Creato da liberemanuele il 26/01/2009

Catallaxy

ordine spontaneo vs ingegneria sociale

 

 

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Alla radio ....

Post n°78 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da liberemanuele
 

Tornando per pranzo dal lavoro, ascoltavo alla radio la stazione che da più di un anno ha sostituito, tra i miei ascolti, Radio Radicale. Si tratta di Radio24, molte trasmissioni interessanti, utili, pochi fronzoli, e una chicca: Oscar Giannino.

Ma non è di questo programma che voglio parlare, ma di quello - non conosco il nome, quando esco alle 12,40 è già iniziato da un po' - che puntualmente uscito dall'ufficio, mi accompagna a casa con un sacco di informazioni sulla gestione del risparmio.

Oggi in particolare, durante la trasmissione, chiama una simpatica signora di Lucca, con uno spiccato accento toscano - che adoro - e parla delle sue vicende di investimento azionario. Investimenti superficiali, sbadati mi verrebbe da dire, basati su un rapporto di fiducia verso un consulente forse sprovveduto, forse in malafede.

Tra questi "sfortunati" investimenti - che hanno portato la signora in questione, in serie difficoltà -  c'erano l'acquisto delle azioni di Alitalia che  ... dal 2002 non fa utile! Lei si fidava: tra il consulente sbadato e l'apporto del Ministero dell'Economia, la signora era sicura che tali azioni fossero redditizie. D'altronde, diceva, se il governo continua vendere le azioni - in quanto titolare di una parte della compagnia - , non vorrà far perdere risparmio ai suoi cittadini .... qui casca l'asino!

Ecco tutta la nostra "ignoranza" e tutta la nostra cecità. Ma l'educazione civica, baluardo della pubblica educazione, ci inculca nel cervello che lo Stato siamo noi ... e noi faremmo di tutto per non farci cadere in certe trappole... La signora comprò le azioni anche perché - come ammetteva in trasmissione - voleva contribuire alla "italianità" della compagnia di bandiera...

Ecco come il governo, che a differenza degli enti privati è sempre in cattiva fede, ci mette in trappola: la retorica nazionale viene sfoderata - ricordiamocelo, anche l'Unione Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale scopre il nazionalismo dell'altisonante "Madre Patria", per pompare i propri soldati a combattere i nemici - per trarre in inganno i cittadini, per sacrificare loro e le loro proprietà ad un qualche ideale fasullo, con il vero obbiettivo di accrescere il proprio potere.

Non bastano tasse pazzesche e regolamentazioni che ambiscono a legiferare anche sull'aria che respiriamo. No! Lo Stato vuole tutto. A volte mi chiedo se il governo, inteso come macchina statale, sia vagamente autodistruttiva. In fondo perché distruggere i risparmi dei propri cittadini, quando siamo una delle nazioni più indebitate d'Europa. Chissà ... Una risposta può essere "per il controllo", ma sarebbe un ragionamento di breve periodo ... che quando si parla di Stato, ci sta tutto.

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Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
InVisigoth il 12/01/10 alle 22:57 via WEB
maledetto sia lo stato, meccanismo per cui alcuni vivono alle spalle di tutti gli altri...
 
 
liberemanuele
liberemanuele il 12/01/10 alle 23:25 via WEB
sempre sia maledetto ...
 
ITALIANOinATTESA
ITALIANOinATTESA il 15/01/10 alle 01:02 via WEB
La radio, come mezzo di comunicazione, risulta più positiva della TV. Oltre alle citate anche su RAI1 e RAI3 è possibile ascoltare trasmissioni interessanti sia sul piano culturale che informativo, anche economico.
Anche se ritengo che lo stato debba, comunque, provvedere alla solidarietà, in aiuto delle classi di popolazione più deboli e sfortunate, condivido il vostro pensiero che esso debba ridurre il suo intervento al minimo possibile.
 
 
liberemanuele
liberemanuele il 15/01/10 alle 09:14 via WEB
Da non violento, la solidarietà - al di fuori degli atti volontari e pacifici, che sono però "individuali" - non esiste. La solidarietà di stato, è macchiata dall'atto infame dell'estorsione forzosa del "frutto del nostro lavoro": questa è una schiavitù, moderata dalla maggiore quantità di capitale di questi tempi, null'altro. Ma la solidarietà, è un atto volontario - quindi egoista se vuoi -: solo così, oltre ad essere più efficace, è VERA.
 
