Ninna nanna trasversale
foto: cesareIn questi giorni imperversa la campagna elettorale per le elezioni comunali. I candidati e i loro sostenitori sono freneticamente impegnati nel tentativo di accaparrarsi quella fetta di votanti ancora indecisi, gli elettori sono impegnati a cercare di capire quali saranno i loro vantaggi in caso di vittoria di questo o di quel candidato sindaco. Sono state presentate tutte liste civiche, è il tracollo delle ideologie? No, mi spiegano da tutte le parti, è il risultato di un calcolo aritmetico. Se i candidati venissero "vincolati" da una bandiera, probabilmente non riceverebbero quelli che loro chiamano, voti trasversali e poi molte alleanze politiche non potrebbero reggere, anche perchè giustificare intese tra partiti ideologicamente agli antipodi, risulterebbe difficile. Liste civiche dunque, con buona pace di chi alle ideologie ancora ci crede. "Si vota la persona non il partito", è il ritornello che continuamente ci si sente ripetere. Ottimo, si potrebbe pensare, gli interessi della comunità non devono essere fermati dagli schieramenti ideologici, una lezione di civiltà, un "volemose bene", per il bene del paese. Normalmente, lo confesso, sono un po' scettico sulle reali intenzioni di chi fa politica e prendo tutto questo con cautela e disincanto e a tal proposito ho posto a tutte le forze impegnate in cotanta tenzone, le stesse domande, dal momento che, ne sono convinto, la cultura e l'informazione hanno un ruolo imprescindibile nello sviluppo di un paese:"Qual'è il vostro punto di vista in merito e quali le sono le iniziative che mirano a promuoverle?"Pausa di riflessione e poi... Panico!Seguono una serie di risposte frettolose e poco comprensibili, miranti per lo più a spostare l'attenzione dal quesito proposto. Ci si inerpica su antichi specchi sfoggiando l'usato idioma politichese, con affermazioni del tipo: "Il nostro programma prevede lo sviluppo culturale", (de che?), "Noi abbiamo dato sempre spazio alla cultura" (quanno?), "La divulgazione della cultura e dell'informazione, sono processi che richiedono tempo, abbiamo problemi più importanti e urgenti di cui preoccuparci", (ma che stai a di'?)... E via dicendo. L'ultima persona a cui ho rivolto tali quesiti, un mio caro amico di vecchia data, ha cercato di spiegarmi che: "E' compito del cittadino informarsi ed accrescere il proprio bagaglio culturale, la pubblica amministrazione non è tenuta ad espletare tale funzione!" Lo ammetto, sono un pochino bastardo dentro. Sapevo benissimo quali risposte mi avrebbero dato e quale fosse la loro opinione in merito, uguale per tutti gli schieramenti ma che nessuno ha osato dichiarare:"Abbiamo bisogno di elettori ai quali poter raccontare e promettere quello che vogliamo, di elettori che di un discorso di due ore ricordino o meglio ancora capiscano, solo poche parole tipo: più lavoro, meno tasse, basta (sembra che "basta", sia una delle parole più gettonate), sviluppo economico, abbiate fiducia, noi (seguito dal nome della lista). Altro che cultura e informazione".Ops, dimenticavo: "Se potessimo avere elettori privi di memoria, sarebbe ancora meglio!"A questo punto, chiedo aiuto al buon Salustri che bene ha saputo tracciare un ottimo ritratto dei politicanti a cui spesso affidiamo le sorti della cosa pubblica e in un più ampio sonetto del 1914 diceva:...Fa la ninna, cocco bello,finchè dura sto macello:fa la ninna, chè domanirivedremo li sovraniche se scambieno la stimaboni amichi come prima.So cuggini e fra parentinun se fanno comprimenti:torneranno più cordialili rapporti personali.E riuniti fra de lorosenza l'ombra d'un rimorso,ce faranno un ber discorsosu la Pace e sul Lavorope quer popolo cojonerisparmiato dar cannone!Buone elezioni. cesare