Creato da: a.benassi il 10/08/2006
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Ritorno a Lisergic Point - ovvero nuovissime dall'Erdigheta

Post n°81 pubblicato il 25 Maggio 2010 da a.benassi

Ci risiamo, ci si riprova, questa volta non ho la scusa della gamba rotta, e quindi mi tocca proprio sgattonare nel viscido ventre del Matrix. Alla fine siamo in tre, io e Luca Grillandi dalla Romagna, Paolo da Roma. Devo dire che lungo le ore passate in discesa verso il sifone, ho sperato che in fondo fosse ancora chiuso, che l'inverno orrido avesse definitivamente sigillato il posto. Invece niente, dopo appena cinque ore dall'ingresso, lui era li ad attenderci. Sembrava anche contento di vederci, noi molto meno. Il problema poi non è tanto fare la bustina da tè nella melma, il problema è che dopo continua molto simile a prima. Intendiamoci, ti fa passare, quello è ovvio, altrimenti come farebbe a fregarti, adesso ti fa anche scendere, qualche pozzo, meandro in discesa, ma quando dici, adesso diventa comodo, deve diventare comodo, niente, lui come nulla fosse torna uguale a sei ore prima e ti costringe a sgattonare tra le lame. Dall'ultima punta di Valerio, Luigi e Paolo, siamo scesi forse altri cinquanta metri, cento metri di meandro circa. Poi il sonno delle 2 di notte, il freddo del bel meandro bagnato, pure franoso, e la tristezza di non aver trovato ancora un posto dove fare un campo, ci hanno consigliato di ritornare verso la vita. La grotta ovviamnete continua, fermi su un saltino, forse uno sfondamento su un'altro meandro, boh, qualcosa del genere. Punta sempre verso Pian della Faggetta, NNE, profondità stimata oltre i 350, verso i 400. Questa volta ha dato i numeri pure l'altimetro. Pillola rossa e poi fuori, in qualcosa come dodici ore di ininterroto strisciare. Luca era alla prima esperienza nei meandri Lepini, e la cosa lo ha seriamente perplesso, ma devo dire che nonostante l'abitudine il posto comincia a mettere a dura prova i nervi. La prossima volta Valium per tutti... oddio ho detto la prossima volta... Come al solito abbiamo promesso di non frequentare più posti così ostili alla vita, ma ho paura di pensare, che arriverà un giorno in cui risalendo da non so quale fondo, davanti al sifone, mi verrà da dire 'beh, ormai siamo fuori...'  allora quel giorno la follia del Matrix sarà completa.

 
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Di ritorno dal Laos...

Post n°80 pubblicato il 05 Marzo 2010 da a.benassi

E' rientrata il 28 febbraio la spedizione Italo-Francese in nella regione del Khammuane. Quest'anno in Laos sembrava esserci un mezzo raduno speleologico, nei primi mesi dell'anno, il culmine della stagione secca, giravano ben nove diversi gruppi speleo: italiani, francesi, rumeni, inglesi, tedeschi, praticamente mezza europa. Solo il nostro gruppo ha avuto un picco di trenta persone tra speleo e speleosub che mancava solo un Gran Pampel a fine serata. In tutti i casi il numero degli speleologi e direttamente proporzionale ai chilometri di grotte che ancora si trovano. Nonostante siano ormai quasi vent'anni che le esplorazioni sono riprese, il carso laotiano è ancora generoso. Le aree ancora completamente inesplorate non mancano, anzi aspettano. Anche noi nel nostro piccolo qualcosa abbiamo riportato a casa: circa dieci i chilometri di esplorazione, con la bella Tham Pha Lom di oltre 2,5km per +270, che continua, una buona prosecuzione di 2,5 km nel sistema del Nam Koang che arriva così a circa 9km di esplorato e tante altre grotte molto promettenti, lasciate per il futuro, fermi su pozzi o traversi in galleria.
Come si vede bene nelle belle foto di Jean Micheal, le dimensioni in Laos sono sempre generose e trovare un strettoia è una vera impresa, ma certo che la grande galleria fossile della Tham Luang, con i suoi oltre 100 metri di larghezza per 70-80 di altezza, lunga oltre mezzo chilometro, è una bella esagerazione, praticamente in buona posizione tra gli spazi vuoti più grandi del pianeta. La grande galleria fossile di Tham Luang nel sistema del Nam Koang, Ban Vang Viyeng

