Osiride è il dio tellurico della fertilità che vive, muore e resuscita come il grano e che rappresenta l'eternità del mondo vegetale. La ciclicità della morte e della sua resurrezione, oltre alla rinascita nel figlio Horo, fornirono le immagini per il succedersi al trono dei regnanti. La guerra per l'eredità inizia dopo la morte di Osiride, ma Horo riesce a sconfiggere Seth, il pretendente illegittimo (e assassino di Osiride) e a salire al trono. Osiride è il signore dell'Ade e presidente della corte che giudica i morti. Nel mito sono stati inseriti altri personaggi. Iside, moglie del dio, compiange il defunto e si prende cura del cadavere; dopo la sua morte ella concepisce il piccolo Horo e lo cresce tra grandi difficoltà. Una serie di singoli miti si intreccia con quello principale e i misteri delle versioni successive vengono ripresi e ampliati dalle comunità religiose ellenistiche.Anche se Osiride fu una delle figure più significative della religione egiziana, tanto che il suo culto influenzò quello diffusosi successivamente in tutto il bacino mediterraneo, l'Egitto non ci ha tramandato nessun mito coerente a lui riferibile. In realtà dobbiamo basarci su una serie di accenni sparsi – anche se numerosi – e a singoli motivi, cioè a varianti di carattere fiabesco-popolare (cfr. nn. 13-15). E solo grazie a Plutarco che possediamo la versione integrale. Tuttavia egli conobbe il mito quando già era disarticolato e fuso con le concezioni culturali greche.Plutarco, seguendo la consuetudine greca, diede di solito nomi di divinità greche agli dèi egiziani che, per le loro caratteristiche, presentassero affinità con l'Olimpo greco. Rà fu chiamato Helios, Geb divenne Kronos, Nut fu chiamata Rhea, Thoth, il dio dei messaggeri, fu chiamato Hermes; inoltre Seth fu identificato con Tifone e ad Hathor venne dato il nome di Afrodite. Nella nostra traduzione non abbiamo inserito gli elementi tipicamente greci e neanche le parti di testo contenenti spiegazioni etimologiche ed eziologiche. Inoltre abbiamo usato il discorso diretto.AtonDio venerato dal grande faraone iconoclasta Akhenaton durante il periodo di Amarna nella XVIII Dinastia.E' forse il primo esempio di religione monoteista della storia.Divinità solare, rappresentato da un disco che emette raggi solari che terminano con mani umane (unica concessione alle forme antropomorfe).Dopo la morte di Akhenaton venne ristabilita l'ortodossia e Amon e gli altri dei ripresero il loro posto e furono cancellate molte tracce dell'"eresia" di Akhenaton e Nefertiti. La religione basata su Aton ebbe breve vita: già quello che si suppone essere il genero di Akhenaton, Tutankhaton, sebbene molto giovane, restaurò l'antico culto, cambiando il proprio nome in quello di Tutankhamon ("immagine vivente di Amon") e riportando la corte faraonica a Tebe. In molti pensano che l'Atonismo sia all'origine dell'Ebraismo, che introietterà molti dei suoi concetti e che vedrà la luce nella popolazione ebrea d'Egitto meno di un secolo più tardi. Questa tesi è contenuta per esempio nel saggio di Sigmund Freud "L'uomo Mosè e la religione Monoteista".Non ho detto il falsoNon ho commesso razzieNon ho rubatoNon ho ucciso uominiNon ho commesso slealtàNon ho sottratto le offerte al dioNon ho detto bugieNon ho sottratto ciboNon ho disonorato la mia reputazioneNon ho commesso trasgressioniNon ho ucciso tori sacriNon ho commesso spergiuroNon ho rubato il paneNon ho origliatoNon ho parlato male di altriNon ho litigato se non per cose giusteNon ho commesso atti omosessualiNon ho avuto comportamenti riprovevoliNon ho spaventato nessunoNon ho ceduto all' iraNon sono stato sordo alle parole di veritàNon ho arrecato disturboNon ho compiuto inganniNon ho avuto una condotta cattivaNon mi sono accoppiato con un ragazzoNon sono stato negligenteNon sono stato litigiosoNon sono stato esageratamente attivoNon sono stato impazienteNon ho commesso affronti contro l'immagine di un dioNon ho mancato alla mia parolaNon ho commesso cose malvagieNon ho avuto visioni di demoniNon ho congiurato contro il reNon ho proceduto a stento nell'acquaNon ho alzato la voceNon ho ingiuriato dioNon ho avuto dei privilegi a mio vantaggioNon sono ricco se non grazie a ciò che mi appartieneNon ho bestemmiato il nome del dio della città.