Lo so benissimo che non è colpa sua, è solo una malattia. Il più brutto disagio mentale, perché è nascosto dalle pratiche sociali egoiste che siamo spinti ad avere, e perché ferisce fondamentalmente gli altri, quelli cioè che amano e circondano il narcisista.Il narcisista infatti li sfrutta, non interessandosi minimamente del loro bene, ma anzi sabotandone l'autostima. Il malato non è, come si potrebbe pensare, talmente innamorato di se che non ama nessun altro, ma piuttosto talmente insicuro e incapace di amare se stesso che non sa amare nessuno e niente al mondo. Fondamentalmente quella che ci rende indietro la nostra vera immagine come individui, invece che quella onnipotente che hanno di se i bambini (scusate ma non sono una psicologa, ho solo letto molto perché interessata in prima persona), e così ha una idea di se che eccede il se reale, ha una percezione esagerata, pensa di essere più di quello che è percio' odia il suo “vero se”, quello 'umano' che sbaglia ed e' debole.In tal senso deve sempre avere una immagine di se grandiosa,per averla deve averla dagli altri, che sono il suo specchio quando questi non gliela danno più, è la fine. usa tutto e tutti per avere questa immagine grandiosa, e di base è per profondamente cattivo con gli altri. non sa che viene amato per quello che e' e non per quello che dice o vuole essere, e lui non ama ma ritiene pochi alla sua altezza, spesso disprezza gli altri che hanno idee diverse dalle sue (di solito ha idee sempre poco condivisibili), non accetta di essere messo in disparte e anzi deve pilotare le persone. Se viene criticato la prende così sul personale che potrebbe arrabbiarsi a lungo, se non per sempre. E’ davvero difficile che un narcisista (molti sono anche misogini, e li le cose si incasinano una cifra, specie con i casi di dipendenza affettiva e caratteri dipendenti in generale.. eccetera) si 'ripari' nel senso guarisca, proprio perché si rischia di rompere quella crosta che lo tiene fragilmente a galla nel mondo. Fa parte del suo disagio credere di essere superiore, e al contempo sentire profondamente il pericolo di qualunque rimessa in discussione. la sua paura della sofferenza è patologica. Si crea tranquillamente da solo versioni fantasiose della realtà che stanno bene a lui solo pur di non rimettersi in discussione, anche se feriranno chi lo ama. A volte sembra anzi che misuri il proprio valore con la quantità di disagio, sofferenza e dolore che riesce a causare nell'altro, quando non riesce più a suscitare amore e devozione o rispetto. Diventa un pericolo sociale, perché di solito sono gli altri che vanno in tilt dopo aver avuto a che fare con uno di loro. E’ come essere sopravvissuti al proprio assassino, almeno a me è così che è capitato..Poi ho capito che la sua violenza verso di me era qualcosa di innato e che non ero io a sprigionarla. perché all'inizio era così che mi faceva credere urla, spinte, e poi una volta mi ha picchiata. mani al collo, schiaffi e urlava 'adesso ti insegno 'cosi impari' 'io non ho paura di te'.Non vi dico che occhi aveva... li ho capito che mi avrebbe tranquillamente ammazzata
Il titolo non serve...
Lo so benissimo che non è colpa sua, è solo una malattia. Il più brutto disagio mentale, perché è nascosto dalle pratiche sociali egoiste che siamo spinti ad avere, e perché ferisce fondamentalmente gli altri, quelli cioè che amano e circondano il narcisista.Il narcisista infatti li sfrutta, non interessandosi minimamente del loro bene, ma anzi sabotandone l'autostima. Il malato non è, come si potrebbe pensare, talmente innamorato di se che non ama nessun altro, ma piuttosto talmente insicuro e incapace di amare se stesso che non sa amare nessuno e niente al mondo. Fondamentalmente quella che ci rende indietro la nostra vera immagine come individui, invece che quella onnipotente che hanno di se i bambini (scusate ma non sono una psicologa, ho solo letto molto perché interessata in prima persona), e così ha una idea di se che eccede il se reale, ha una percezione esagerata, pensa di essere più di quello che è percio' odia il suo “vero se”, quello 'umano' che sbaglia ed e' debole.In tal senso deve sempre avere una immagine di se grandiosa,per averla deve averla dagli altri, che sono il suo specchio quando questi non gliela danno più, è la fine. usa tutto e tutti per avere questa immagine grandiosa, e di base è per profondamente cattivo con gli altri. non sa che viene amato per quello che e' e non per quello che dice o vuole essere, e lui non ama ma ritiene pochi alla sua altezza, spesso disprezza gli altri che hanno idee diverse dalle sue (di solito ha idee sempre poco condivisibili), non accetta di essere messo in disparte e anzi deve pilotare le persone. Se viene criticato la prende così sul personale che potrebbe arrabbiarsi a lungo, se non per sempre. E’ davvero difficile che un narcisista (molti sono anche misogini, e li le cose si incasinano una cifra, specie con i casi di dipendenza affettiva e caratteri dipendenti in generale.. eccetera) si 'ripari' nel senso guarisca, proprio perché si rischia di rompere quella crosta che lo tiene fragilmente a galla nel mondo. Fa parte del suo disagio credere di essere superiore, e al contempo sentire profondamente il pericolo di qualunque rimessa in discussione. la sua paura della sofferenza è patologica. Si crea tranquillamente da solo versioni fantasiose della realtà che stanno bene a lui solo pur di non rimettersi in discussione, anche se feriranno chi lo ama. A volte sembra anzi che misuri il proprio valore con la quantità di disagio, sofferenza e dolore che riesce a causare nell'altro, quando non riesce più a suscitare amore e devozione o rispetto. Diventa un pericolo sociale, perché di solito sono gli altri che vanno in tilt dopo aver avuto a che fare con uno di loro. E’ come essere sopravvissuti al proprio assassino, almeno a me è così che è capitato..Poi ho capito che la sua violenza verso di me era qualcosa di innato e che non ero io a sprigionarla. perché all'inizio era così che mi faceva credere urla, spinte, e poi una volta mi ha picchiata. mani al collo, schiaffi e urlava 'adesso ti insegno 'cosi impari' 'io non ho paura di te'.Non vi dico che occhi aveva... li ho capito che mi avrebbe tranquillamente ammazzata