 
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Nuove dall'Erdigheta (versione di Paolo)

Post n°79 pubblicato il 07 Ottobre 2009 da a.benassi

"Matrix. Ti interessa sapere di che si tratta? Che cos'è? Matrix è ovunque. È
intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando
ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai
al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è
stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. Quale verità? Che tu
sei uno schiavo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una
prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per
la tua mente. Nessuno di noi è in grado, purtroppo, di descrivere Matrix agli
altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è..." E io continuerei: Dovrai
sperimentare da te, con le tue sole forze cosa significa scendere giù
all'Erdigheta, strisciare per un meandro stretto, fangoso, infinito e ritrovarti
davanti ad una condotta merdosa, allagata e che ti chiama e ti dice con forza,
dai se hai coraggio supera la frontiera! Passa ancora una volta il limite,
sperimenta l'ignoto, in un viaggio profondo, un viaggio dentro i meandri della
tua psiche, nel tentativo di capire qualcosa di più di te, dei tuoi limiti,
delle tue origini, del tuo essere dentro le viscere della montagna...
A decidere di guardare in faccia alla realtà siamo in 3: io, Valerio Olivetti e
Luigi Russo, tre pazzi, incoscenti, folli!!!
Eppure, dal rilievo sembrava semplice, si trattava solo di scendere giu al ramo
Matrix dell'Erdigheta, passare uno pseudo-sifone e proseguire le esplorazioni
nella speranza di intercettare un mitico affluente che parlasse di acque dal
vicino abisso Consolini e scivolare poi giu nei fantasmagorici vuoti sotterranei
al di sotto di Pian della Faggeta... Che film che mi sono fatto?? Che c'era in
quella sigaretta che m'avete passato?? I rilievi, managgia ai rilievi!! Mi
fregano sempre, quando sto fuori, a casa seduto su un comodo divano, come ti
inculano! Sono proprio una grande fregatura ed invece di fissarli e sognarci
sopra, dovremmo sempre ricordarci che il rilievo è solo uno stupidissimo ed
insignificante disegno, una trappola, assolutamene incapace di rappresentare,
comunicare le difficoltà, l'impegno, la fatica che necessitano per la
progressione in grotta...
Entriamo alle 8 di sera e ci catapultiamo giu al fondo, sudo come un maiale, il
sudore gronda dalla fronte, sono fracico, daltronde si striscia nello stretto,
passaggi alti su meandro, sacco sempre ben stretto in mano, passiamo casa
Baggins, i tre salti Grazia- Graziella e Graziealcazzo, poi è la volta di
Strittola il tremendissimo meandro di Matrix! Si passa quindi a Sognando
California sempre meandro stretto, fino ad arrivare alla Sala Cavalli e poi al
Bivacco, un'ambiente reso piu umano, sarà perche ci sono materiali, fornelletto,
cibo e ben due succhi di frutta però con scadenza 2002, ci rendiamo conto che di
fuori il tempo passa ed a nessuno è più tornata la voglia di rivedere questi
posti... L'ultimo tratto di meandro è sempre stretto (una costante...) ma adesso
si aggiunge un'altra difficoltà, la fanga! E' un duro colpo per la psiche... per
non scivolare non posso fare altro che strusciare per bene sulle pareti del
meandro e cosi mi riempio di uno strato di fango, quello bello appiccicoso che
mi appesantisce terribilmente la tuta e non gli permette di traspirare, questo
significa che il freddo entrerà nelle mie ossa e non mi lascerà più, cazzo!!
Arriviamo allo pseudo-sifone, una condotta allagata. Ci siamo! Il
posto non è invitante, si affonda su uno strato di latte di monte e bisogna
procedere a carponi nella merdazza, poi la volta si abbassa, ci si deve
immergere nell'acqua ed inchinarsi per passare dall'altra parte, è il limite
dell'ultima esplorazione... Mi accorgo che Valerio e Luigi mi fissano, mi
guardano in silenzio, cosa vorranno da me? Cazzo!! Sono l'unico ad aver portato
con sè la muta! Sapevo che per andare a vedere quel postaccio non c'erano
alternative, però ora mi maledico, quanto avrei desiderato aver lasciato anch'io
la muta fuori e aver portato solo calzamaglia e maglietta, così era sicuro che
battevamo in ritirata!
Non ho alternative, procedo con un desolato spogliarello e mi infilo la muta,
poi mi diriggo verso la pozza, il passaggio è semplice, ci sguazzo dentro, poi
ancora un altro con la volta bassa, poi la condotta si alza, ci si mette in
piedi e riparte il meandro, grido agli altri che vado a dare un'occhiata,
percorro un tratto di meandro fino ad affacciarmi su un pozzo sarà una decina di
metri, ma bello largo e perfettamente rotondo. Mi prende l'entusiamo, la grotta
si allarga e continua! Torno indietro, avviso gli altri. E' ora di andare ad
esplorare!! LARGO AGLI ESPLORATORI!!

