solo, proprio a colui che ha tradito con piena e compiuta consapevolezza.Col tempo tradire è divenuto l'opposto del suo significato originario. Com'è accaduto che da una accezione positiva si sia passati ad una negativa? L'inversione risiede nella sua latinità e forse nell'uso nel linguaggio militare. Il significato originario di passaggio, consegna, può avere come oggetto il nemico, l'atto di consegnarsi al nemico, la resa, delle armi, della città, e di farlo appunto tradendo.Antitetico dunque, e dolorosamente dialettico ci si mostra il tradimento. Diciamo ad esempio che un traduttore ha tradito il pensiero di un autore, che lo ha travisato, lo ha falsato. Altrettanto legittimamente diciamo che un gesto ha tradito il pensiero nascosto di chi lo ha compiuto, lo ha rivelato, ci ha detto la verità. Il falso come tradimento, ma anche l'autentico come tradimento. E' proprio questa sconcertante ambiguità che in qualche modo ha finito col restituire a questo verbo un pò della sua originaria positività. Ed è questa ambiguità che ci permette di affermare che si può tradire senza tradire, mancare a un patto ma in nome di una fedeltà più alta e profonda: quella di essere noi stessi
Leggendo qua e là si può imparare che ........
.......l' etimologia del tradimento sembra essere :Tradisco deriva dal latino trado. Trado è termine composto di due morfemi, trans e do (=dare). Il prefisso trans implica un passaggio e, infatti, i significati originari di trado hanno tutti a che vedere con un dare qualcosa che passa da una mano all'altra. Trado può così significare l'atto di consegnare in mano a qualcuno (in custodia, protezione, castigo), l'atto di affidare per il comando, o l'insegnamento, il dare in moglie, il vendere, ovvero il tramandare. Nella forma riflessiva se tradere il verbo sta a significare "l'abbandonarsi a una persona, il dedicarsi a una attività".E' interessante notare come come il "nome agentis" traditor possa significare sia "traditore" sia "colui che insegna". Questa doppiezza è interessante per questa raccolta di riflessioni perchè come avremo modo di vedere in seguito, il tradimento può avere appunto lo scopo di insegnare maggiormente, ma non solo, proprio a colui che ha tradito con piena e compiuta consapevolezza.Col tempo tradire è divenuto l'opposto del suo significato originario. Com'è accaduto che da una accezione positiva si sia passati ad una negativa? L'inversione risiede nella sua latinità e forse nell'uso nel linguaggio militare. Il significato originario di passaggio, consegna, può avere come oggetto il nemico, l'atto di consegnarsi al nemico, la resa, delle armi, della città, e di farlo appunto tradendo.Antitetico dunque, e dolorosamente dialettico ci si mostra il tradimento. Diciamo ad esempio che un traduttore ha tradito il pensiero di un autore, che lo ha travisato, lo ha falsato. Altrettanto legittimamente diciamo che un gesto ha tradito il pensiero nascosto di chi lo ha compiuto, lo ha rivelato, ci ha detto la verità. Il falso come tradimento, ma anche l'autentico come tradimento. E' proprio questa sconcertante ambiguità che in qualche modo ha finito col restituire a questo verbo un pò della sua originaria positività. Ed è questa ambiguità che ci permette di affermare che si può tradire senza tradire, mancare a un patto ma in nome di una fedeltà più alta e profonda: quella di essere noi stessi