Creato da livio203 il 04/08/2008

Andrea Liponi

Andrea è scomparso dal 8 giugno 2008

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Gennaio 2022 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31            
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 4
 

ULTIME VISITE AL BLOG

VaZetalivio203QuartoProvvisorioardizzoia.nataliagentilini_piadaunfiorecristinagolinucci71InnoviamoInarcassadami.m81nicoletta_cassolITALIANOinATTESAbrizio70robertomn1946ale.x.andra71
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

« 8 giugno 2019adolescenza e letteratura »

DUE ROMANZI

Post n°140 pubblicato il 22 Marzo 2020 da livio203

JOE R. LANSDALE, LA SOTTILE LINEA SCURA, EINAUDI STILE LIBERO, 2004 (2003)

ELENA FERRANTE, LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI, EDIZIONI E/O, 2019

 

Sono due libri molto diversi, accomunati dal fatto che li ho letti di seguito, in questo periodo di clausura e paura per l’emergenza Coronavirus, questo marzo 2020, ma anche dalla tematica simile: sono due storie di formazione, di passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Il primo, quello che ho letto per primo, ma che è anche il più vecchio (pubblicato nel 2004, rimasto nella libreria di casa per 16 anni o quasi), è di un autore americano che scrive proprio come ci si aspetta scriva un americano: con uno stile un po’ trasandato, pieno di cose e di azioni, ricco di dialoghi diretti, con scarsa attenzione all’approfondimento psicologico. Tutto l’opposto dello stile della Ferrante, in cui la protagonista racconta e si racconta soprattutto mediante il discorso indiretto libero e fa emergere direttamente dalla pagina le sue impressioni, le sue emozioni, i suoi giudizi.

Quindi due libri lontanissimi, anche per la distanza geografica in cui si collocano le due vicende, l’una in un borgo immaginario del Texas, l’altra nei quartieri della metropoli partenopea.

Poi, i due protagonisti.  

Il primo, un ragazzo di tredici anni appena trasferitosi da un’altra città, che scopre, proprio nel nuovo ambiente, la realtà: babbo Natale non esiste e anche i bambini non sono portati dalla cicogna.  

Insomma, per una serie di circostanze, scopre la sessualità, come intreccio di relazioni spesso malate.   Dalla scoperta, vicino al Drive-in gestito dal padre, di una casa distrutta da un incendio diversi anni prima e di una cassetta sotterrata con diverse lettere ed alcune pagine di diario, inizia per il protagonista un’indagine che, con l’aiuto della sorella e del proiezionista, lo conduce a poco a poco a scoprire la verità su due delitti consumati nella medesima notte di diversi anni prima e ancora rimasti impuniti.  Un po’ alla Mark Twain, la vicenda si sviluppa attraverso diverse avventurose imprese del nostro eroe, accompagnato e difeso ora dal suo cane, ora dalla sorella, ora dal proiezionista.  Alla fine il mistero della morte di una giovane dei quartieri “bassi”, ovvero di umile estrazione sociale, si svela: è stato il padre, violento e fanatico, del suo migliore amico ad ucciderla tagliandole la testa, che poi ha seppellito nel bosco, insieme ai cadaveri di numerose altre persone, uccise in momenti di raptus religioso (diceva di essere diretto da Dio, ma forse lo faceva per interesse).    Ma il mistero della morte di una giovane nell’incendio della casa nel bosco rimane insoluto, almeno per la legge: il responsabile, il padre della ragazza, era persona troppo ricca e potente per essere perseguito dalla polizia corrotta del luogo.   Ma a fare giustizia ci pensa l’altra figlia, emigrata da tempo in Inghilterra per nascondere la gravidanza prodotta dal padre.  Insomma, un modo assai truce di scoprire la sessualità malata di alcuni adulti.