 
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Nuove dall'Erdigheta

Post n°78 pubblicato il 29 Settembre 2009 da a.benassi
Foto di a.benassi

Buongiorno a tutti. Il fine settimana passato siamo tornati, Paolo Turrini,
Luigi Russo ed io ad esplorare all'erdigheta, Ramo Matrix. Vi riporto una
relazione dell'uscita.
ciao,
Valerio

Come ci è venuto in mente dopo un'estate passata a pozzo della neve ad andare
all'Erdigheta non me lo spiego proprio. Posso solo dire che passare in una sola
settimana da Cul di Bove ai meandri tipicamente laziali dell'Erdigheta è
un'esperienze devastante nel fisico e nel morale. L'idea di tornare
all'Erdigheta è di Andrea Benassi e Paolo Turrini, le cui strane idee ormai
abbiamo incominciato tutti a conoscere. L'idea in particolar modo è di andare a
dare un'occhiata al punto dove finisce il meandro Matrix dove Marco Taverniti ed
io ci fermammo ben 7 anni fa. Quel giorno per noi un passaggio basso allagato
con una spanna d'aria poteva assomigliare molto bene ad un fondo. Il ramo Matrix
costituisce uno dei due rami in cui si divide la grotta, e si sviluppa in
direzione nord-est verso Pian della Faggeta, e pur non raggiungendo la
profondità e l'imponenza (sempre per standard laziali) dell'altro ramo ha la
particolarità che il suo fondo è il punto in pianta più distante dall'ingresso
ed è localizzato sulla carta topografica oltre la cresta del versante che
degrada verso Pian della Faggeta.
All'inizio dell'estate promettemmo di tornarci, ma in fondo speravo che la
promessa venisse dimenticata tra i larghi ed asciutti meandri matesini. Invece
settembre è arrivato e Paolo e Luigi Russo aizzati da Andrea bloccato a casa da
un infortunio sono tornati alla carica obbligandomi a mantenere la promessa.
Così sabato notte ci ritroviamo tutti e tre davanti allo pseudosifone. Il fango
è tanto, l'acqua non si capisce quanto sia profonda e purtroppo manca quel getto
d'aria che spegneva le carburo 7 anni fa. Paolo è l'unico con la muta. Infatti
la mia idea è quella di passare il sifone con calzamaglia e maglietta. L'idea
che mi sembrava furbissima a casa mentre facevo il materiale ora, al momento di
immergersi in acqua, diventava ogni minuto meno furba. Naturalmente avevo
convinto anche Luigi della furbizia dell'idea. Grazie all'esperienza acquatica
di Paolo riusciamo a convincerlo a mettersi la muta per andare a vedere che c'è
oltre il primo tratto allagato. Lui passa, senza troppi lamenti, e si allontana
dalla nostra vista immergendosi nel fango. Torna dopo qualche minuto urlando. La
grotta si allarga e si è fermato su un pozzo. Bellissimo! Pensiamo. Bruttissimo!
Pensiamo un secondo dopo guardando le nostre mute improvvisate. Non c'è scelta,
ci vestiamo, e ci buttiamo nell'acqua. Il sifone è un tratto rettilineo basso ma
largo 1-1,5 lungo circa 20 metri, con la volta che si abbassa due volte ad una
distanza di 20 cm dal pelo d'acqua. Ci troviamo tutti e tre dall'altra parte.
Il bagno non è stato così sgradevole, l'acqua non è fredda e siamo riusciti a
bagnarci non totalmente. Ma il problema come si dice non è il volo, ma
l'atterraggio. Infatti togliersi la roba bagnata, mettere quella asciutta, tuta
e attrezzi in un meandro pieno di fango senza un posto in piano dove mettere i
piedi, è stata la parte più noiosa e ci ha preso tantissimo tempo. Dopo circa
tre ore da quando siamo arrivati davanti al sifone siamo pronti per iniziare
questa esplorazione tanto voluta. Abbiamo trapano, 80/90 metri di corde, e 15
attacchi. Inizia ad armare Paolo, e subito ci accorgiamo che la grotta è
diventata più larga, e più verticale. L'ambiente è sempre quello di prima, un
meandro che ogni tanto si allarga in brevi pozzetti, ma tutti ampi, rotondi e
lisci. In breve finiamo corda e attacchi, e ci fermiamo davanti l'ennesimo
saltino, di circa 4 metri. Sono le sette del mattino, mangiamo qualcosa e
iniziamo a rilevare. Alle 12 siamo alla sala del (quasi)campo, dopo aver
ripassato il sifone e dopo il noioso cambio di vestiti, che adesso assomigliano
a delle palle omogenee di fango. Mangiamo qualcosa di caldo, e dopo un'ora
iniziamo il lento ritorno verso l'uscita attraverso meandri sempre uguali e
sempre stretti.
Alle 19 siamo fuori per goderci l'ultima luce del giorno. I lividi e i dolori
sparsi ci suggeriscono che la settimana prossima non saremo qui ad esplorare, ma
chi sa, magari una volta svanito l'ultimo livido c'è anche la possibilità che
torni la voglia di rinfilarsi qui dentro.
Note: Abbiamo rilevato 200 metri lineari, per una profondità tra 50/70 metri. La
circolazione d'aria era scarsissima in tutta la grotta, ma il comportamento era
quello invernale, con l'aria che entrava.

Rilievo

 
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Il Campo degli Uomini Liberi

Post n°77 pubblicato il 22 Luglio 2009 da a.benassi

campo base di q.2000l'ingresso della regina delle nevikaren infiniti sulle prokletijebivacco sul beljic

Le prime foto della Spedizione dal Montenegro. La stesura dei rilievi ci riserva già le prime buone sorprese! L'Abisso degli Uomini Liberi supera i -325! E se con una botta di culo continua come speriamo.... per ora ci accontentiamo di aver di lunga superato la precedente 'Via per Savino' -265, fatta dalle spedizioni polacche due anni fa e di essere tra le prime 7-8 grotte del Montenegro. A seguire Patagonia Express -95, poi -54, -52 ecc. ecc. fino ad arrivare a quasi 40 ingressi nuovi!