   
ITALIANOinATTESA
ITALIANOinATTESA il 15/01/10 alle 23:43 via WEB
Di fronte ad una tragedia come quella di Haiti come si dovrebbe operare?
Io ritengo che con i mezzi tecnoloogici oggi disponibili dovrebbe operare una sola struttura internazionale che possa ottimizzare la gestione dei soccorsi e degli aiuti in generale.
Questo tipo di attività io considerò solidarietà.
A me da fastidio, ad esempio, la continua ricerca di contributi economici raccolti in mille rivoli, anche promossi da personaggi poco affidabili, che, ritengo, difficilemte arriveranno a destinazione.
Mi sono sempre chiesto, Emanuele, da quando avevo la tua età, che se tutte le persone in difficoltà avessero da mangiare e dormire, cioè il minimo per poter vivere, non sarebbe vantaggioso per tutti e lo "STATO" avrebbe meno motivi per giustificare l'oppressione anche degli altri suoi cittadini? ......e forse si ridurrebbe di moltissimo il problema delle carceri.
 
     
liberemanuele
liberemanuele il 18/01/10 alle 01:30 via WEB
Caro Mario, penso che su questo punto la pensiamo esattamente l'opposto, ma entrambi, ti assicuro, vogliamo la stessa cosa. Una sola struttura di potere che gestisca i soccorsi sarebbe una mostruosa macchina burocratica che farebbe davvero poco in proporzione alle ricchezze che assorbirebbe. Von Hayek diceva che la conoscenza è dispersa, ed è per questo che i pianificatori in economia fanno solo dei disastri, l'economia funziona solo grazie alla somma di azioni individuali che operano con tante e continue piccole correzione e che, ovviamente, possono fare solo piccoli errori. Ecco il punto! Il grande pianificatore fa grandi errori: una forza di soccorso internazionale rischierebbe solo di lasciare dei grandi buchi e sprecare energie preziose. La moltitudine degli aiuti invece permette di avere tanti piccoli aiuti la dove servono, garantendo quindi un' efficacia migliore. Ho trattato solo l'aspetto tecnico, dal punto di vista sociale una struttura del genere prefigurerebbe quel governo mondiale di cui tanti cospirazionisti parlano, una dittatura che con la scusa dell’ ”emergenza umana” e quindi dell’efficienza centralistica finisce per totalizzare la vita del pianeta. L'altro tema che hai toccato è il "pasto per tutti". Io non credo che, anche ammessa l'esigenza dello Stato, questo possa rientrare tra i suoi compiti. Innanzi tutto non è cosa buona mantenere i poveri nella loro condizione. Bisogna perciò capire quali sono le istituzioni per cui i poveri possono cercare di uscire della loro condizione e entrare in quella del benessere. Queste istituzioni si possono riassumere in quella della libertà. Quindi, in ultima analisi, se si vuole davvero contribuire alla lotta alla povertà si deve lottare per la libertà.
 
to_revive
to_revive il 15/01/10 alle 01:06 via WEB
Qui sono critica; ma come si fa a non informarsi? Fidarsi? Mi pare u discorso assurdo. Se devo investire i risparmi mi informo, leggo, mi documento e mi confronto con piu' di un broker finanziario. C'e' faciloneria, disinformazione, ignoranza ed in questo, scusa se te lo dico, gli italiani sono maestri. Per fortuna ci si affida ai giovani come te!
 
 
liberemanuele
liberemanuele il 15/01/10 alle 09:23 via WEB
Grazie ;-) Si, poi seguendo questo programma si capisce molto bene quanto siamo faciloni ... Però, per lo men a me, ha colpito che la signora si fidasse ciecamente dei prodotti dove vi fosse lo Stato, che per lei era una garanzia. Poi era chiaro: persino i giornalisti e gli esperti difficilmente trattenevano le risate sentendo le vicende "azionarie" della signora. Comunque oltre alla superficialità nel trattare i propri risparmi - che, intendi, è cosa gravissima anche secondo me - c'è una "fede malata" verso lo Stato.
 
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