La seconda, la quindicenne Giovanna, improvvisamente vede crollare tutte le certezze della sua infanzia, perché il padre, indispettito da qualche risultato scolastico di una figlia fino ad allora esemplare, la paragona all’odiata sorella Vittoria.  Di qui la crisi delle sue precedenti certezze e la necessità di sapere perché il padre, all’improvviso, ha sentito la necessità di accostarla ad una zia per lei quasi sconosciuta.  E così scopre le umili origini del padre, dalle quali egli si era riscattato attraverso uno studio continuo ed ossessivo, con una caparbietà che lo aveva infine portato a rompere ogni relazione con la sorella, sguaiata napoletana dei quartieri bassi, che rimaneva attaccata al suo destino di ignoranza, semplicità e umiltà, ma senza alcuna remissività, anzi con la violenza verbale che le veniva dalla sicurezza delle sue ragioni e dalla forza del suo carattere.   Una donna capace di spadroneggiare su chi le sta intorno, in particolare sui membri della famiglia del suo defunto ex-amante, sulla vedova e sui suoi tre figli.   Entrata in contatto con questo mondo, con la Napoli-Napoli, Giovanna scopre l’ambiguità e la falsità delle relazioni del suo mondo (la vita bugiarda degli adulti) e che, sotto l’apparente correttezza dei rapporti familiari e inter-familiari (i suoi genitori frequentano da sempre una coppia di coetanei con due figlie), si nasconde il tradimento e l’inganno.  Quindi, dalla crisi d’identità della ragazza, scaturisce quella delle due famiglie, che si scoprono intrecciate da rapporti inconfessabili.    Questa crisi sembra inizialmente coinvolgere Giovanna che, alla ricerca di una sua collocazione sociale e personale, si lascia coinvolgere in qualche giochino volgare da qualche ragazzo conosciuto nell’ambiente di zia Vittoria.  Ma, proprio da quell’ambiente emerge chi la sa condurre verso un riscatto morale e personale, che, nei romanzi della Ferrante, è sempre collegato alla ricerca del successo in ambito culturale, letterario o filosofico.  Ma, altra caratteristica dei suoi romanzi, c’è sempre il desiderio di conoscere la sessualità e di sperimentarla quasi per poterla padroneggiare e non subire.  Perciò la protagonista, dopo aver sognato di poter amare ed essere amata da un uomo che le appariva sublime, decide freddamente di perdere la verginità, in modo piuttosto brutale, con un ragazzo qualunque.   Così avviene il suo rito di passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Come ho detto sopra, l’accostamento di questi due libri è stato casuale.   Ho però trovato in entrambi la comune tematica del passaggio dall’infanzia alla giovinezza, attraverso un percorso accidentato, quello dell’adolescenza, che porta entrambi i protagonisti a scoprire la sessualità nei suoi diversi aspetti, sia come espressione di un’attrazione sentimentale, sia come manifestazione di istinti primordiali, che portano in un caso alla violenza e al delitto, nell’altro al tradimento e alla rottura dell’unità familiare.  

Il romanzo di Lansdale, peraltro, pur a suo modo avvincente, risulta una lettura facile, adatta anche a lettori giovanissimi: può essere un buon stimolo, se non la si conosce ancora, per un’introduzione all’educazione sessuale.   Si sfiorano, infatti, diverse tematiche, dall’uso del profilattico, alla sessualità a pagamento, dallo stupro in famiglia, alla violenza sulla donna e al femminicidio.

Più complessa e intrigante la scrittura della Ferrante: anche questo romanzo, come gli altri, risulta avvincente, non per la vicenda in sé, ma per l’attrazione esercitata dalle persone rappresentate e dal loro ambiente psicologico e sociale, inserito in una Napoli complessa, divisa in classi e quartieri.  Una città ricca di umori e di passioni, di amore e di violenza, di cultura e di volgarità.  Un ambiente difficile, da amare o/e da odiare, da desiderare o/e da cui volersi allontanare.   

La URL per il Trackback di questo messaggio è:
https://blog.libero.it/Livio203/trackback.php?msg=14830658

I blog che hanno inviato un Trackback a questo messaggio:
Nessun trackback

 
Commenti al Post:
Nessun commento
 

GOCCE DI MEMORIA..

E' la prima e migliore colonna sonora di questo blog..

 

VB33 8 GIUGNO 2018

 

MIRELLA INTRODUCE IL CONVEGNO DEL 2012