 

 
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Honduras nel Caos

Post n°76 pubblicato il 19 Luglio 2009 da a.benassi

Sono rientrato solo ieri, e leggo purtroppo con ritardo nelle e-mail brutte notizie dall'Honduras. Il nostro amico Jorge Yanez, responsabile della Federazione Speleologica Honduregna, nonchè direttore del Parco Eco Archeologico delle Grotte di Talgua e responsabile per l'Olancho dell'Istituto di Antropologie e Storia dell'Honduras, ci fa sapere che il velo di silenzio che ha avvolto questo colpo di stato nasconde situazioni che stanno evolvendo in modo drammatico. In particolare la situazione appare tesa e confusa anche fuori dalle grandi città, nello specifico la regione dell'Olancho e Catacamas la sua capitale, soffre l'essere città natale del deposto presidente, nonchè suo importante feudo elettorale.
Siamo stati molte volte in Honduras per esplorare, organizzare convegni, giocare ai piccoli esploratori, abbiamo molti amici da quelle parti, tra le montagne, nelle città, abbiamo spesso parlato di politica, cultura, ma adesso che le  cose non sono più gioco ma vita vera, non so proprio cosa si possa fare di utile. Forse solo non far passare la cosa sotto un assordante silenzio. Vi giro la e-mail di Jorge così come mi è arrivata, con l'invito a diffondere lo sdegno per un colpo di stato che nonostante sia stato condannato da tutto il mondo prosegue nella sua strada di 'normalizzazione' e censura.  L'Honduras è un piccolo paese, non ricco, non popoloso, neanche turistico, spesso apostrofato in modo dispregiativo come una delle 'repubbliche dalle banane'.
Solo che c'è un equivoco di fondo, chi pronunciava quella frase alla fine del '800 pensava che l'unica forma di stato dovesse essere la monarchia e che la repubblica fosse una cosa poco seria. l'Honduras è stato uno dei primi stati al mondo a scegliere la forma repubblicana, circa 100 anni prima che da noi in italia. Direttamente ispirato all'idea di stato laico e illuminista della rivoluzione francese. uno stato con tre poteri ben distinti come pilastri della democrazia. L'ultima volta che sono stato li, tre anni fa, ho visto interi paesi lottare e protestare contro la privatizzazione delle acque pubbliche. mentre assistevo alle dimostrazioni, non pensavo che avrei trovato lo stesso rischio in italia appena un anno dopo, ma con molta meno mobilitazione di piazza. Sono stato molte volte a casa di Jorge, conosco bene la sua famiglia, i suoi figli,  credo quindi di sentirmi emotivamente coinvolto. Penso anche però che chi crede che il destino democratico di un piccolo paese centroamericano non lo riguardi, sbagli di grosso. Chi crede che siano cose di america latina, forse confonde lo spirito dei luoghi con lo spirito del tempo che ci tocca vivere.
Andrea Benassi
S.O.S
Amigos, no habia podido comunicarme con ustedes por el aislamiento que he sufrido:
Despues del golpe de estado del 28 de junio a las 4:00am y que nos enteramos a las 6:00 am poque teniamos una actividad con la esposa del presidente a esa hora y en ese preciso momento ella recibio la llamada.
A partir de ese momento ha iniciado para nosotros una actividad que no tengo la minima idea cual sera el final. Junto a mis amigos Jeremias Lopez y Marlon Escoto formamos de inmediato un comite de resistencia que ha tenido mucho exito y mientras el ejercito invadia nuestra ciudad montamos una enorme protesta en la plaza central, actualmente nos hemos acantonado con mis amigos y una gran cantidad de personas que tambien han reacionado indignados por la traicion que hemos sido objeto por los golpistas el la entrada al departamento de Olancho justamente en Limones, hemos tenido que detener el trafico y hoy es el 4to. dia, mientras en las ciudades no se encuentra nada como leche, verduras, combustible e incluso los bancos ya no tienen recursos porque los transportes que movilizan el dinero no llegan. El caos es tal que la gente esta concentrada en sus casas y desde las ventanas asoma a veropicicopic
El lunes nos movilizabamos en 25 busus hacia la capital y el ejercito disparo contra 8 de los buses, perforandoles las llantas los cuales al momento que fuimos a comprarlas fueron decomisadas. Los medios de comunicacion en su mayoria son propiedad de los golpistas y nos dan informacion que conviene a ellos y si algun medio pretende dar la informacion como es, de inmediato lo cancelan. 
Llevamos 4 dias luchando de manera pasifica y nos informan que los demas medios internacionales los han bloqueado de manera que no tenemos ninguna informacion pero el el gobierno de facto dice que todo en Honduras esta normal..
Los actos terroristas que estan practicado son inimaginables, nos tienen sin energia electrica y no podemos movilizarnos pues punchan las llantas de los vehiculos y han impuesto TOQUES DE QUEDA desde las 6PM a las 6Am.
Yo he recibido muchas llamadas telefonicas por altos comandantes entre ellos dos coroneles del ejercito que hacia tres dias compartia con ellos en mi casa y me habian demostrado su amistad, hoy me han librado una batalla pidiendo que renuncie a mi postura asegurandome que no me traicionaran y que en vez de estar segun ellos perdiendo mi tiempo deberia estar en el trabajo, pero no he aceptado pues mi postura es y sera siempre la misma que PREFIERO MORIR DE PIE EN LA LUCHA, ANTES QUE SERVIR A LOS GOLPISTAS.
De mi trabajo come mi familia pero he puesto mi renuncia porque no estoy dispuesto a traicionar a mi pueblo.
Actualmente nuestras garantias constitucionales estan suspendidas y mi familia esta oculta y mis hijos no pueden salir para ir a la escuela, me han intervenido mi telefono y hacen llegar a mis hermanos y mis padres mensajes feos.
Ellos estan haciendo cualquier accion que pueda reprimir al pueblo, los alcaldes estan huyendo, no se encuentra ningun funcionario en la ciudad. No me puedo movilizar a solas porque me persiguen pero tenemos la esperanza que con el respaldo de los organismos internacionales y la presion de todo un pueblo que se ha tirado a las calles esto va a tener un final resuelto de acuerdo con nuestra lucha, de no lograr este objetivo tendre que abandonar mi pais con mi familia por persecusion politica de la que estoy siendo objeto.
 
El objetivo de escribir todo esto es para que nos ayuden a divulgar este tipo de informacion en los medios de su pais ya que pretenden silenciar las violaciones que estan sucediendo. Ya el Hospital mas grande que tiene Honduras se ha declarado impotente para atender a los heridos por el ejercito y la policia. La sensura esta siendo su fuerte.  
 
Espero poder tener otro contacto ya que este fue muy dificil, pronto le enviare algunas imagenes
 

Jorge A. Yanes

Catacamas, Olancho

Honduras, C.A.

Cel. 504-9980-0264

 
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Montenegro.... l'inizio promette bene

Post n°75 pubblicato il 19 Luglio 2009 da a.benassi

Scaglionati come i musicanti di Brema siamo rientrati in italia dalla spedizione nelle Prokletije (versante montenegrino delle alpi albanesi), posto enorme con potenziale esagerato. Nonostante le sole due settimane a disposizione i risultati non si sono fatti attendere. Dalla zona del Belijc dove avevamo deciso di impostare il nostro campo,  (un posto sperso a picco sui lapiez che condividevamo solo con lumache e toposauri ad oltre 2000 di quota) sono scappati fuori oltre 30 nuovi ingressi. Di questi circa una ventina sono stati esplorati e rilevati. Ne è venuta fuori una bella raccolta di pozzi a neve, era prevedibile, tappi e poco buoni dai 20 ai 50 metri di profondità, ma anche tre grottine da -50 circa  già strutturate con meandri e affini, un  -100 interessante, e dulcis in fundo un bel -300 circa con una incredibile sequenza di quasi 200 metri di verticali e bellissimi meandri pieni pieni di arrivi e giunzioni. Considerato che avevamo portato con noi circa 300 metri di corde e andavamo a naturali e spit, di più si faceva fatica a fare.  il discreto abisso è già diventato la grotta più profonda del massiccio nonchè una delle importanti del montenegro, ma considerato che sotto i piedi ci sono oltre 600 metri di potenziale... se il vento continua a girare bene il bypass per proseguire forse l'abbiamo già trovato. ci siamo dovuti fermare su pozzo dopo aver finito anche l'ultimo metro di corda, longe compagnia bella, ormai rimanevano solo le stringhe degli scarponi.  Considerato che questa si apre sotto i 2000 e che le cime superano i 2500 abbiamo di che sognare. Il ritorno è ovviamente già in cantiere, magari con qualche maglia della salute in più nello zaino, buona pure per incartare qualche chiodo da ghiaccio, visti 2 gradi scarsi, l'acqua fresca e l'abbondanza di granite sospese.

 
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Montenegro Underground

Post n°74 pubblicato il 23 Giugno 2009 da a.benassi

Stufi di fare danni sui Lepini abbiamo deciso di meritarci una pausa oltremare. A giorni, il 4 luglio, partiremo quindi per una prima spedizione in terra di Montenegro.  Ottimo posto dove cercare il vuoto, e non a caso qualcuno il posto lo bazzica. Per ora prevalentemente dall'europa orientale. Noi, dopo aver radunato l'eterogeneo gruppo dai quattro angoli d'italia in quel di Bar, ci dirigeremo verso il triplice confine con Kosovo e Albania, verso le Prokletjie, i Monti Maledetti. la nostra meta sarà l'altopiano del Belic, un simpatico posticino oltre i 2000 di quota, abbastanza nuovo  per essere in europa, tanto da essere bazzicato solo da un paio d'anni da spedizioni polacche. Il posto è grande, oltre 80 km2 ed il potenziale supera ovviamente i mille. Noi lanciamo i dadi e ci proviamo.

 
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Lepini profondissimi...

Post n°73 pubblicato il 26 Maggio 2009 da a.benassi

Ultime da Paolo...

 

Questo fine settimana siamo tornati all'ouso della Macchia, alias Pasquetta, per
continuare le esplorazioni del ramo Tribuna Politica.
Come sapete, la prosecuzione di Paquetta è stata trovata dal CSR l'estate scorsa
(http://www.circolospeleologicoromano.com/ultime/pozzo-della-macchia-pasquetta.h
tml
), poi in due punte estive siamo arrivati al fondo della grotta a circa
-400m. Queste due punte hanno visto la partecipazione di un folto numero di soci
del CSR ma anche di Andrea Benassi e della mia. Durante l'ultima di queste due
uscite, Benassi a -150m, risalendo la sommità di un meandro, ha individuato un
ramo fossile e constatato che presegue con un pozzo da scendere. A settembre
dell'anno scorso siamo tornati a dargli un'occhiata (Paolo Turrini, Anna
Pedicone Ciofi, Mirko Baldoni e Andrea Felici) ed abbiamo appurato, scendendo
una serie di pozzi, che il ramo presegue sempre in ambienti larghi e pur
correndo al di sopra dell'attivo non sembra finirci dentro.
Alla fine di settembre abbiamo fatto una punta al fondo della grotta per
eseguire il rilievo ed in quella occasione il sottoscritto ha disarmato un
tratto di grotta per un totale di 150m di corde e portato il tutto all'ingresso
del ramo fossile Tribuna politica. A novembre siamo tornati per continuare
l'esplorazione a Tribuna Politica, anche questa volta con un folto numero di
soci del circolo, ma in punta siamo arrivati solo io, Marco Di Bernardo e
Federico Sirtori ed io e Marco abbiamo continuato a scendere altri pozzi fino ad
atterrare alla base di una sala di grosse dimensioni ed affacciarci su ennesimo
pozzo. Poi sebbene il ramo sia completamente asciutto non siamo piu tornati per
tutto il periodo invernale, fino a questo fine settimana, quando abbiamo deciso
di riaprire le danze.
Una squadra di punta composta da Marco Di Bernardo, Paolo Turrini, Paolo
Dalmiglio, Federica Dellerma, Stefano Gambari + Valerio Olivetti, Federica e
Valentina del GSCAI, muniti di 140 metri di corde, attacchi trapano e batterie,
hanno sferrato un attacco micidiale al gigante dormiente... Più tardi, in
grotta, veniamo raggiunti anche da Maurizio Monteleone, Federico Sirtori e
Patrizia Marino. Le esplorazioni incominciano con un bel pozzo di una trentina
di metri, lo armo ma non senza qualche problema, poi comincio a scendere fino ad
arrivare a circa 5-10 metri dal fondo dove intravedo una finestra, faccio una
pendolata e mi infilo dentro. Dall'altra parte la sorpresa! Si entra in un
enorme pozzo che viene dall'alto, scendiamo altri 12m fino a raggiungere la sua
base, da qui parte un mandrino che però sfonda subito su un pozzo, ma non un
pozzo qualsiasi, un enorme immenso ciclopico pozzone profondo, anzi
profondissimo! Gettando un masso, risale dalle viscere della terra, un mostruso,
orrido, spaventoso eco, siamo tutti atterriti.... Ci facciamo comunque coraggio
e tiriamo fuori gli 80m di corda nuovi di zecca, armiamo con un'unica calata
tutta nel vuoto, la corda scompare nel buoio... Decidiamo che il privilegiato a
scendere il pozzone debba essere Paolo Dalmiglio, il quale incomincia a calarsi
lentamente, scendendo sempre piu giu, poi ad un certo punto ci grida quello che
nessuno poteva immaginarsi: la corda non basta!! mancano ancora una trentina di
metri e si intravede un gallerione o qualcosa del genere che parte per andare
chissà dove... A noi non ci rimane che vivere quel magico momento, un'emozione
fortissima, non è da tutti trovare un mega pozzone da 100m, ma siamo nel magico
mondo di Lepinia... Vedo Valentina, sono solo 6 mesi che ha fatto il corso di
speleologia ed ora alla prima uscita importante in grotta sta vivendo
un'esplorazione da favola, non poteva cominciare meglio la sua avventura
speleologica! Il ritorno è lento, siamo in tanti, decido di prendermela comoda,
non ho voglia di uscire dalla grotta, devo ancora smalitire tutta l'adrenalina
che ho in corpo...
Alla prossima,
hasta la victoria siempre!!

Paolo

 
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Ultime dall'Honduras

Post n°71 pubblicato il 12 Aprile 2009 da a.benassi

E' rientrata qualche giorno fa la microsquadra da due in prespedizione alla ricerca di nuove zone in Honduras. Il solito inossidabile Pollo (Giovanni Polletti) ormai Don Pojo per tutto il centro america da Bogotà a Cancun, in compagnia di un baldo giovane di buone speranze, Fabio Giacomello, hanno passato un mese a grufolare tra selve, macchie a afffini tra il dipartimento di Yoro, Franscisco Morazon ed il solito Olancho. Alcuni dei punti identificati in tante serate alcoliche aspettano purtroppo ancora di essere raggiunti, il mistero in honduras sembra spostarsi sempre una manciata di chilometri oltre. Probabilmente a chi abbia voglia di perdersi veramente di brutto tra le selve di Yoro, tra i monte dell'Armada e la catena del Rompiculo (si chiamano veramente così) si riveleranno situazioni molto interessanti. Per questa volta è rimasto il mistero e la certezza che di comodo non si trova nulla neanche a Yoro. Nuova scoperta invece a Pian Bonito. La capanna speleo ha resistito bene agli ultimi uragani, così come Ramon e tutta la sua famiglia. Tra una piantagione di caffè e l'altra è scappata fuori una bella grotta nuova nuova dove eravamo passati tante volte, sulla via della mitica Joya di Zacate. Ormai quella zona è diventata un bel puntaspilli di sistemi ingressi e affini, chissà che prima o poi qualcuno non trovi il mistico collettore che dal Resumidero ti sputa direttamente a Gualaco.

 
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